Isabella ha scritto di recente ad Italians fornendo la sua prospettiva da esperta sulla situazione del lavoro in Spagna.
Residente in Spagna da 12 anni, sposata ad uno Spagnolo, Isabella si è sempre occupata di traduzione. Quando la ditta che la impiegava ha chiuso i battenti, lei e due colleghe hanno fondato la loro azienda.
Fino a 5 anni fa la Spagna offriva opportunità mentre la crisi economica globale attuale sta rendendo la situazione difficilissima per chi cerca lavoro. Il tasso di disoccupazione è intorno al 18 per cento ed il numero di concorrenti per i pochi posti di lavoro è quindi aumentato in modo esponenziale.
Questo è particolarmente vero per quello che riguarda gli Italiani in cerca di lavoro. Molti di essi purtroppo non hanno molto da offrire, sia come tipo di titolo di studio sia come esperienza, quasi nulla alla soglia dei trent’anni.
Isabella consiglia di andare in Spagna solo se laureati in ingegneria o informatica, con esperienza e ottima conoscenza dello spagnolo, inglese e tedesco. Anche per questi profili l’offerta non è granchè.
Per gli altri il consiglio è quello di rimanere in Italia, soprattutto se avete già un lavoro.
Isabella ha anche gentilmente risposto ad alcune domande di italiansinfuga, precisando che le risposte sono da leggere nel contesto del “facendo finta che non ci sia la crisi”, che prima o poi passerà.
Quali sono le regioni della Spagna che offrono migliori opportunità e quali quelle che tirano di meno?
Dunque le zone di maggior benessere in Spagna sono, come tutti sanno, la Catalogna (vale a dire la regione di Barcellona), la regione di Madrid e i Paesi Baschi.
Quelle più povere sono l’Estremadura (già il nome…), Castiglia-La Mancia, Castiglia-León, Galizia, Andalusia. Queste sono zone di forte emigrazione sia all’estero sia interna verso le aree più industrializzate di cui sopra.
Quali sono i luoghi comuni e gli stereotipi dei quali gli Italiani devono liberarsi prima di trovare un lavoro in Spagna?
Per esempio credere che “in Spagna si lavora meno”. Si lavorano parecchie ore in più che della media europea: ci sono sì più festivi, ma meno vacanze (lo statuto prevede 22 giorni lavorativi di ferie). Niente “siesta”. C’è però l’usanza di fare ore in più in inverno e poi fare ore in meno in estate, il cosiddetto “orario intensivo”, per cui da luglio a settembre (due-tre mesi, a seconda), si entra prima al lavoro (tipo alle sette) e si esce prima, si fa orario continuato e un’ora in meno che poi si recupera o si è già fatta in inverno. Non è male, ma nemmeno si fa ovunque.
Gli spagnoli poi “ingannano”: sono molto “festaioli”, è vero, ma poi molto più austeri degli italiani nella vita di ogni giorno. Non gli piace il “teatro” che facciamo noi italiani. Hanno verso di noi il pregiudizio che siamo un po’ imbroglioni e troppo adulatori. Ecco, evitare l’adulazione. E che gli uomini evitino di fare i cascamorti con le donne ad ogni piè sospinto e fuori constesto. Non lo sopportano. Così come non sopportano nemmeno le pappe molli…
E poi consiglio chiarezza, niente ambiguità, onestà, correttezza, professionalità e serietà. Queste sono sempre la migliore credenziale, ovunque si vada.
Che consigli daresti a chi sta pensando di emigrare per lavoro in Spagna?
Beh, come dico nella mia lettera, di non farlo in questo momento! Con una disoccupazione media del 18%??? E di non farlo a qualunque prezzo. Se hanno un lavoro in Italia, che se lo tengano stretto, non è cosa, in questo momento. E se non hanno lavoro, beh, che non smettano di cercarlo in Italia ed, eventualmente, in parallelo, lo cerchino in Spagna, ma anche in Francia, Inghilterra, Germania, Svezia… (evitare l’Irlanda che sta come la Spagna). Ma partire senza niente può significare perdere soldi e soprattutto tempo inutilmente. Ecco una web per trovare lavoro in Spagna: http://www.infojobs.net
veganpower (Membro)
119 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
isabella ti posso invitare a mangiare una pizza a napoli?
"La fantasia è più importante della conoscenza"
renzan (Membro)
8 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
utile a chi ci sta pensando seriemante, rimango perplesso sul tema dell'istruzione...sicuramente qualche italiano a madrid potrà dire la sua.
sono d'accordo con gli altri punti e a dirla tutta danno fastidio anche a me quegli atteggiamenti che tanti italiani hanno.
Viva l'Italia che fu
residuofisso (Membro)
87 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
d'accordo su tutto ma sono perplesso sulle ore lavorate e i "pochi" giorni di festa: credo che il panorama sia molto ampio e le differnee tra aziende notevoli tanto da non poter fare di tutta l'erba un fascio: dovo lavoro io ad esempio si lavora sicuramente meno di quanto si faccia nella stessa azienda a Milano (ho lavorato in entrambi i posti).
Inoltre qui in Spagna, unica delle nostre sedi (e nel mondo ne abbiamo molte) il 14 novembre non lavoriamo.
Perchè?
Beh perchè la mia è un'azienda chimica e il 14 novembre è Sant'Alberto, patrono...dei chimici!
ilverococco (Membro)
314 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Finalmente qualcosa di sensato. Io sono stato uno dei "pazzi" che è venuto in Spagna, lasciando il lavoro in Italia, beh è stata dura dura... 8 mesi di colloqui ma poi ce l'ho fatta.
La Spagna vista da fuori mi sembrava tutt'altro paese rispetto a quello che poi ho conosciuto.
Parlando di lavoro quì, per lo meno, dove lavoro io, non esistono le "ore di permisso" che usavo on Italia per fare quello che volevo, o usi le tue ferie o deve essere motivato. Per esempio rinnovare il NIE non è motivato. In generale si hanno meno ferie ed è tutto molto + rigido.
Giangi El Vech (Membro)
229 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
bah.. io invece ho 28 giorni naturali di ferie + una settimana a natale o capodanno + un ponte a scelta durante l'anno + un venerdi.. inoltre 15 stipendi.. con un contratto a tempo indeterminato.. ste cose, sinceramente, non le ho mai viste in Italia.. oltretutto con l'orario estivo effettivamente lavoro un'ora di meno al giorno.. in sostanza.. CHE CAZZO DICE?
Quando sono arrivato qui, 2 anni fa, le opportunitá di lavoro c'erano eccome.. era proprio il paese delle opportunitá.. ora siamo nel mezzo di una crisi mondiale.. e per come è strutturata l'economia spagnola stiamo risentendo (probabilmente) piú degli altri paesi.. anche se dubito che in Italia si possa vivere meglio in questo momento..
