Chiedo agli amici del forum: perchè ve ne siete andati dall'italia?
cosa spinge un italiano a essere disoccupato qui piuttosto che nel proprio paese?
e ancora . quanto c'entra la qualità della vita nella scelta di andarsene? che ruolo gioca?
quanto invece dipende dal malcostume, nepotismo, mancanza di meritocrazie etc?
e come vi trovate qui? è davvero diverso? tornereste indietro?e a che condizioni?
vi ringrazio per le risposte, mi saranno molto utili per scrivere un pezzo per la rivista per cui lavoro. Mi interessa capire le motivazioni di una scelta che per alcuni è sofferta, per altri è liberatoria, per altri è semplicemente un nuovo inizio. Insomma, le ragioni per cui avete preso quell'aereo e deciso di voltare pagina.
un saluto a tutti gli italiani a Madrid!!
Anto
Anto (Membro)
32 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
@Anto: vuoi sapere perchè me ne sono venuta qui?
La risposta è molto semplice: per non farmi prendere per i fondelli in Italia.
Mi sono laureata a pieni voti in Italia e avrei voluto proseguire gli studi di dottorato, ma come si sa, è ben difficile riuscire ad entrare se non hai una "spintarella". La mia prof della tesi me l'ha detto chiaramente che, dal momento che se ne stava andando in pensione, nella commissione esaminatrice non ci sarebbe stato nessuno a "favorirmi" e che ogni professore avrebbe spinto per i propri studenti. Quindi, sebbene il dottorato sia in teoria "aperto a tutti" tramite concorso pubblico, in realtà sanno già chi devono fare entrare già dall'inizio.
Ho lavorato per un periodo all'Assessorato alla Cultura della mia città (gratis! ovviamente hanno l'ascamotage dei famosi "stage" pure lì). A dispetto del nome, era un covo di gente ignorante e piatta di idee. Tra le varie cose, ho dovuto scrivere anche un discorso per una deficiente che presentava un progetto e che evidentemente non era in grado di esprimerlo con le sue parole.
Avevo molto da offrire, in termini di preparazione accademica, idee e contatti con professori e studiosi italiani e stranieri, per poter rinnovare l'immagine e l'offerta culturale della mia città, ma siccome "sono una bella ragazza" gli assessori hanno pensato bene di usarmi come "ragazza immagine" (??? o non so come definire la "stronzata") implorandomi di fare da modella per il Festival del Mondo Antico e mi hanno travestita da matrona romana! (con tanto di acconciatura dalla parrucchiera, che mi ha tenuta a torturarmi una mattinata!).
Non solo.
Avevo proposto un congresso sulle scritture antiche, dandogli un taglio particolare che potesse avere una sezione per gli "specialisti" e una parte per avvicinare il grande pubblico al tema, ma il direttore del Museo delle Culture Extraeuropee mi ha risposto (cito testuali parole) "bambina mia, ma qui siamo in Italia, non siamo mica in Francia o in Inghilterra! Tu sei troppo avanti con le tue idee".
Allora ho preso e sono andata a parlare direttamente con il dirigente della cultura che ha trovato la mia idea molto interessante e che voleva realizzarla.
Quando all'Assessorato hanno saputo che il "grande capo" era interessato alla mia proposta, si sono ingalluzziti tutti quei leccapiedi e mi hanno detto di metterla per iscritto nei dettagli per protocollarla e iniziare a organizzare l'evento, dove secondo i patti, io avrei avuto un ruolo importante. Di fatto, il mio progetto non è mai stato protocollato, se ne sono impossessati e mi hanno "silurata". L'evento è stato realizzato (una schifezza dato che pur avendo rubato l'idea non sono riusciti a realizzarlo come sarebbe dovuto essere) quando io ero già qui, tra mille discussioni e disgusto da parte di quegli studiosi che erano stati invitati (e che avevano accettato sapendo anche della mia iniziale presenza e che perciò avevano aderito anche perchè glielo avevo chiesto io).
