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Sine nobilitate

(9 messaggi)
  1. Mi domando perchè, purtroppo spesso, gli italiani all'estero abbiano sempre una qualche forma di snobbismo più o meno palese nei confronti dei propri connazionali.
    Voglio dire, incontrare un tuo compatriota dovrebbe a mio avviso essere sempre un momento gaio, di empatica condivisione, però con l'italica gente "fuori sede" non capita quasi mai, più facile comunicare con un thailandese monolingua che con un italiano all'estero, perchè mi domando e chiedo se anche altri miei connazionali abbiano mai avuto la stessa sensazione ?!
    Mah, misteri della fede...

    Too much is never enough


    Snik
    Snik (Membro)

  2. sinceramente...no

    I lost myself....


    il Malli
    il Malli (Membro)

  3. Ti dirò che è cosa più vecchia di Matusalemme. Per farti un esempio, la mia famiglia paterna, che peraltro è mezza francese, cosa che aggrava il tutto, era una delle tante famiglie italiane che viveva nelle colonie (Libia) e, da una parte loro considerano ancora oggi gli italiani metropolitani come di serie B, ma anche dall'altra parte hanno avuto non pochi problemi di integrazione, proprio per non essere né carne né pesce. Sinceramente non me lo spiego, ma è così. E ti risparmio i dettagli sui rapporti con la mia famiglia materna, italo-tedesca, perché ci sarebbe da scriverci un libro (tragicomico).

    Per tornare però ai giorni nostri, la mia personalissima impressione è che gli italiani della nuova emigrazione (dai '90 in poi) dobbiamo spesso scontrarci con gli stereotipi e i luoghi comuni sugli italiani e spesso (non voglio generalizzare, ma è così) alcuni connazionali non fanno altro che confermare quei luoghi comuni e magari mandare a ramengo il lavoro fatto da alcuni di noi per migliorare la nostra immagine. In Spagna non si può dire che la situazione sia grave, e infatti mi sembra che grazie a queto forum ci siano diverse occasioni di socializzazione tra residenti e visitanti, ma in altre realtà come la Germania o l'Austria, mi sembra di averne già fatto accenno, è semplicemente disgustoso il comportamento della stragrande maggioranza degli italiani visitanti, quindi è più che comprensibile l'atteggiamento dei residenti che si tengono a debita distanza.

    Poi vorrei fare una considerazione più generale. Dopo molti anni passati all'estero e grazie a una famiglia così multinazionale che mi ha permesso di conoscere più intimamente altre culture, sono arrivato alla conclusione che, su molti argomenti, il mondo si divide essenzialmente in due categorie: l'Italia e il resto del mondo. Per questo consideriamo strane cose che sono le più normali del mondo e per questo, dopo 150 anni, stiamo ancora discutendo su cosa siamo, da dove veniamo, perché stiamo insieme... e questo, aggravato dalla nostra ossessione per il pensiero unico e da una certa falsità, ci porta ad essere un paese abbastanza schizzofrenico. Un paese non è altro che una grande, immensa famiglia e funziona esattamente come essa. Tutti ci riconosciamo in una stessa origine, ma non per questo dobbiamo esserci simpatici fra di noi. Molte famiglie si vedono solo per le feste e questo è assolutamente normale. L'aggregarsi per vicinanza geografica o affinità culturale è semplicemente umano e non fa di noi peggiori di altri paesi. Non crediate che per il solo fatto di trovarsi all'estero uno svizzero francese e uno tedesco facciano comunella o che i parigini reprimano il loro naturale istinto di strozzare con le proprie mani i marsigliesi.

    Grazie a Dio, sono passati i tempi in cui vivere all'estero voleva dire essere ghettizzati, quindi è venuta meno l'esigenza di fare gruppo. Non dimenticare che oggi non si emigra più per bisogno, ma per volontà. Molti di noi siamo persone cosmopolite che non sentiamo il bisogno di circondarci sempre di persone o cose italiane. Se un italiano si comunica meglio con una thailandese monolingua piuttosto che con un altro italiano, sarà perché con quella persona ha più affinità che con l'altra. Nota quello che ho appena detto: persona. Non thailandese o italiano. Persona. Io personalmente non ho rapporti con nessun italiano. Ho rapporti con persone con le quali vado d'accordo e mi fanno stare bene. Alcuni sono italiani, altri spagnoli, altri di altre parti, alcuni uomini, alcune donne, qualcuno di destra, qualcuno di sinistra, alcuni sono etero, altri gay e altri sono fatti loro che non vogliono condividere con altri. Vivere all'estero vuol dire anche imparare questo, a non impostare le proprie relazioni sociali per categorie chiuse.