Thomas (Moderatore)
514 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
tutto questo non fa che confermare che su orari e festività non si può generalizzare
ilverococco (Membro)
314 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
sono d'accordo con tutti e cmq sia sono fermamente convinto che se una persona decide di fare un passo così importante della propria vita non sta di certo a pensare che deve iniziare a lavorare alle 7 o se ha una settimana di ferie in meno.i sacrifici si devono fare o no ?!
almeno questo è il mio pensiero, sono convinto che la spagna sia un gran paese e che madrid sia una città piena di opportunità, per laureati e non.basta aver la tenacia e la volontà di farcela.
residuofisso (Membro)
87 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
@tomhas
Io ho 30 giorni naturali di ferie... e devo lavorare il giorno prima di andare in ferie, quindi se cominci il lunedì ti contano sabato e domenica.
non ho l'orario intensivo, non tutte le aziende lo applicano ed è meglio così già entro alle 8 e mi alzo alle 6:50..
Sinceramente in Italia, con i miei giorni LAVORATIVI di ferie, ponti, e ore di permesso, gestivo molto meglio il mio tempo libero (ah contratto a tempo indeterminato) 13 mensilità.
O tu hai avuto culo o io molta sfortuna con questo tema quà in Spagna, dipende molto dal tuo datore di lavoro, il mio stà moooooolto attento ai costi (IKEA).
Giangi El Vech (Membro)
229 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Ciao a tutti!
Sono l'autrice della famigerata lettera a Italians, dal quale è stato tratto questo post, dove, oltre a riassumere la lettera, vengono riportate alcune domande di carattere generale dovo ho tentato di rispondere, appunto, cercando di essere più generale possibile. Sono davvero sorpresa dalle ripercussioni che ha avuto. Non mi sembrava così importante, in fin dei conti, è solo un'opinione basata su un'osservazione diretta di un fenomeno. La lettera è stata scritta in un momento, come dire, di particolare sconforto, nel vedermi arrivare, quasi ogni giorno CV su CV di italiani... Il mio intento era dare una mano, condividere un'esperienza, mettere in guardia da scelte imprudenti... Ho ricevuto molte risposte sia al mio indirizzo che su questo foro e su quello di Italiansinfuga e presto verrà pubblicata su un altro blog ancora. Il mio quarto d'ora di gloria, pare.
In generale le lettere che ho ricevuto esprimono consenso su quanto dico. Alcuni mi hanno raccontato la loro personale esperienza negativa di gente che è partita ed è dovuta rientrare. Uno "scherzo" se hai 25 anni e nulla da perdere. Diverso se cominci ad averne 30 o più...
Curioso come poi, specie su questo blog, ognuno lo interpreta un po' a modo suo, commentando questo o quel punto, a sua convenienza.
E poi fornendo la propria esperienza personale come "buona per tutte". A chi è andata bene la racconta in un modo, a chi è andata così-così la racconta in un altro. Parlando di crisi in Italia, per esempio, devo dire che mio fratello ha trovato, o meglio è stato cercato, da un'altra azienda dove gli hanno offerto condizioni mille volte migliori e lui è passato da un lavoro all'altro, senza un giorno di disoccupazione. Il tutto senza muoversi da Brescia e a febbraio di quest'anno, quando la crisi era al suo massimo, pare. Ora, mio fratello è un brillante ingegnere meccanico con esperienza decennale, conoscenza di due lingue ecc. Ecco, per lui la crisi non esiste, ma ciò non toglie che c'è crisi, in generale, in Italia.
Io ci terrei a dire che mi è andata bene, ma sono qui da 12 anni. Ho lavorato per tanti anni nella stessa azienda. Ora che c'è crisi, ho dalla mia la mia "rete di appoggio" sociale, professionale e familiare che mi permette di tirare avanti bene e, forse, di rilanciarmi, anche se questa volta "in proprio". Senza contare che comprai casa quando costava poco e non soffro della famosa crisi dei mutui. E che ho mio marito. Ma chi arrivasse ora o chi è qui da troppo poco tempo, non so come possa fronteggiare il tutto senza, appunto, quella rete di appoggio che invece sì, probabilmente, avrebbe in Italia, specie se sta già lavorando. Perché c'è gente, che pur lavorando, sogna di venirsene.
Quando descrivo certe situazioni, come quella dell'orario, parlo tentando di riassumere una situazione generale, che poi, evidentemente, ha molte eccezioni, alcune in meglio, altre in peggio.
Per esempio non racconto la mia esperienza personale di lavoro in un'azienda tedesca, dove da una parte si applicava la legge spagnola (estatuto general) alla lettera (per cui 30 gg naturali di ferie che corrispondono a 22 gg lavorativi e in quei 22 gg entrava tutto: le vacanze, il ponte se volevi il ponte, i gg a Natale e Pasqua, ecc. + i 15 festivi all'anno, che in Italia sono 13, mi sembra, che non sono poi tanta differenza se li paragoniamo con gli oltre 30 gg lavorativi di vacanza) e dall'altra applicava metodi tedeschi efficacissimi come l'orario flessibile che è un'invenzione grandiosa... Però mai si è fatto orario estivo o cose del genere, tanto per dire...
E non parliamo poi delle straordinarie: ce n'è per tutti i gusti. A noi ce le "pagavano" con ore di tempo libero. Ad altri le pagano in soldi. A molti non le pagano proprio, per cui l'ora di meno in estate o il ponte "regalato" sono abbondantemente compensati, non facciamoci illusioni.
Ma il nocciolo della mia lettera a Italians non era nemmeno quello. Con quella lettera volevo mettere in guardia su una controtendenza inquietante. Laddove finora la Spagna è stato un paese fertile, lavorativamente parlando, comincia a non esserlo più. Nonostante ciò, le orde di italiani in fuga sono in continuo aumento. Qui, come in Irlanda, dove, alcune amiche che pure vivono lì da anni, stanno riscontrando lo stesso fenomeno. Frotte di disperati che arrivano pensando di trovare chissà cosa. E non ce n'è più per nessuno! Prevedo brutte conseguenze da questo fenomeno. Conseguenze soprattutto sul piano personale di queste persone. Sul piano sociale, beh, non sono in grado di dire...
Mi ricorda un po' la famosa "partenza intelligente", per cui ci si trova lo stesso tutti incolonnati perché a tutti è venuta in mente la stessa brillante idea....
Poi è ovvio che ognuno prenderà le sue decisioni e non sarà certa la mia lettera a far cambiare idea a nessuno.
Comunque sia, in bocca al lupo a tutti!
Isa
Isotta (Membro)
9 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Condivido pienamente quanto detto da Isotta.
Etsi omnes, ego non
Diabolicus (Moderatore)
1158 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Pero angelitos míos... ¿en qué momento se formó en Italia la leyenda de que España era algo así como una especie de California europea? me parece increíble...no lo es ahora, pero tampoco lo era antes, porque en plena expansión económica ya arrastraba España una serie de problemas estructurales que aflorarían con toda su crudeza en el período actual, problemas económicos graves ( economía frágil y poco diversificada, basada en el turismo y la construcción, con proliferación de métodos especulativos ayudados por la extendidísima corrupción gubernamental, etc...), problemas políticos, también muy graves, que no voy a explicar ahora porque darían para un foro entero, y una cultura, la española, cuando menos "peculiar", que vista desde fuera puede resultar muy atractiva pero que tiene su lado oscuro muy acentuado. Los españoles, en suma, somos "difíciles",( empezando por mí mismo)gente de insoportable ligereza( y esta expresión me parece benévola), como vosotros mismos os habéis quejado muchas veces en este foro y en el blog, no es que lo diga yo
españa tiene serios problemas, que son de estructura y no de coyuntura, y que además arrastra desde hace mucho tiempo, por lo menos desde hace setenta años, a mi entender.
