Il 25 Novembre sarà la Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne.
L'8 Marzo è la Festa della Donna.
E gli altri giorni?
Parlare di questo argomento è difficile per me, riapre una vecchia ferita, riguarda una parte privata e intima della mia storia personale che vorrei cancellare, anche se non si può. Si va avanti, ma non si cancella.
La violenza di genere non è solo fisica, ma anche psicologica, non fa sanguinare la pelle, ma il cuore sì. Se non reagisci ti schiaccia, fino ad annullarti.
Purtroppo ho avuto un professore all'Università che si era invaghito di me. Le sue "lusinghe", chiamiamole così, si sono fatte sempre più pressanti, morbose, maniacali. Lui dirigeva la mia tesi e il mio gruppo di ricerca e io ero in una posizione difficile. Troppo complicata per mandarlo a quel paese come avrei fatto con qualsiasi altro mio pari.
Incurante del fatto che io avessi il moroso, mi mandava messaggi al cellulare a qualsiasi ora del giorno e della notte, mi scriveva mail assurde (tipo dieci al giorno), mi invitava al cinema, a passeggio, al bar, a mangiare fuori con lui, a bere qualcosa.... La sua reazione ai miei gentili rifiuti è stata però peggiore di questa persecuzione: ha messo in pratica quello che si chiama "mobbing"! Da un giorno all'altro sono diventata improvvisamente una deficiente che non capiva niente, che non sapeva fare le cose, che sbagliava sempre tutto, che era lenta, imprecisa, goffa, stupida, che mancava alle riunioni (che non mi venivano comunicate!), fino a gettare su di me davanti ad altre persone il sospetto di avergli rubato dei libri!!!
Ho vissuto mesi da incubo: ogni sera piangevo al solo pensiero di doverlo rivedere la mattina seguente, di dover subire i suoi sguardi libidinosi, le sue parole insultanti, e al tempo stesso i suoi inviti segreti, le sue promesse di grandi progetti per il mio futuro (se mi fossi cambiata il chip del cervello, come era solito dire!).
Ho seriamente pensato di mollare tutto e fuggire. Ho chiesto aiuto ad altri professori che hanno parlato con lui per risolvere la questione.
Di male in peggio.
E' arrivato a farmi una scenata nel corridoio davanti alla biblioteca piena di persone, a strapparmi dalle mani le chiavi dell'ufficio e ad insultarmi.
Lì è cambiato qualcosa dentro di me: sarà stato l'istinto di sopravvivenza, sarà stata la goccia che fa traboccare il vaso, sarà stato l'orgoglio sopito che è improvvisamente risalito dalle mie viscere... ma lì e in quel preciso momento ho pensato "Brutto figlio di....... te le faccio scontare tutte, fosse l'ultima cosa che faccio prima di morire!".
E' stata una lunga e difficile battaglia: una studentessa qualsiasi contro un professore conosciuto e stimato con parecchie amicizie, domande e ricorsi ufficiali, colloqui con i pezzi grossi dell'Università, tentativi di tapparmi la bocca... Biechi tentativi inutili i loro: ho presentato alla commissione che doveva prendere determinate decisioni, un voluminoso materiale pretendendo che si protocollasse (fatto di mail e messaggi sms) e ho dimostrato nero su bianco la mia versione dei fatti contro gli insulti deliranti di uno squilibrato che non ha saputo dove attaccarsi. (e qui potete intenderla come vi pare).
La cosa che più mi ha fatto male in tutto quello che ho dovuto passare è stato vedere che ci si riempie tanto la bocca di bei discorsi sulla condanna della violenza di genere, si organizzano giornate internazionali, etc.. e poi quando ho denunciato la cosa, hanno tentato di sminuirla, di tapparmi la bocca, hanno incrociato le braccia fino a quando li ho avvisati che sarei andata avanti determinata a far valere i miei diritti a costo di fare scoppiare uno scandalo.
La mia fortuna è stata che si è interessata alla cosa anche una persona dei pezzi grossi dell'Università che aveva il potere giuridico per intervenire e che quando era giovane aveva subito la stessa cosa, con la differenza che ai suoi tempi, nessuno l'aveva difesa e quindi aveva dovuto lasciare la sua Università per studiare in un'altra, dunque non solo è stata sensibile alle mie richieste, ma era pure abbastanza incarognita!
La tempesta è ormai alle spalle e adesso va tutto bene.
Cosa mi ha insegnato tutto questo?
Che il mostro molte volte è la persona più insospettabile, colta, intelligente e quindi anche più pericolosa.