    E con questo penso che nel fondo facciamo un favore agli italiani visitanti. Infatti non c'è niente di più triste quando si viaggia all'estero che vedere branchi di italiani disperati per cercare un bar dove facciano il caffè all'italiana (che quasi mai esiste), un ristorante italiano dove cenare, un posto dove trasmettano la partita italiana, un chiosco che venda la stampa italiana, un locale frequentato da italiani... A volte fa bene uscire dalla Barbagia, anzi, dovrebbe essere il fine principale di un viaggio all'estero.

    Io sono un membro molto entusiasta di questo forum e, nonostante l'opinione di qualcuno, sono felicissimo di condividere le informazioni di cui sono in possesso, mi fa tanto piacere che ci siano iniziative e luoghi di ritrovo per italiani, ma credo che faremmo un fiacco favore a noi tutti se creassimo, qui a Madrid o altrove, delle Little Italy. Il fatto che non ce ne sia più bisogno è una enorme conquista sociale per noi tutti e dovremmo tutti dare il nostro contributo per evitare che in futuro ce sia bisogno.

    Comunque voglio ringraziarti Snik, perché dalla tua domanda può nascere una discussione molto, ma molto interessante.

    Etsi omnes, ego non


    Diabolicus
    Diabolicus (Moderatore)

  4. Quando dicevi : " Per questo consideriamo strane cose che sono le più normali del mondo e per questo, dopo 150 anni, stiamo ancora discutendo su cosa siamo, da dove veniamo, perché stiamo insieme... " parlavi degli italiani ?!

    Ti dirò che il mio topic non era nè una critica nè una sottospecie di velato segno di malinconia e/o nostalgia, io sono "orgoglione" di essere italiano, anche se non l'ho scelta la mia nazionalità,come tu dici bene molti dei nostri connazionali non aiutano l'immagine degli italiani che l'opinione pubblica ( diciamolo ) di mezzo mondo ha di noi,non so se rammenti o conosci quella pubblicità carrefour qui in spagna, mi pare sulla pizza, con gli italiani che dicono alle ragazze sulle playas iberike, cuciniamo noi pizza e peperoooni, con quel tipico accento ke gli spagnoli utilizzano ad uso spillo per punzekkiare e deridere in modo grossolano l'accento ke secondo loro abbiamo, cosa che peraltro mi fa incazzare abbestia...
    Ecco quella è l'immagine che gli spagnoli in questo caso hanno di noi, come a Barcellona, dove ho vissuto per un pò, l'immagine dell'italiano tipico era quella dell'okkialone fisso e magari in inverno bomber con pellicciotto annesso, però qui scadiamo della retorica e nei luoghi comuni.
    La verità è che io la "comunità" italiana qui la vivo poco o nulla, perchè sono arrivato nella penisola attraverso altri passaggi che non sono diciamo quelli classici dell'università, erasmus etc,però ho estremo piacere a visitare e condividere pensieri ed opinioni qui con voi e non vi nascondo che in passato per qualche piccola bega burocratica ho tratto vantaggio dalle vostre informazioni.
    Forse proprio per le mie origini anche io appaio per così dire "snob" a qualche eventuale italiano incontrato per caso in qualche bar di malasaña, e quindi da lì possono nascere le mie elucubrazioni sulla apparente "antipatia" di un italiano all'estero.Magari eri proprio tu quell'italiano che ritenevo distante e indifferente, o magari los ono stato io per te, chissà.
    Però a dirla tutta qualche volta una chiacchiera "live" davanti una caña in idioma italico farebbe piacere anche a me...


    Snik
    Snik (Membro)

  5. No, credo che quell'italiano di Malasaña no ero io, perché non ho mai avuto l'occasione di visitare quel quartiere. Però non credo che ti abbiano trattato in modo distante in quanto italiano, ma forse perché gli sei sembrato di uno snobismo diverso da loro. Al contrario molti frequentatori abituali di Malasaña sicuramente verrebbero trattati con la stessa freddezza in ambienti di un certo tipo. Probabilmente quelle persone hanno già delle conoscenze con le quali fare una chiacchiera "live" davanti una caña in idioma italico e per questo non hanno sentito la necessità di approfondire la conoscenza con te. Io credo che viene fatto senza cattiveria. Magari c'è a Madrid un locale dove si ritrovano degli italiani, magari non tanti come a Malasaña, e dove saresti stato accolto con calore e avresti fatto ottime amicizie, ecc. Io pure ho vissuto a Barna è ho fatto tantissime amicizie e non ho mai avuto problemi con nessuno, frequentavo gente molto diversa, andavo vestito come mi pare e piace e questo non è mai stato un ostacolo per le mie relazioni sociali (non ho il bomber con pellicciotto annesso, ma cappotto con collo di persiano sì e a chi non piace, "que se joda"). Qui a Madrid non posso dire la stessa cosa. Non parlo di italiani, parlo in generale. A volte è questione di chimica, altre di avere culo.