In bocca lupo, y nunca mejor dicho, porque...vaya lobo feroz...
antonio calero (Membro)
32 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Condivido ció che dici Isotta.. ma molti (come me) hanno scelto la Spagna non solo per le opportunitá di lavoro (che effettivamente un paio di anni fa erano abbondanti e di buon livello) ma anche per lo stile di vita e, sopratutto, per alcune conquiste sociali decisametne all'avanguardia.
Tralasciando il fatto che ho lavorato a Milano piú di 3 anni (in 2 agenzie differenti) con un contratto a progetto (con il quale mi avrebbero potuto sbattere per strada con un soffio) e qui mi hanno offerto subito un indeterminato (e con le condizioni che ho specificato sopra), la Spagna possiede strumenti sociali e servizi al cittadino decisamente al passo con i tempi.. Penso per esempio alle coppie di fatto (senza scomodare le coppie gay e i loro diritti), i trasporti che funzionano (se penso alla situazione delle ferrovie in Italia, o i collegamenti con gli aeroporti.. bah) o un sistema finanziario/burocratico decisamente piú snello rispetto a quello italiano (ricevere i soldi della dichiarazione del reddito dopo solo 2 settimane è stato incredibile!).. etc
Tralascio volutamente il discorso sociale.. in 2 anni qui a Madrid conosco il triplo di persone rispetto a 7 anni di Milano.. non c'è proprio paragone.. questo è qualitá di vita (per me)... ed è per questo che sono innamorato della Spagna..
Thomas (Moderatore)
514 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Me alegro, Thomas, de que te haya ido tan bien en mi ciudad y en mi país. Te lo digo de corazón, aparte de que me doy cuenta de que tu "historia de amor" con España es absolutamente sincera. De todas formas, no es lo mismo vivir en los barrioss chic-cool del centro que en el infinitamente más grande Madrid periférico, desde donde te escribo yo , donde la vida a todos los niveles es más dura ( exceptuando el transporte público que , eso sí , es excelente)y donde los avances sociales se notan menos. De todas formas, deseo que sigas así pero que el amor no te llevera idealizar en exceso a tu "inamorata".La Spagna non é un paradiso.
antonio calero (Membro)
32 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Dopo anni di Milano...ci si accontenta di poco...e Madrid non è un paradiso è vero ma dovresti provare la controparte italiana (giudizio personale si intende)
I lost myself....
il Malli (Membro)
266 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Stiamo andando un po' OT (da chi viene la predica ). È chiaro che dal punto di vista sociale non ci sono regole scritte. Ieri a Madrileños por el Mundo c'era una giovane veterninaria felicissima di vivere in mezzo alla giungla del Gabon studiando gorilla e sicuramente è più felice di tutti noi. L'articolo parla però della Spagna come destino professionale. E qui non posso che essere d'accordo con Isotta. Sono felice per te Thomas se hai un contratto indefinito. Però questo non si deve al fatto che il tuo datore di lavoro spagnolo è una dama della carità, mentre il datore italiano era uno sfruttatore. Semplicemente qui ti può sbattere fuori quando vuole, anche se il contratto è indefinito, senza giusto motivo o roba del genere, un piccolo indennizzo e "a la puta calle".
Diabolicus (Moderatore)
1158 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
quel piccolo indennizzo dopo 2 anni di lavoro non è cosi piccolo.. e scusa.. VUOI METTERE??
Thomas (Moderatore)
514 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
2 mensilità non mi sembrano chissà cosa. Anch'io ho lavorato in una multinazionale americana e so cosa vuol dire. Purtroppo però la immensa maggioranza della gente lavora nella costruzione, nei ristoranti, da Zara, Telepizza, ecc. E lì le cose cambiano.
Diabolicus (Moderatore)
1158 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Nonostante non sia in Spagna da molto e stia per tornare in Italia, i due mesi a Madrid li ho vissuti con l'occhio del reporter più che del turista, come altrimenti dovreiessere definito. Sarà deformazione professionale. Ma, proprio per questo, ciò che ha scritto isotta mi sembra una buona fotografia della realtà per come la può vedere chi cerca di uscire dalla propria esperienza personale e di capire lo que realmente occurre aquì.
Le singole storie fanno poco testo. Mi spiego. Un mio amico è venuto a trovarmi l'altro ieri, il mio coinquilino gli ha detto, mentre cucinavamo, che nell'azienda per cui lavora stanno cercando un tecnico informatico. Che fortuna. Guarda caso, proprio il mestiere del mio fortunato ospite. Quattro chiacchiere, e il risultato è un colloquio, per di più introdotto da qualcuno che è nell'ambiente. E' supefluo dire che molti non avrebbero esitato un attimo ad accettare. Lui invece ha dei dubbi. In Spagna ci era venuto in vacanza.
Cosa dovrebbe concludere dopo avere assistito a una scena del genere? Sarebbe un pirla , passatemi il termine, se tornasse in Italia dicendo che il lavoro c'è.
Altra gente, dall'altra parte, invece, è arrivata qui con titoli (anche di livello universitario)e appositamente per cercare lavoro. Ha la lingua. L'esperienza. A volte entrambe. Cerca, cerca, ma non trova. E se trova, non è quello che sperava, qualcosa di adeguato ai suoi studi, ma lavori di sussistenza che non corrispondono certo alle aspettative.
Credo che Isottta abbia in mente quest'ultima tipologia di persone. E in un momento del genere, abbia fatto un favore a chi è in partenza, fotografando la situazione per quello che è realmente,non per come vorremmo che fosse, e mettendoli in guardia dal farsi facili illusioni. L'orario di lavoro è una cosa molto poco rilevante quando devi pagare l'affitto. Se vuoi rimanere, ti adegui a quello che ti chiedono. Punto.
Personalmente, credo che chiunque capisca un minimo di economia abbia il dovere di spiegare che un tasso di disoccupazione del 18% è mostruoso. Per un paese sano, è da ritenersi troppo alta una disoccupazione di molto inferiore al 10 %. La normalità, diciamo, dovrebbe attestarsi attorno al 6%. I conti fateli voi.
Chiaramente, una volta informato, ciascuno è libero di fare le scelte che ritiene. C'è anche chi ce l'ha fatta. Ma per favore,non confondiamo il desiderio di ricominciare da un'altra parte - perchè in Italia si vive male,c'è il nostro passato,non ci piace la politica etc con la disponibilità di lavoro in Spagna. Quello, al momento, non c'è neanche per gli spagnoli.
Anto (Membro)
32 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Anto.. questo è chiaro e sono perfettamente d'accordo con te.. ma quale paese oggi come oggi si potrebbe definire buono per trovare lavoro??