Che bisogna reagire, che non siamo la causa dell'agire del mostro, ne siamo solo vittime e non dobbiamo avere nessun senso di colpa.
Che bisogna denunciare e fare vedere che non si ha paura.
Che Il mostro è più fragile.
Che la verità vince sempre e quindi bisogna avere fiducia.
Che la solidarietà tra donne e tra amici fidati è importante per portare il peso di queste cose.
Che l'aria è più fresca adesso e che posso camminare a testa alta.
Numeri utili Spagna:
016 (Atención victimas violencia de genero)
Nelle Università spagnole esiste anche il Defensor Univeristario, un organo che si occupa di varie cose per aiutare gli studenti e il personale docente che ne hanno bisogno.
Numeri utili Italia:
1522 (servizio nazionale a sostegno delle donne vittime di violenza, è attivo 24 ore su 24, tutto l'anno e multilingue)
come Lucy Van Pelt
GIORGIA RN (Moderatore)
1238 messaggi - Pubblicato 3 anni fa #
GIORGIA RN (Moderatore)
1238 messaggi - Pubblicato 3 anni fa #
Giò, rischio di sembrare banale ma volevo farti i complimenti x aver trovato la forza e il coraggio di uscire da quella situazione... Un abbraccio
Si te gusta bien, y si no... También!!!
Federica (Membro)
900 messaggi - Pubblicato 3 anni fa #
Sai Federica, non so se sia stato più difficile reagire o raccontare pubblicamente questa cosa.
Spero che questo possa servire a far coraggio ad altre persone che magari adesso sono in situazioni simili (ma spero proprio di no!). La violenza di genere non è solo in Spagna o solo in Italia, per questo il rigetto e la condanna non deve avere confini.
GIORGIA RN (Moderatore)
1238 messaggi - Pubblicato 3 anni fa #
Sono d'accordo con te, e complimenti 2 volte x il coraggio che hai avuto anche a raccontarlo qui pubblicamente
Federica (Membro)
900 messaggi - Pubblicato 3 anni fa #
ciao giorgia, stamattina in ufficio scorsi rapidamente la discussione e la ignorai(troppo lunga...)
ora l'ho letta, bene, e mi ha fatto pensare.
Brava che lo condividi, complimenti per la reazione avuta a suo tempo, dimostra che sei una persona forte e capace di remare controcorrente.
mi è piaciuto soprattutto:
Che Il mostro è più fragile.
verissimo.
a ti no te afecta la crisis?
DiegoDDM (Membro)
468 messaggi - Pubblicato 3 anni fa #
bella questa riflessione...io intanto incollo qui quello che si muove a roma...
MANIFESTAZIONE NAZIONALE
CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE
Corteo di donne autorganizzato
ROMA, 22 NOVEMBRE 2008 - P.zza della Repubblica, ore 14.00
INDECOROSE E LIBERE!
La violenza maschile è la prima causa di morte e di invalidità permanente
delle donne in Italia come nel resto del mondo. La violenza fa parte delle
nostre vite quotidiane e si esprime attraverso la negazione dei nostri
diritti, la violazione dei nostri corpi, il silenzio.
Un anno fa siamo scese in piazza in 150.000 per dire NO alla VIOLENZA
MASCHILE e ai tentativi di strumentalizzare la violenza sulle donne, da
parte di governi e partiti, per legittimare politiche securitarie e
repressive e torneremo in piazza anche quest'anno perché i governi
cambiano ma le politiche restano uguali e, al giorno d'oggi, peggiorano.
In un anno gli attacchi alla nostra libertà e autodeterminazione sono
aumentati esponenzialmente, mettendo in luce la deriva autoritaria,
sessista, e razzista del nostro paese.
Ricordiamo il blitz della polizia al policlinico di Napoli per il presunto
aborto illegale, le aggressioni contro lesbiche, omosessuali e trans,
contro immigrate/i e cittadine/i di seconda generazione. Violenza
legittimata e incoraggiata da governi e sindaci-sceriffi che vogliono
imporre modelli di comportamento normalizzati in nome del "decoro" e
della "dignità" impedendoci di scegliere liberamente come condurre le
nostre vite.
La violenza maschile ha molte facce, e una di queste è quella
istituzionale: vorrebbero risolvere la crisi economica e culturale che
stiamo vivendo smantellando lo stato sociale.