    Diabolicus
    Diabolicus (Moderatore)

  6. No, credo che quell'italiano di Malasaña no ero io, perché non ho mai avuto l'occasione di visitare quel quartiere. Però non credo che ti abbiano trattato in modo distante in quanto italiano, ma forse perché gli sei sembrato di uno snobismo diverso da loro. Al contrario molti frequentatori abituali di Malasaña sicuramente verrebbero trattati con la stessa freddezza in ambienti di un certo tipo. Probabilmente quelle persone hanno già delle conoscenze con le quali fare una chiacchiera "live" davanti una caña in idioma italico e per questo non hanno sentito la necessità di approfondire la conoscenza con te. Io credo che viene fatto senza cattiveria. Magari c'è a Madrid un locale dove si ritrovano degli italiani, magari non tanti come a Malasaña, e dove saresti stato accolto con calore e avresti fatto ottime amicizie, ecc. Io pure ho vissuto a Barna è ho fatto tantissime amicizie e non ho mai avuto problemi con nessuno, frequentavo gente molto diversa, andavo vestito come mi pare e piace e questo non è mai stato un ostacolo per le mie relazioni sociali (non ho il bomber con pellicciotto annesso, ma cappotto con collo di persiano sì e a chi non piace, "que se joda"). Qui a Madrid non posso dire la stessa cosa. Non parlo di italiani, parlo in generale. A volte è questione di chimica, altre di avere culo.


    Diabolicus
    Diabolicus (Moderatore)

  7. Prima va premessa una cosa, secondo me. Ogni persona si comporta secondo come é stata educata. Ci sono italiani taciturni ed introversi e norvegesi caciaroni. Poi chiaro che gli stereotipi fanno la parte del leone, ma non occorre sempre generalizzare. Io per esempio se incontro delle persone che parlano italiano in un bar, non vado automaticamente a bere con loro perché sono fatto cosí, non perché compatrioti che ci fanno fare brutta figura. Non ho viaggiato molto, ma secondo me la Spagna é uno dei paesi dove siamo meglio accetti. E non mi arrabbio se mi dicono che parlo con l'accento di pepperoni (cosa che effettivamente é vera, parliamo proprio cosí ) o faccio degli strani gesti con le mani mentre esprimo le mie idee. Sono italiano e sono cosí. Secondo me il fastidio puó dipendere dal fatto che, come diceva bene Diabolicus, stiamo insieme da soli 150 anni. E le cose che ci uniscono di piú sono la nazionale e il caffé ristretto. E il fatto che l'italiano si sia diffuso con la Rai negli anni 50 non lo nega nessuno. Probabilmente lo stereotipo italiano che é venuto fuori non rispecchia tutte le sfaccettature tipiche del popolo italico. Ma una radice comune (meno male) c'é sempre. E se ci prendono in giro con pepperoni non prendiamocela con i nostri compatrioti.

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    charliemarquez
    charliemarquez (Membro)

  8. Voglio dire, incontrare un tuo compatriota dovrebbe a mio avviso essere sempre un momento gaio, di empatica condivisione, però con l'italica gente "fuori sede" non capita quasi mai, più facile comunicare con un thailandese monolingua che con un italiano all'estero, perchè mi domando e chiedo se anche altri miei connazionali abbiano mai avuto la stessa sensazione ?!

    ma se è proprio il contrario!

    a ti no te afecta la crisis?


    DiegoDDM
    DiegoDDM (Membro)

  9. Se uno ti suscita simpatia o meno non dipende dalla nazionalita', ma da come si pone.

    Cmq e' curioso che poni questa domanda ad un forum di italiani a Madrid...
    Evidentemente noi non siamo quelli che ci evitiamo!!!

    come Lucy Van Pelt


    GIORGIA RN
    GIORGIA RN (Moderatore)

  10. Devo dire che la mia esperienza dice proprio il contrario: ho lavorato in Germania e a Praga, e alla fine sempre tra italiani stavo... pensa che sono contento di essere venuto a Madrid e non a Barcellona perche' li' conosco un sacco di gente e sarei finito di nuovo a frequentare solo italiani (questo naturalmente non significa che qui abbia "espulso" i miei connazionali dalla mia via e che non voro' mai uscire con loro!). Probabilmene non esiste una regola generale, ognuno ha esperienze diverse.


    Daniele 78
    Daniele 78 (Membro)


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