500.000 posti di lavoro a rischio.. si fa in fretta ad arrivare ad alte percentuali di disoccupazione con queste cifre... In Italia semplicemente la crisi è arrivata un poco dopo rispetto alla Spagna (che effettivamente ha un economia molto piú fragile e soggetta a possibili cambi).. ma sono ben piú sicuro qui con un contratto a tempo inderminato (con finiquito, liquidazione e paro assicurato) che in Italia con il mio fantastico contratto a progetto-calcio-in-culo-e-sei-sulla-strada.
Thomas (Moderatore)
514 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Thomas ha ragione non sono paragonabili i contratti fissi in Spagna con quelli a progetto in Italia anche se entrambi peccano di stabilità e sicurezza...
il Malli (Membro)
266 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
la liquidazione non c'è qui
ilverococco (Membro)
314 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Sono d'accordo che il contratto a tempo indeterminato in Italia è molto più tutelato ma anche una chimera per molti ( nel mio campo praticamente non esistono), quindi io facevo il confronto coi contratti a progetto ovvero (ciò che mi hanno sempre offerto) continuando il discorso che si faceva prima
il Malli (Membro)
266 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
ilverococco ha ragione. La liquidazione non esiste. Esiste l'indennizzo per licenziamento senza giusta ragione di una mensilità per anno lavorato, con il limite di 5 anni se non ricordo male. Comunque, dato che nella mia precedente esperienza lavorativa mi occupavo anche di questo oltre che di 1.256.145.965 altre cose, spesso, per risparmiare l'indennizzo, si fa in modo che sia il lavoratore a dare le dimissioni. Puteando.
Diabolicus (Moderatore)
1158 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Continuando ad andare fuori tema, visto che l'intento della mia lettera mi sembra che ormai sia chiaro per tutti e potrebbe essere riassunto con la frase "mettere in guardia contro facili illusioni chi pensa di partire", davvero mi sorprende chi descrive la propria situazione personale in Italia prima di partire. Ma davvero così tristi e desolati eravate???
Forse io sono stata fortunata, una privilegiata, ma ci tengo a dire che io NON SONO SCAPPATA dall'Italia. Nel 1997, quando mi sono sposata e sono arrivata qui, io ho lasciato un posto bellissimo (il Lago di Garda), la mia famiglia, i miei cari cari amici e tutta la mia vita sociale che era intensa, allegra, divertente, varia. Non stavo mai in casa!
Senza contare che ho rinunciato ad opportunità di lavoro concrete.
Per me lo strappo è stato traumatico, una rinuncia terribile, in quel momento. Il primo anno un incubo. Eppure adoravo già allora la Spagna. Mi piaceva e mi piace come si vive qui, ci mancherebbe! Ma io vivevo bene anche in Italia!
E per quanto riguarda i trasporti secondo me il confronto non si può fare. È vero i treni sono stupendi. Ma sono anche moooolto più recenti che in Italia! Per tal motivo, più nuovi! Posso assicurare che nel '92, la prima volta che venni qui Erasmus, i treni erano talmente pochi, lenti e vecchi che la mia riflessione è stata "e ci lamentiamo in Italia!".
E comunque il trasporto su rotaia è capillare solo a Madrid e Barcellona e rispettivi hinterland. In parte a Bilbao. Ma prova ad andare in treno da Bilbao a Vitoria o da Bilbao a San Sebastián o, peggio ancora, da Bilbao a Santander... Semplicemente, non puoi. Se invece vuoi andare da Brescia a Vicenza, da Roma a Firenze, ecc. hai treni a tutte le ore, a prezzi ragionevoli (non come l'AVE)e onestamente io non ho, in tanti anni da assidua viaggiatrice in treno, avuto tutti questi problemi e disguidi di cui tanti parlano, secondo me, più per sentito dire che per esperienza propria.
Isotta (Membro)
9 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Quoto Isotta al 100%!!!
ilverococco (Membro)
314 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Sui treni dissento. Qui é molto piú facile trovare un autobus che ti faccia quella tratta.
charliemarquez (Membro)
615 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Scusa Isotta, premettendo che mi trovi d'accordo con te su molte cose, non capisco il perchè di questa frase: "È vero i treni sono stupendi. Ma sono anche moooolto più recenti che in Italia! Per tal motivo, più nuovi!" Non capisco perchè si debbano trovare attenuanti per l'italia o aggravanti per la spagna quando si indica qualcosa che in Italia non funziona o che qui funziona meglio.
I treni in Italia fanno schifo, qui sono come dovrebbero essere. Io sono di Monza quindi oltre a conoscere la metropolitana di milano conosco anche la vita dei pendolari in una delle zone più ricche d'Italia e l'ultima cosa che pensavo la mattina quando andavo a lavorare su treni che ancora adesso vanno a benzina(!) era: "beh almeno il servizio è capillare" o peggio ancora: " beh sono treni vecchi, esistono da tanto tempo!".
E ti parlo di treni dell'hinterland milanese, perchè ho esperienze su treni a sud (puglia-sicilia-calabria) di cui davvero è meglio non parlare.
Per quanto riguarda i prezzi, sì, sono molto più costosi, ma non di tanto e la differenza c'è tutta nel servizio e nella qualità del viaggio.
Sono da poco andato e tornato da valencia con 90 euro, l'equivalente di madrid valencia in italia è circa milano rimini o forse pesaro, comunque per questa tratta in seconda classe riesci a spendere al minimo 80 euro.
zollo (Key Master)
612 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
confermo quanto detto da Zollo sui treni. Sono pugliese e vivo a genova da 7 anni! non c'è stata una volta in cui non mi sia vergognato delle condizioni in cui viaggiavo! vagoni sporchi, disorganizzazione totale, ritardi costanti! in soli due viaggi ho accumulato 15 ore di ritardo! tanto per dirtene una!
alla fine mi sono stufato e adesso per tornare a casa prendo il pullman! viaggio come una sardina ma almeno so come viaggio, so a che ora parto e so a che ora arrivo.
tutte cose che viaggiando in treno erano ignote!
dei treni meglio che non parliamo.
residuofisso (Membro)
87 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
m... Zollo, hai ragione, mi rendo conto di non essermi espressa con precisione. In realtà non voglio giustificare, ma solo spiegare.
E comunque sia, i treni saranno pure belli e nuovi, ma dove vivo io (fra Bilbao e Santander) e mi muovo, dipendo totalmente o dalla macchina o dall'autobus. Non ho alternativa su rotaia. Nessuna. Bensì un bus caro rabbioso, vecchio, sporco e puzzolente. E grasso che cola, che fino ad un anno fa non c'era nemmeno quello! E il bus non è la stessa cosa del treno: l'autobus fa le code in autostrada come le macchine.
In Italia vivevo in un paese analogo a quello dove vivo ora: 20.000 abitanti, a metà strada fra due capoluoghi e avevo treni per BS e VR (e MI, TO, VE, PD...) praticamente ogni ora.
Più volte ho viaggiato verso il sud sugli intercity e mi sono sembrati nuovi, puliti, puntuali e a prezzo ragionevole. E ci sono da sempre, ci viaggio da sempre.