Per salvare le banche, rifinanziare le missioni militari all'estero e
militarizzare le nostre città tagliano i fondi ai centri antiviolenza, ai
consultori e a tutti i servizi che garantiscono alle donne libertà, salute
e indipendenza,
Con la legge 133 tagliano i fondi alla scuola e all'università pubblica
per consegnare l'istruzione nelle mani dei privati determinando la fine
del diritto ad una istruzione gratuita e libera per tutte/i.
Con il decreto Gelmini, migliaia di insegnanti, maestre precarie, perdono
il posto di lavoro, e viene meno un sistema educativo - il tempo pieno -
che sostiene le donne, consentendo loro una maggiore libertà di movimento
e autonomia.
L'obiettivo delle riforme del lavoro, della sanità, della scuola e
dell'università è di renderci sempre più precarie e meno garantite:
mogli e madri "rispettabili" rinchiuse nelle case, economicamente
dipendenti da un uomo, che lavorano gratuitamente per badare ad anziani e
bambini.
Non pagheremo noi la vostra crisi!
SABATO 22 NOVEMBRE
SAREMO DI NUOVO IN PIAZZA
PER RIBADIRE
con la stessa forza, radicalità e autonomia che la VIOLENZA MASCHILE non
ha classe né confini, NASCE IN FAMIGLIA, all'interno delle mura
domestiche, e NON È UN PROBLEMA DI ORDINE PUBBLICO
E AFFERMARE CHE
al disegno di legge Carfagna, che criminalizza le prostitute e impone
regole di condotta per tutte, che ci vuole dividere in buone e cattive, in
sante e puttane, in vittime e colpevoli, noi rispondiamo che SIAMO TUTTE
INDECOROSAMENTE LIBERE!
al decreto Gelmini che ci confeziona una scuola autoritaria e razzista, noi
rispondiamo che VOGLIAMO TUTTE 5 IN CONDOTTA!
ai pacchetti sicurezza e alle norme xenofobe che ci vogliono distinguere in
cittadine/i con e senza diritti, rispondiamo che SIAMO TUTTE CITTADINE DEL
MONDO E ANDIAMO DOVE CI PARE!
beatrice (Membro)
6 messaggi - Pubblicato 3 anni fa #
Diego: hai toccato due punti cruciali del tema
1) il mostro è più fragile perchè cerca di prevaricare sulle sue vittime solo in ragione della sua forza fisica o per la sua più alta posizione sociale/istituzionale. Nel momento in cui però la vittima reagisce, il mostro acutisce la sua violenza dimostrando la sua paura e impotenza. Quello è il momento dell'ultimo colpo di coda prima dello sgretolamento della sua finta-forza e mette a nudo una persona debole e complessata.
2)il mio carattere forte alla fine mi ha permesso di reagire, ma inizialmente ho subito come qualsiasi persona con un carattere meno forte. Questo mi ha fatto riflettere sul potere che ha il mostro di riuscire a plagiare psicologicamente le sue vittime. A volte provavo come un senso di colpa, come se inconsciamente giustificassi l'agire del mostro, cioè io mi sentivo colpevole dei suoi maltrattamenti.
Mi ha privato della mia libertà anche per come decidevo di vestirmi, nel senso che non mettevo mai una gonna o una cosa carina per paura di attirare la sua attenzione (mi vestivo sempre peggio che potevo). Inoltre sento che in parte ha cambiato il mio modo di essere aperto e socievole perchè adesso sono molto più fredda con tutti i professori o con chiunque che all'Università si fermi a fare due chiacchiere con me e mi dica "ci prendiamo un caffè", in automatico rispondo di no.
Che sono stata l'unica a tenergli testa è sicuro: ho saputo che un'altra ragazza ha avuto un intrallazzo con lui e che l'ha favorita per fare carriera, altri pur odiandolo accondiscendevano il despota per opportunismo. Io ho abbandonato il re e la sua corte ipocrita. I cortigiani mi hanno tolto il saluto.... tanto di guadagnato!!!
@Fede e Diego: aver avuto vicino due persone come voi due in quei momenti sarebbe stato molto importante. Grazie per esprimere qui le parole che fanno bene al cuore e che possono far riflettere anche altri. Un bacio
GIORGIA RN (Moderatore)
1238 messaggi - Pubblicato 3 anni fa #
A volte provavo come un senso di colpa, come se inconsciamente giustificassi l'agire del mostro, cioè io mi sentivo colpevole dei suoi maltrattamenti
Credo che questa sia la parte + significativa in quanto tristemente vera, la verità è che questo genere di violenze hanno la capacità di annichilirti e di farti dubitare di te stessa, arrivando appunto a suscitare senso di colpa...
