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  1. Ciao a tutti!
    tra poco mi trasferirò a madrid e inizierò a lavorare per una impresa spagnola. Sapete se avere il NIE è sufficiente per avere la residenza fiscale in Spagna, cioè per pagare le tasse in Spagna invece che in Italia? O devo comunicare anche qualcosa al fisco o all'anagrafe italiana? In teoria vorrei mantenere la residenza in Italia (e almeno all'inizio non iscrivermi all'AIRE)... può creare qualche problema dal punto di vista fiscale?
    Grazie mille!

    k.


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    kikka2 (Membro)

  2. Per legge:

    I cittadini italiani che trasferiscono la residenza all'estero per periodi superiori a 12 mesi hanno l'obbligo di iscriversi nell'Anagrafe Consolare - banca dati gestita dagli Uffici Consolari - entro 90 giorni dall'espatrio definitivo.


    charliemarquez
    charliemarquez (Membro)

  3. Legge a parte puoi pagare le tasse qui con numero di nie e di seguridad social (senza essere iscritto all'AIRE).

    Non conosco nessun Patrizio.


    serenesse
    serenesse (Membro)

  4. Non ho ben capito questa allergia che si sta diffondendo verso i canali ufficiali di informazione anche quando si tratta di materia complicata.

    Detto questo e in attesa che le Nazioni Unite proclamino il diritto fondamentale dell'uomo a scegliersi la residenza fiscale che più corrisponda alle proprie convinzioni, dobbiamo attenerci alla Convenzione del 29/09/1980 n. 663 tra l'Italia e la Spagna per evitare le doppie imposizioni e che recita:

    1) Salve le disposizioni degli articoli 16, 18 e 19, i salari, gli stipendi
    e le altre remunerazioni analoghe che un residente di uno Stato contraente
    riceve in corrispettivo di un'attivita' dipendente sono imponibili soltanto
    in detto Stato, a meno che tale attivita' non venga svolta nell'altro Stato
    contraente. Se l'attivita' e' qui' svolta, le remunerazioni percepite a tal
    titolo sono imponibili in questo altro Stato.
    2) Nonostante le disposizioni del paragrafo 1, le remunerazioni che un
    residente di uno Stato contraente riceve in corrispettivo di un'attivita'
    dipendente, svolta nell'altro Stato contraente, sono imponibili soltanto nel
    primo Stato se:
    a) il beneficiario soggiorna nell'altro Stato per un periodo o periodi che
    non oltrepassano in totale 183 giorni nel corso dell'anno fiscale
    considerato; e
    b) le remunerazioni sono pagate da o a nome di un datore di lavoro che non e'
    residente dell'altro Stato; e
    c) l'onere delle remunerazioni non e' sostenuto da una stabile organizzazione
    o da una base fissa che il datore di lavoro ha nell'altro Stato.
    3) Nonostante le disposizioni precedenti del presente articolo, le
    remunerazioni relative al lavoro subordinato svolto a bordo di navi o di
    aeromobili in traffico internazionale sono imponibili nello Stato contraente
    nel quale e' situata la sede della direzione effettiva dell'impresa.

    Nel dubbio consiglio di consultare l'Agenzia Tributaria che spiega più chiaramente:

    ¿Cuándo una persona física se considera residente en España?, y ¿cuándo no residente?

    Respuesta:
    Una persona física es residente en territorio español cuando se dé cualquiera de las siguientes circunstancias:

    Que permanezca más de 183 días, durante el año natural, en territorio español. Para determinar este periodo de permanencia en territorio español se computarán las ausencias esporádicas salvo que el contribuyente acredite su residencia fiscal en otro país. En el supuesto de países o territorios de los calificados como paraíso fiscal, la Administración Tributaria podrá exigir que se pruebe la permanencia en el mismo durante 183 días en el año natural.

    Que radique en España el núcleo principal o la base de sus actividades o intereses económicos de forma directa o indirecta.

    Que residan habitualmente en España el cónyuge no separado legalmente y los hijos menores de edad que dependan de esta persona física. Este tercer supuesto admite prueba en contrario.

    No perderán la condición de contribuyentes por el Impuesto sobre la Renta de las Personas Físicas, las personas físicas de nacionalidad española que acrediten su nueva residencia fiscal en un país o territorio calificado como paraíso fiscal. Esta regla se aplicará en el periodo impositivo en el que se efectúe el cambio de residencia y durante los cuatro periodos impositivos siguientes. Sin embargo, no se aplicará esta disposición a las personas físicas residentes en Andorra que acrediten, su condición de trabajadores asalariados, siempre que cumplan ciertos requisitos.

    Por el contrario, una persona física tendrá la consideración de no residente en España cuando no se cumplan ninguno de los requisitos anteriores.

    ¿Qué sucede cuando al aplicar las normas internas de España y de otro Estado, una persona es residente en ambos Estados?

    Respuesta:
    En estos casos, se deberá acudir al Convenio suscrito por aquéllos, si existe. En estos convenios se establecen normas para evitar que, a efectos fiscales, una persona pueda ser considerada residente en los dos Estados. Por lo general, según dichas normas será residente:

    1.

    Del Estado donde tenga una vivienda permanente. Si tuviera una vivienda permanente en ambos Estados, será residente de aquél con el que tenga relaciones personales y económicas más estrechas.
    2.

    Si así no pudiera determinarse, será residente del Estado donde viva habitualmente.
    3.

    Si vive habitualmente en ambos o en ninguno, será residente del Estado del que sea nacional.
    4.

    Si es nacional de ambos o de ninguno, las autoridades competentes resolverán el caso de común acuerdo.

    Etsi omnes, ego non


    Diabolicus
    Diabolicus (Moderatore)


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