Solo l'anno scorso è arrivato a Bilbao il treno Alvia che unisce Bilbao a Madrid in un tempo "ragionevole" (quasi 5 ore...). Presto ci sarà l'AVE. E se non potrò pagarlo, mi resterà sempre Ryan Air...
Isotta (Membro)
9 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Isabella ha scritto di recente ad Italians fornendo la sua prospettiva da esperta sulla situazione del lavoro in Spagna.
Residente in Spagna da 12 anni, sposata ad uno Spagnolo, Isabella si è sempre occupata di traduzione. Quando la ditta che la impiegava ha chiuso i battenti, lei e due colleghe hanno fondato la loro azienda.
Fino a 5 anni fa la Spagna offriva opportunità mentre la crisi economica globale attuale sta rendendo la situazione difficilissima per chi cerca lavoro. Il tasso di disoccupazione è intorno al 18 per cento ed il numero di concorrenti per i pochi posti di lavoro è quindi aumentato in modo esponenziale.
Questo è particolarmente vero per quello che riguarda gli Italiani in cerca di lavoro. Molti di essi purtroppo non hanno molto da offrire, sia come tipo di titolo di studio sia come esperienza, quasi nulla alla soglia dei trent’anni.
Isabella consiglia di andare in Spagna solo se laureati in ingegneria o informatica, con esperienza e ottima conoscenza dello spagnolo, inglese e tedesco. Anche per questi profili l’offerta non è granchè.
Per gli altri il consiglio è quello di rimanere in Italia, soprattutto se avete già un lavoro.
Isabella ha anche gentilmente risposto ad alcune domande di italiansinfuga, precisando che le risposte sono da leggere nel contesto del “facendo finta che non ci sia la crisi”, che prima o poi passerà.
Quali sono le regioni della Spagna che offrono migliori opportunità e quali quelle che tirano di meno?
Dunque le zone di maggior benessere in Spagna sono, come tutti sanno, la Catalogna (vale a dire la regione di Barcellona), la regione di Madrid e i Paesi Baschi.
Quelle più povere sono l’Estremadura (già il nome…), Castiglia-La Mancia, Castiglia-León, Galizia, Andalusia. Queste sono zone di forte emigrazione sia all’estero sia interna verso le aree più industrializzate di cui sopra.
Quali sono i luoghi comuni e gli stereotipi dei quali gli Italiani devono liberarsi prima di trovare un lavoro in Spagna?
Per esempio credere che “in Spagna si lavora meno”. Si lavorano parecchie ore in più che della media europea: ci sono sì più festivi, ma meno vacanze (lo statuto prevede 22 giorni lavorativi di ferie). Niente “siesta”. C’è però l’usanza di fare ore in più in inverno e poi fare ore in meno in estate, il cosiddetto “orario intensivo”, per cui da luglio a settembre (due-tre mesi, a seconda), si entra prima al lavoro (tipo alle sette) e si esce prima, si fa orario continuato e un’ora in meno che poi si recupera o si è già fatta in inverno. Non è male, ma nemmeno si fa ovunque.
Gli spagnoli poi “ingannano”: sono molto “festaioli”, è vero, ma poi molto più austeri degli italiani nella vita di ogni giorno. Non gli piace il “teatro” che facciamo noi italiani. Hanno verso di noi il pregiudizio che siamo un po’ imbroglioni e troppo adulatori. Ecco, evitare l’adulazione. E che gli uomini evitino di fare i cascamorti con le donne ad ogni piè sospinto e fuori constesto. Non lo sopportano. Così come non sopportano nemmeno le pappe molli…
E poi consiglio chiarezza, niente ambiguità, onestà, correttezza, professionalità e serietà. Queste sono sempre la migliore credenziale, ovunque si vada.
Che consigli daresti a chi sta pensando di emigrare per lavoro in Spagna?
Beh, come dico nella mia lettera, di non farlo in questo momento! Con una disoccupazione media del 18%??? E di non farlo a qualunque prezzo. Se hanno un lavoro in Italia, che se lo tengano stretto, non è cosa, in questo momento. E se non hanno lavoro, beh, che non smettano di cercarlo in Italia ed, eventualmente, in parallelo, lo cerchino in Spagna, ma anche in Francia, Inghilterra, Germania, Svezia… (evitare l’Irlanda che sta come la Spagna). Ma partire senza niente può significare perdere soldi e soprattutto tempo inutilmente. Ecco una web per trovare lavoro in Spagna: http://www.infojobs.net
Grazie Isabella!
tratto da: http://www.italiansinfuga.com/2009/07/16/smontato-il-mito-vado-in-spagna-e-lavoro/
veganpower
119 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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renzan
8 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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utile a chi ci sta pensando seriemante, rimango perplesso sul tema dell'istruzione...sicuramente qualche italiano a madrid potrà dire la sua.
sono d'accordo con gli altri punti e a dirla tutta danno fastidio anche a me quegli atteggiamenti che tanti italiani hanno.
residuofisso
87 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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d'accordo su tutto ma sono perplesso sulle ore lavorate e i "pochi" giorni di festa: credo che il panorama sia molto ampio e le differnee tra aziende notevoli tanto da non poter fare di tutta l'erba un fascio: dovo lavoro io ad esempio si lavora sicuramente meno di quanto si faccia nella stessa azienda a Milano (ho lavorato in entrambi i posti).
Inoltre qui in Spagna, unica delle nostre sedi (e nel mondo ne abbiamo molte) il 14 novembre non lavoriamo.
Perchè?
Beh perchè la mia è un'azienda chimica e il 14 novembre è Sant'Alberto, patrono...dei chimici!
ilverococco
314 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Finalmente qualcosa di sensato. Io sono stato uno dei "pazzi" che è venuto in Spagna, lasciando il lavoro in Italia, beh è stata dura dura... 8 mesi di colloqui ma poi ce l'ho fatta.
La Spagna vista da fuori mi sembrava tutt'altro paese rispetto a quello che poi ho conosciuto.
Parlando di lavoro quì, per lo meno, dove lavoro io, non esistono le "ore di permisso" che usavo on Italia per fare quello che volevo, o usi le tue ferie o deve essere motivato. Per esempio rinnovare il NIE non è motivato. In generale si hanno meno ferie ed è tutto molto + rigido.
Giangi El Vech
229 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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bah.. io invece ho 28 giorni naturali di ferie + una settimana a natale o capodanno + un ponte a scelta durante l'anno + un venerdi.. inoltre 15 stipendi.. con un contratto a tempo indeterminato.. ste cose, sinceramente, non le ho mai viste in Italia.. oltretutto con l'orario estivo effettivamente lavoro un'ora di meno al giorno.. in sostanza.. CHE CAZZO DICE?
Quando sono arrivato qui, 2 anni fa, le opportunitá di lavoro c'erano eccome.. era proprio il paese delle opportunitá.. ora siamo nel mezzo di una crisi mondiale.. e per come è strutturata l'economia spagnola stiamo risentendo (probabilmente) piú degli altri paesi.. anche se dubito che in Italia si possa vivere meglio in questo momento..