@Fede e Diego: aver avuto vicino due persone come voi due in quei momenti sarebbe stato molto importante. Grazie per esprimere qui le parole che fanno bene al cuore e che possono far riflettere anche altri
Grazie a te x aver condiviso questo con noi: xsonalmente cercherò, nel mio piccolo, di non dimenticare questa "lezione" e anzi di farne tesoro, come xsona e come donna... GRAZIE
Federica (Membro)
900 messaggi - Pubblicato 3 anni fa #
Il 25 Novembre sarà la Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne.
L'8 Marzo è la Festa della Donna.
E gli altri giorni?
Parlare di questo argomento è difficile per me, riapre una vecchia ferita, riguarda una parte privata e intima della mia storia personale che vorrei cancellare, anche se non si può. Si va avanti, ma non si cancella.
La violenza di genere non è solo fisica, ma anche psicologica, non fa sanguinare la pelle, ma il cuore sì. Se non reagisci ti schiaccia, fino ad annullarti.
Purtroppo ho avuto un professore all'Università che si era invaghito di me. Le sue "lusinghe", chiamiamole così, si sono fatte sempre più pressanti, morbose, maniacali. Lui dirigeva la mia tesi e il mio gruppo di ricerca e io ero in una posizione difficile. Troppo complicata per mandarlo a quel paese come avrei fatto con qualsiasi altro mio pari.
Incurante del fatto che io avessi il moroso, mi mandava messaggi al cellulare a qualsiasi ora del giorno e della notte, mi scriveva mail assurde (tipo dieci al giorno), mi invitava al cinema, a passeggio, al bar, a mangiare fuori con lui, a bere qualcosa.... La sua reazione ai miei gentili rifiuti è stata però peggiore di questa persecuzione: ha messo in pratica quello che si chiama "mobbing"! Da un giorno all'altro sono diventata improvvisamente una deficiente che non capiva niente, che non sapeva fare le cose, che sbagliava sempre tutto, che era lenta, imprecisa, goffa, stupida, che mancava alle riunioni (che non mi venivano comunicate!), fino a gettare su di me davanti ad altre persone il sospetto di avergli rubato dei libri!!!
Ho vissuto mesi da incubo: ogni sera piangevo al solo pensiero di doverlo rivedere la mattina seguente, di dover subire i suoi sguardi libidinosi, le sue parole insultanti, e al tempo stesso i suoi inviti segreti, le sue promesse di grandi progetti per il mio futuro (se mi fossi cambiata il chip del cervello, come era solito dire!).
Ho seriamente pensato di mollare tutto e fuggire. Ho chiesto aiuto ad altri professori che hanno parlato con lui per risolvere la questione.
Di male in peggio.
E' arrivato a farmi una scenata nel corridoio davanti alla biblioteca piena di persone, a strapparmi dalle mani le chiavi dell'ufficio e ad insultarmi.
Lì è cambiato qualcosa dentro di me: sarà stato l'istinto di sopravvivenza, sarà stata la goccia che fa traboccare il vaso, sarà stato l'orgoglio sopito che è improvvisamente risalito dalle mie viscere... ma lì e in quel preciso momento ho pensato "Brutto figlio di....... te le faccio scontare tutte, fosse l'ultima cosa che faccio prima di morire!".
E' stata una lunga e difficile battaglia: una studentessa qualsiasi contro un professore conosciuto e stimato con parecchie amicizie, domande e ricorsi ufficiali, colloqui con i pezzi grossi dell'Università, tentativi di tapparmi la bocca... Biechi tentativi inutili i loro: ho presentato alla commissione che doveva prendere determinate decisioni, un voluminoso materiale pretendendo che si protocollasse (fatto di mail e messaggi sms) e ho dimostrato nero su bianco la mia versione dei fatti contro gli insulti deliranti di uno squilibrato che non ha saputo dove attaccarsi. (e qui potete intenderla come vi pare).
La cosa che più mi ha fatto male in tutto quello che ho dovuto passare è stato vedere che ci si riempie tanto la bocca di bei discorsi sulla condanna della violenza di genere, si organizzano giornate internazionali, etc.. e poi quando ho denunciato la cosa, hanno tentato di sminuirla, di tapparmi la bocca, hanno incrociato le braccia fino a quando li ho avvisati che sarei andata avanti determinata a far valere i miei diritti a costo di fare scoppiare uno scandalo.