Thomas
514 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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tutto questo non fa che confermare che su orari e festività non si può generalizzare
ilverococco
314 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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sono d'accordo con tutti e cmq sia sono fermamente convinto che se una persona decide di fare un passo così importante della propria vita non sta di certo a pensare che deve iniziare a lavorare alle 7 o se ha una settimana di ferie in meno.i sacrifici si devono fare o no ?!
almeno questo è il mio pensiero, sono convinto che la spagna sia un gran paese e che madrid sia una città piena di opportunità, per laureati e non.basta aver la tenacia e la volontà di farcela.
residuofisso
87 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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@tomhas
Io ho 30 giorni naturali di ferie... e devo lavorare il giorno prima di andare in ferie, quindi se cominci il lunedì ti contano sabato e domenica.
non ho l'orario intensivo, non tutte le aziende lo applicano ed è meglio così già entro alle 8 e mi alzo alle 6:50..
Sinceramente in Italia, con i miei giorni LAVORATIVI di ferie, ponti, e ore di permesso, gestivo molto meglio il mio tempo libero (ah contratto a tempo indeterminato) 13 mensilità.
O tu hai avuto culo o io molta sfortuna con questo tema quà in Spagna, dipende molto dal tuo datore di lavoro, il mio stà moooooolto attento ai costi (IKEA).
Giangi El Vech
229 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Ciao a tutti!
Sono l'autrice della famigerata lettera a Italians, dal quale è stato tratto questo post, dove, oltre a riassumere la lettera, vengono riportate alcune domande di carattere generale dovo ho tentato di rispondere, appunto, cercando di essere più generale possibile. Sono davvero sorpresa dalle ripercussioni che ha avuto. Non mi sembrava così importante, in fin dei conti, è solo un'opinione basata su un'osservazione diretta di un fenomeno. La lettera è stata scritta in un momento, come dire, di particolare sconforto, nel vedermi arrivare, quasi ogni giorno CV su CV di italiani... Il mio intento era dare una mano, condividere un'esperienza, mettere in guardia da scelte imprudenti... Ho ricevuto molte risposte sia al mio indirizzo che su questo foro e su quello di Italiansinfuga e presto verrà pubblicata su un altro blog ancora. Il mio quarto d'ora di gloria, pare.
In generale le lettere che ho ricevuto esprimono consenso su quanto dico. Alcuni mi hanno raccontato la loro personale esperienza negativa di gente che è partita ed è dovuta rientrare. Uno "scherzo" se hai 25 anni e nulla da perdere. Diverso se cominci ad averne 30 o più...
Curioso come poi, specie su questo blog, ognuno lo interpreta un po' a modo suo, commentando questo o quel punto, a sua convenienza.
E poi fornendo la propria esperienza personale come "buona per tutte". A chi è andata bene la racconta in un modo, a chi è andata così-così la racconta in un altro. Parlando di crisi in Italia, per esempio, devo dire che mio fratello ha trovato, o meglio è stato cercato, da un'altra azienda dove gli hanno offerto condizioni mille volte migliori e lui è passato da un lavoro all'altro, senza un giorno di disoccupazione. Il tutto senza muoversi da Brescia e a febbraio di quest'anno, quando la crisi era al suo massimo, pare. Ora, mio fratello è un brillante ingegnere meccanico con esperienza decennale, conoscenza di due lingue ecc. Ecco, per lui la crisi non esiste, ma ciò non toglie che c'è crisi, in generale, in Italia.
Io ci terrei a dire che mi è andata bene, ma sono qui da 12 anni. Ho lavorato per tanti anni nella stessa azienda. Ora che c'è crisi, ho dalla mia la mia "rete di appoggio" sociale, professionale e familiare che mi permette di tirare avanti bene e, forse, di rilanciarmi, anche se questa volta "in proprio". Senza contare che comprai casa quando costava poco e non soffro della famosa crisi dei mutui. E che ho mio marito. Ma chi arrivasse ora o chi è qui da troppo poco tempo, non so come possa fronteggiare il tutto senza, appunto, quella rete di appoggio che invece sì, probabilmente, avrebbe in Italia, specie se sta già lavorando. Perché c'è gente, che pur lavorando, sogna di venirsene.
Quando descrivo certe situazioni, come quella dell'orario, parlo tentando di riassumere una situazione generale, che poi, evidentemente, ha molte eccezioni, alcune in meglio, altre in peggio.
Per esempio non racconto la mia esperienza personale di lavoro in un'azienda tedesca, dove da una parte si applicava la legge spagnola (estatuto general) alla lettera (per cui 30 gg naturali di ferie che corrispondono a 22 gg lavorativi e in quei 22 gg entrava tutto: le vacanze, il ponte se volevi il ponte, i gg a Natale e Pasqua, ecc. + i 15 festivi all'anno, che in Italia sono 13, mi sembra, che non sono poi tanta differenza se li paragoniamo con gli oltre 30 gg lavorativi di vacanza) e dall'altra applicava metodi tedeschi efficacissimi come l'orario flessibile che è un'invenzione grandiosa... Però mai si è fatto orario estivo o cose del genere, tanto per dire...
E non parliamo poi delle straordinarie: ce n'è per tutti i gusti. A noi ce le "pagavano" con ore di tempo libero. Ad altri le pagano in soldi. A molti non le pagano proprio, per cui l'ora di meno in estate o il ponte "regalato" sono abbondantemente compensati, non facciamoci illusioni.
Ma il nocciolo della mia lettera a Italians non era nemmeno quello. Con quella lettera volevo mettere in guardia su una controtendenza inquietante. Laddove finora la Spagna è stato un paese fertile, lavorativamente parlando, comincia a non esserlo più. Nonostante ciò, le orde di italiani in fuga sono in continuo aumento. Qui, come in Irlanda, dove, alcune amiche che pure vivono lì da anni, stanno riscontrando lo stesso fenomeno. Frotte di disperati che arrivano pensando di trovare chissà cosa. E non ce n'è più per nessuno! Prevedo brutte conseguenze da questo fenomeno. Conseguenze soprattutto sul piano personale di queste persone. Sul piano sociale, beh, non sono in grado di dire...
Mi ricorda un po' la famosa "partenza intelligente", per cui ci si trova lo stesso tutti incolonnati perché a tutti è venuta in mente la stessa brillante idea....
Poi è ovvio che ognuno prenderà le sue decisioni e non sarà certa la mia lettera a far cambiare idea a nessuno.
Comunque sia, in bocca al lupo a tutti!
Isa
Isotta
9 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Condivido pienamente quanto detto da Isotta.
Diabolicus
1158 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Pero angelitos míos... ¿en qué momento se formó en Italia la leyenda de que España era algo así como una especie de California europea? me parece increíble...no lo es ahora, pero tampoco lo era antes, porque en plena expansión económica ya arrastraba España una serie de problemas estructurales que aflorarían con toda su crudeza en el período actual, problemas económicos graves ( economía frágil y poco diversificada, basada en el turismo y la construcción, con proliferación de métodos especulativos ayudados por la extendidísima corrupción gubernamental, etc...), problemas políticos, también muy graves, que no voy a explicar ahora porque darían para un foro entero, y una cultura, la española, cuando menos "peculiar", que vista desde fuera puede resultar muy atractiva pero que tiene su lado oscuro muy acentuado. Los españoles, en suma, somos "difíciles",( empezando por mí mismo)gente de insoportable ligereza( y esta expresión me parece benévola), como vosotros mismos os habéis quejado muchas veces en este foro y en el blog, no es que lo diga yo
españa tiene serios problemas, que son de estructura y no de coyuntura, y que además arrastra desde hace mucho tiempo, por lo menos desde hace setenta años, a mi entender.
In bocca lupo, y nunca mejor dicho, porque...vaya lobo feroz...
antonio calero
32 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Condivido ció che dici Isotta.. ma molti (come me) hanno scelto la Spagna non solo per le opportunitá di lavoro (che effettivamente un paio di anni fa erano abbondanti e di buon livello) ma anche per lo stile di vita e, sopratutto, per alcune conquiste sociali decisametne all'avanguardia.
Tralasciando il fatto che ho lavorato a Milano piú di 3 anni (in 2 agenzie differenti) con un contratto a progetto (con il quale mi avrebbero potuto sbattere per strada con un soffio) e qui mi hanno offerto subito un indeterminato (e con le condizioni che ho specificato sopra), la Spagna possiede strumenti sociali e servizi al cittadino decisamente al passo con i tempi.. Penso per esempio alle coppie di fatto (senza scomodare le coppie gay e i loro diritti), i trasporti che funzionano (se penso alla situazione delle ferrovie in Italia, o i collegamenti con gli aeroporti.. bah) o un sistema finanziario/burocratico decisamente piú snello rispetto a quello italiano (ricevere i soldi della dichiarazione del reddito dopo solo 2 settimane è stato incredibile!).. etc
Tralascio volutamente il discorso sociale.. in 2 anni qui a Madrid conosco il triplo di persone rispetto a 7 anni di Milano.. non c'è proprio paragone.. questo è qualitá di vita (per me)... ed è per questo che sono innamorato della Spagna..
Thomas
514 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Me alegro, Thomas, de que te haya ido tan bien en mi ciudad y en mi país. Te lo digo de corazón, aparte de que me doy cuenta de que tu "historia de amor" con España es absolutamente sincera. De todas formas, no es lo mismo vivir en los barrioss chic-cool del centro que en el infinitamente más grande Madrid periférico, desde donde te escribo yo , donde la vida a todos los niveles es más dura ( exceptuando el transporte público que , eso sí , es excelente)y donde los avances sociales se notan menos. De todas formas, deseo que sigas así pero que el amor no te llevera idealizar en exceso a tu "inamorata".La Spagna non é un paradiso.
antonio calero
32 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Dopo anni di Milano...ci si accontenta di poco...e Madrid non è un paradiso è vero ma dovresti provare la controparte italiana (giudizio personale si intende)
il Malli
266 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Stiamo andando un po' OT (da chi viene la predica
). È chiaro che dal punto di vista sociale non ci sono regole scritte. Ieri a Madrileños por el Mundo c'era una giovane veterninaria felicissima di vivere in mezzo alla giungla del Gabon studiando gorilla e sicuramente è più felice di tutti noi. L'articolo parla però della Spagna come destino professionale. E qui non posso che essere d'accordo con Isotta. Sono felice per te Thomas se hai un contratto indefinito. Però questo non si deve al fatto che il tuo datore di lavoro spagnolo è una dama della carità, mentre il datore italiano era uno sfruttatore. Semplicemente qui ti può sbattere fuori quando vuole, anche se il contratto è indefinito, senza giusto motivo o roba del genere, un piccolo indennizzo e "a la puta calle".
Diabolicus
1158 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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quel piccolo indennizzo dopo 2 anni di lavoro non è cosi piccolo.. e scusa.. VUOI METTERE??
ps.. il mio capo non è spagnolo.. ma è una multinazionale americana -> http://www.bbdo.com/worldwide
Thomas
514 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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2 mensilità non mi sembrano chissà cosa. Anch'io ho lavorato in una multinazionale americana e so cosa vuol dire. Purtroppo però la immensa maggioranza della gente lavora nella costruzione, nei ristoranti, da Zara, Telepizza, ecc. E lì le cose cambiano.
Diabolicus
1158 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Nonostante non sia in Spagna da molto e stia per tornare in Italia, i due mesi a Madrid li ho vissuti con l'occhio del reporter più che del turista, come altrimenti dovreiessere definito. Sarà deformazione professionale. Ma, proprio per questo, ciò che ha scritto isotta mi sembra una buona fotografia della realtà per come la può vedere chi cerca di uscire dalla propria esperienza personale e di capire lo que realmente occurre aquì.
Le singole storie fanno poco testo. Mi spiego. Un mio amico è venuto a trovarmi l'altro ieri, il mio coinquilino gli ha detto, mentre cucinavamo, che nell'azienda per cui lavora stanno cercando un tecnico informatico. Che fortuna. Guarda caso, proprio il mestiere del mio fortunato ospite. Quattro chiacchiere, e il risultato è un colloquio, per di più introdotto da qualcuno che è nell'ambiente. E' supefluo dire che molti non avrebbero esitato un attimo ad accettare. Lui invece ha dei dubbi. In Spagna ci era venuto in vacanza.
Cosa dovrebbe concludere dopo avere assistito a una scena del genere? Sarebbe un pirla , passatemi il termine, se tornasse in Italia dicendo che il lavoro c'è.
Altra gente, dall'altra parte, invece, è arrivata qui con titoli (anche di livello universitario)e appositamente per cercare lavoro. Ha la lingua. L'esperienza. A volte entrambe. Cerca, cerca, ma non trova. E se trova, non è quello che sperava, qualcosa di adeguato ai suoi studi, ma lavori di sussistenza che non corrispondono certo alle aspettative.
Credo che Isottta abbia in mente quest'ultima tipologia di persone. E in un momento del genere, abbia fatto un favore a chi è in partenza, fotografando la situazione per quello che è realmente,non per come vorremmo che fosse, e mettendoli in guardia dal farsi facili illusioni. L'orario di lavoro è una cosa molto poco rilevante quando devi pagare l'affitto. Se vuoi rimanere, ti adegui a quello che ti chiedono. Punto.
Personalmente, credo che chiunque capisca un minimo di economia abbia il dovere di spiegare che un tasso di disoccupazione del 18% è mostruoso. Per un paese sano, è da ritenersi troppo alta una disoccupazione di molto inferiore al 10 %. La normalità, diciamo, dovrebbe attestarsi attorno al 6%. I conti fateli voi.
Chiaramente, una volta informato, ciascuno è libero di fare le scelte che ritiene. C'è anche chi ce l'ha fatta. Ma per favore,non confondiamo il desiderio di ricominciare da un'altra parte - perchè in Italia si vive male,c'è il nostro passato,non ci piace la politica etc con la disponibilità di lavoro in Spagna. Quello, al momento, non c'è neanche per gli spagnoli.
Anto
32 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Anto.. questo è chiaro e sono perfettamente d'accordo con te.. ma quale paese oggi come oggi si potrebbe definire buono per trovare lavoro??