La mia fortuna è stata che si è interessata alla cosa anche una persona dei pezzi grossi dell'Università che aveva il potere giuridico per intervenire e che quando era giovane aveva subito la stessa cosa, con la differenza che ai suoi tempi, nessuno l'aveva difesa e quindi aveva dovuto lasciare la sua Università per studiare in un'altra, dunque non solo è stata sensibile alle mie richieste, ma era pure abbastanza incarognita!
La tempesta è ormai alle spalle e adesso va tutto bene.
Cosa mi ha insegnato tutto questo?
Che il mostro molte volte è la persona più insospettabile, colta, intelligente e quindi anche più pericolosa.
Che bisogna reagire, che non siamo la causa dell'agire del mostro, ne siamo solo vittime e non dobbiamo avere nessun senso di colpa.
Che bisogna denunciare e fare vedere che non si ha paura.
Che Il mostro è più fragile.
Che la verità vince sempre e quindi bisogna avere fiducia.
Che la solidarietà tra donne e tra amici fidati è importante per portare il peso di queste cose.
Che l'aria è più fresca adesso e che posso camminare a testa alta.
Numeri utili Spagna:
016 (Atención victimas violencia de genero)
Nelle Università spagnole esiste anche il Defensor Univeristario, un organo che si occupa di varie cose per aiutare gli studenti e il personale docente che ne hanno bisogno.
Numeri utili Italia:
1522 (servizio nazionale a sostegno delle donne vittime di violenza, è attivo 24 ore su 24, tutto l'anno e multilingue)
GIORGIA RN
1238 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
#
GIORGIA RN
1238 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Giò, rischio di sembrare banale ma volevo farti i complimenti x aver trovato la forza e il coraggio di uscire da quella situazione... Un abbraccio
Federica
900 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
#
Sai Federica, non so se sia stato più difficile reagire o raccontare pubblicamente questa cosa.
Spero che questo possa servire a far coraggio ad altre persone che magari adesso sono in situazioni simili (ma spero proprio di no!). La violenza di genere non è solo in Spagna o solo in Italia, per questo il rigetto e la condanna non deve avere confini.
GIORGIA RN
1238 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
#
Sono d'accordo con te, e complimenti 2 volte x il coraggio che hai avuto anche a raccontarlo qui pubblicamente
Federica
900 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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ciao giorgia, stamattina in ufficio scorsi rapidamente la discussione e la ignorai(troppo lunga...)
ora l'ho letta, bene, e mi ha fatto pensare.
Brava che lo condividi, complimenti per la reazione avuta a suo tempo, dimostra che sei una persona forte e capace di remare controcorrente.
mi è piaciuto soprattutto:
verissimo.
DiegoDDM
468 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
#
bella questa riflessione...io intanto incollo qui quello che si muove a roma...
MANIFESTAZIONE NAZIONALE
CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE
Corteo di donne autorganizzato
ROMA, 22 NOVEMBRE 2008 - P.zza della Repubblica, ore 14.00
INDECOROSE E LIBERE!
La violenza maschile è la prima causa di morte e di invalidità permanente
delle donne in Italia come nel resto del mondo. La violenza fa parte delle
nostre vite quotidiane e si esprime attraverso la negazione dei nostri
diritti, la violazione dei nostri corpi, il silenzio.
Un anno fa siamo scese in piazza in 150.000 per dire NO alla VIOLENZA
MASCHILE e ai tentativi di strumentalizzare la violenza sulle donne, da
parte di governi e partiti, per legittimare politiche securitarie e
repressive e torneremo in piazza anche quest'anno perché i governi
cambiano ma le politiche restano uguali e, al giorno d'oggi, peggiorano.
In un anno gli attacchi alla nostra libertà e autodeterminazione sono
aumentati esponenzialmente, mettendo in luce la deriva autoritaria,
sessista, e razzista del nostro paese.
Ricordiamo il blitz della polizia al policlinico di Napoli per il presunto
aborto illegale, le aggressioni contro lesbiche, omosessuali e trans,
contro immigrate/i e cittadine/i di seconda generazione. Violenza
legittimata e incoraggiata da governi e sindaci-sceriffi che vogliono
imporre modelli di comportamento normalizzati in nome del "decoro" e
della "dignità" impedendoci di scegliere liberamente come condurre le
nostre vite.
La violenza maschile ha molte facce, e una di queste è quella
istituzionale: vorrebbero risolvere la crisi economica e culturale che
stiamo vivendo smantellando lo stato sociale.