Proprio oggi in Italia -> http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/scudo-fiscale/commento-giannini/commento-giannini.html
500.000 posti di lavoro a rischio.. si fa in fretta ad arrivare ad alte percentuali di disoccupazione con queste cifre... In Italia semplicemente la crisi è arrivata un poco dopo rispetto alla Spagna (che effettivamente ha un economia molto piú fragile e soggetta a possibili cambi).. ma sono ben piú sicuro qui con un contratto a tempo inderminato (con finiquito, liquidazione e paro assicurato) che in Italia con il mio fantastico contratto a progetto-calcio-in-culo-e-sei-sulla-strada.
Thomas
514 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Thomas ha ragione non sono paragonabili i contratti fissi in Spagna con quelli a progetto in Italia anche se entrambi peccano di stabilità e sicurezza...
il Malli
266 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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la liquidazione non c'è qui
ilverococco
314 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Sono d'accordo che il contratto a tempo indeterminato in Italia è molto più tutelato ma anche una chimera per molti ( nel mio campo praticamente non esistono), quindi io facevo il confronto coi contratti a progetto ovvero (ciò che mi hanno sempre offerto) continuando il discorso che si faceva prima
il Malli
266 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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ilverococco ha ragione. La liquidazione non esiste. Esiste l'indennizzo per licenziamento senza giusta ragione di una mensilità per anno lavorato, con il limite di 5 anni se non ricordo male. Comunque, dato che nella mia precedente esperienza lavorativa mi occupavo anche di questo oltre che di 1.256.145.965 altre cose, spesso, per risparmiare l'indennizzo, si fa in modo che sia il lavoratore a dare le dimissioni. Puteando.
Diabolicus
1158 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Continuando ad andare fuori tema, visto che l'intento della mia lettera mi sembra che ormai sia chiaro per tutti e potrebbe essere riassunto con la frase "mettere in guardia contro facili illusioni chi pensa di partire", davvero mi sorprende chi descrive la propria situazione personale in Italia prima di partire. Ma davvero così tristi e desolati eravate???
Forse io sono stata fortunata, una privilegiata, ma ci tengo a dire che io NON SONO SCAPPATA dall'Italia. Nel 1997, quando mi sono sposata e sono arrivata qui, io ho lasciato un posto bellissimo (il Lago di Garda), la mia famiglia, i miei cari cari amici e tutta la mia vita sociale che era intensa, allegra, divertente, varia. Non stavo mai in casa!
Senza contare che ho rinunciato ad opportunità di lavoro concrete.
Per me lo strappo è stato traumatico, una rinuncia terribile, in quel momento. Il primo anno un incubo. Eppure adoravo già allora la Spagna. Mi piaceva e mi piace come si vive qui, ci mancherebbe! Ma io vivevo bene anche in Italia!
E per quanto riguarda i trasporti secondo me il confronto non si può fare. È vero i treni sono stupendi. Ma sono anche moooolto più recenti che in Italia! Per tal motivo, più nuovi! Posso assicurare che nel '92, la prima volta che venni qui Erasmus, i treni erano talmente pochi, lenti e vecchi che la mia riflessione è stata "e ci lamentiamo in Italia!".
E comunque il trasporto su rotaia è capillare solo a Madrid e Barcellona e rispettivi hinterland. In parte a Bilbao. Ma prova ad andare in treno da Bilbao a Vitoria o da Bilbao a San Sebastián o, peggio ancora, da Bilbao a Santander... Semplicemente, non puoi. Se invece vuoi andare da Brescia a Vicenza, da Roma a Firenze, ecc. hai treni a tutte le ore, a prezzi ragionevoli (non come l'AVE)e onestamente io non ho, in tanti anni da assidua viaggiatrice in treno, avuto tutti questi problemi e disguidi di cui tanti parlano, secondo me, più per sentito dire che per esperienza propria.
Isotta
9 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Quoto Isotta al 100%!!!
ilverococco
314 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Sui treni dissento. Qui é molto piú facile trovare un autobus che ti faccia quella tratta.
charliemarquez
615 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Scusa Isotta, premettendo che mi trovi d'accordo con te su molte cose, non capisco il perchè di questa frase: "È vero i treni sono stupendi. Ma sono anche moooolto più recenti che in Italia! Per tal motivo, più nuovi!" Non capisco perchè si debbano trovare attenuanti per l'italia o aggravanti per la spagna quando si indica qualcosa che in Italia non funziona o che qui funziona meglio.
I treni in Italia fanno schifo, qui sono come dovrebbero essere. Io sono di Monza quindi oltre a conoscere la metropolitana di milano conosco anche la vita dei pendolari in una delle zone più ricche d'Italia e l'ultima cosa che pensavo la mattina quando andavo a lavorare su treni che ancora adesso vanno a benzina(!) era: "beh almeno il servizio è capillare" o peggio ancora: " beh sono treni vecchi, esistono da tanto tempo!".
E ti parlo di treni dell'hinterland milanese, perchè ho esperienze su treni a sud (puglia-sicilia-calabria) di cui davvero è meglio non parlare.
Per quanto riguarda i prezzi, sì, sono molto più costosi, ma non di tanto e la differenza c'è tutta nel servizio e nella qualità del viaggio.
Sono da poco andato e tornato da valencia con 90 euro, l'equivalente di madrid valencia in italia è circa milano rimini o forse pesaro, comunque per questa tratta in seconda classe riesci a spendere al minimo 80 euro.
zollo
612 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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confermo quanto detto da Zollo sui treni. Sono pugliese e vivo a genova da 7 anni! non c'è stata una volta in cui non mi sia vergognato delle condizioni in cui viaggiavo! vagoni sporchi, disorganizzazione totale, ritardi costanti! in soli due viaggi ho accumulato 15 ore di ritardo! tanto per dirtene una!
alla fine mi sono stufato e adesso per tornare a casa prendo il pullman! viaggio come una sardina ma almeno so come viaggio, so a che ora parto e so a che ora arrivo.
tutte cose che viaggiando in treno erano ignote!
dei treni meglio che non parliamo.
residuofisso
87 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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E comunque sia, i treni saranno pure belli e nuovi, ma dove vivo io (fra Bilbao e Santander) e mi muovo, dipendo totalmente o dalla macchina o dall'autobus. Non ho alternativa su rotaia. Nessuna. Bensì un bus caro rabbioso, vecchio, sporco e puzzolente. E grasso che cola, che fino ad un anno fa non c'era nemmeno quello! E il bus non è la stessa cosa del treno: l'autobus fa le code in autostrada come le macchine.
In Italia vivevo in un paese analogo a quello dove vivo ora: 20.000 abitanti, a metà strada fra due capoluoghi e avevo treni per BS e VR (e MI, TO, VE, PD...) praticamente ogni ora.
Più volte ho viaggiato verso il sud sugli intercity e mi sono sembrati nuovi, puliti, puntuali e a prezzo ragionevole. E ci sono da sempre, ci viaggio da sempre.
Solo l'anno scorso è arrivato a Bilbao il treno Alvia che unisce Bilbao a Madrid in un tempo "ragionevole" (quasi 5 ore...). Presto ci sarà l'AVE. E se non potrò pagarlo, mi resterà sempre Ryan Air...
Isotta
9 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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