Per salvare le banche, rifinanziare le missioni militari all'estero e
militarizzare le nostre città tagliano i fondi ai centri antiviolenza, ai
consultori e a tutti i servizi che garantiscono alle donne libertà, salute
e indipendenza,
Con la legge 133 tagliano i fondi alla scuola e all'università pubblica
per consegnare l'istruzione nelle mani dei privati determinando la fine
del diritto ad una istruzione gratuita e libera per tutte/i.
Con il decreto Gelmini, migliaia di insegnanti, maestre precarie, perdono
il posto di lavoro, e viene meno un sistema educativo - il tempo pieno -
che sostiene le donne, consentendo loro una maggiore libertà di movimento
e autonomia.
L'obiettivo delle riforme del lavoro, della sanità, della scuola e
dell'università è di renderci sempre più precarie e meno garantite:
mogli e madri "rispettabili" rinchiuse nelle case, economicamente
dipendenti da un uomo, che lavorano gratuitamente per badare ad anziani e
bambini.
Non pagheremo noi la vostra crisi!
SABATO 22 NOVEMBRE
SAREMO DI NUOVO IN PIAZZA
PER RIBADIRE
con la stessa forza, radicalità e autonomia che la VIOLENZA MASCHILE non
ha classe né confini, NASCE IN FAMIGLIA, all'interno delle mura
domestiche, e NON È UN PROBLEMA DI ORDINE PUBBLICO
E AFFERMARE CHE
al disegno di legge Carfagna, che criminalizza le prostitute e impone
regole di condotta per tutte, che ci vuole dividere in buone e cattive, in
sante e puttane, in vittime e colpevoli, noi rispondiamo che SIAMO TUTTE
INDECOROSAMENTE LIBERE!
al decreto Gelmini che ci confeziona una scuola autoritaria e razzista, noi
rispondiamo che VOGLIAMO TUTTE 5 IN CONDOTTA!
ai pacchetti sicurezza e alle norme xenofobe che ci vogliono distinguere in
cittadine/i con e senza diritti, rispondiamo che SIAMO TUTTE CITTADINE DEL
MONDO E ANDIAMO DOVE CI PARE!
Sommosse – Rete Nazionale di femministe e lesbiche
http://www.flat.noblogs.org, per adesioni: sommosse_roma@inventati.org
--
beatrice
6 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
#
Diego: hai toccato due punti cruciali del tema
1) il mostro è più fragile perchè cerca di prevaricare sulle sue vittime solo in ragione della sua forza fisica o per la sua più alta posizione sociale/istituzionale. Nel momento in cui però la vittima reagisce, il mostro acutisce la sua violenza dimostrando la sua paura e impotenza. Quello è il momento dell'ultimo colpo di coda prima dello sgretolamento della sua finta-forza e mette a nudo una persona debole e complessata.
2)il mio carattere forte alla fine mi ha permesso di reagire, ma inizialmente ho subito come qualsiasi persona con un carattere meno forte. Questo mi ha fatto riflettere sul potere che ha il mostro di riuscire a plagiare psicologicamente le sue vittime. A volte provavo come un senso di colpa, come se inconsciamente giustificassi l'agire del mostro, cioè io mi sentivo colpevole dei suoi maltrattamenti.
Mi ha privato della mia libertà anche per come decidevo di vestirmi, nel senso che non mettevo mai una gonna o una cosa carina per paura di attirare la sua attenzione (mi vestivo sempre peggio che potevo). Inoltre sento che in parte ha cambiato il mio modo di essere aperto e socievole perchè adesso sono molto più fredda con tutti i professori o con chiunque che all'Università si fermi a fare due chiacchiere con me e mi dica "ci prendiamo un caffè", in automatico rispondo di no.
Che sono stata l'unica a tenergli testa è sicuro: ho saputo che un'altra ragazza ha avuto un intrallazzo con lui e che l'ha favorita per fare carriera, altri pur odiandolo accondiscendevano il despota per opportunismo. Io ho abbandonato il re e la sua corte ipocrita. I cortigiani mi hanno tolto il saluto.... tanto di guadagnato!!!
@Fede e Diego: aver avuto vicino due persone come voi due in quei momenti sarebbe stato molto importante. Grazie per esprimere qui le parole che fanno bene al cuore e che possono far riflettere anche altri. Un bacio
GIORGIA RN
1238 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
#
Grazie a te x aver condiviso questo con noi: xsonalmente cercherò, nel mio piccolo, di non dimenticare questa "lezione" e anzi di farne tesoro, come xsona e come donna... GRAZIE
Federica
900 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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