A cavallo di tutto ciò, io sono andata a Sevilla per un congresso internazionale e in quell'occasione ho conosciuto dei professori di Alcalà che si sono molto incuriositi ascoltando i risultati dello studio che presentavo e mi hanno chiesto che facevo, dove lavoravo..etc... Gli ho raccontato come stavano le cose e (sconvolti per la situazione in Italia) mi hanno offerto di venire qui a fare il dottorato e collaborare con loro.
Fatta la valigia, eccomi qui.
Sto facendo il dottorato, mi pagano per il mio trabajo de investigación e tutte le mie pubblicazioni sono in spagnolo.
Felice di essermene andata.
Qui in Spagna mi hanno dato almeno una possibilità per dimostrare quanto valgo (senza trucco e senza inganno) e ovviamente l'ho presa al volo. Grazie a questo paese per avermi aperto la porta.
come Lucy Van Pelt
GIORGIA RN (Moderatore)
1204 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Voglio la foto da matrona romana!
I lost myself....
il Malli (Membro)
260 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
dal punto di vista più pratico, per me è stato un po' differente perchè avevo un contratto che mi consentiva di lavorare da casa, ma, come ben sai, io fermo in un posto, soprattutto Monza, non ci so proprio stare.
zollo (Key Master)
604 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
La mia risposta classica ai colloqui... por el sol!! e in parte è vero.. abbandonata la pianura padana, pur venendo da una zona collinare dove si vive bene, amo il caldo. La vera risposta poi, andando oltre questo, è la possibilità per me di crearmi una famiglia, cosa ancora lontana anni luce in Italia. Ovviamente sto parlando di matrimoni gay o comunque pacs, e a parte questi vincoli burocratici, di tanta tanta più tolleranza: non solo di genere, ma anche razziale etc.
Inoltre ho fatto qui l'eramus, esperienza che tara psicologicamente chi la prova! Chi l'ha fatto lo sa.. quindi mi sento attratto morbosamente da questa città. Ha molto di familiare.. Ho sempre avuto la sensazione di avere un amore corrisposto con Madrid (e qui già non mi riferisco alla tematica gay), e credo che se uno ha la fortuna di trovarsi a gusto in una città, non deve lasciarselo scappare, come se fosse un gran amore.. e lo è.
Altra motivazione: qualche tempo fa, quando pensavo a spostarmi dopo la laurea, la spagna andava molto forte.. peccato che non valga più
Come se tutto questo non bastasse, l'immagine di un'Italia decadente, che ormai pure io a malincuore disprezzo per molte cose, mi ha spinto senza troppi rimpianti. Restano li la famiglia e gli amici, questo sí. Ma non chiedetemi se mi manca la TV, la vita politica, gli eventi culturali (?).. La pasta alla carbonara so farmela, la pizza dovrei cominciare ad applicarmi, lo spritz... quello sì mi manca!
Un saluto
kuarahy (Membro)
52 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Ciao ragazzi, grazie per il vostro contributo!
Spero che qualcun altro decida di raccontare la sua esperienza in questa città. Mi piacerebbe conoscere altre storie.
Ci metto la mia. Semplice. Mi sono laureato a marzo, dopo aver lavorato da quattro anni come giornalista. Ho fatto esperienza nelle testate locali e mi sono iscritto all'Ordine dopo aver scritto circa 800 articoli,non i sessanta che richiedono, lavorando tutti i giorni in redazione. Nel tempo libero ho collaborato con mensili,riviste e siti internet. Chilometri macinati in macchina. Ore passate a intervistare questo e quello al telefono. Notti spese a parlare di progetti che non si sarebbero mai realizzati, e giornate spese a mettere in pratica quel poco che i mezzi economici e l'esperienza ci consentivano. Studi interrotti. Il tutto, senza mai avere la soddisfazione di riuscire ad arrivare a uno stipendio decente. Cioè, a una dignità.
A livello lavorativo, questo è equivalso a zero.
In un momento di crisi, mi sono chiesto ilsenso di tutto questo.Non l'ho trovato,e sono stato, forse, anche peggio di prima. Ma ho trovato la voglia di cambiare.
Ed eccomi qui. Sono venuto a Madrid per uscire dal Matrix - perdonate l'espressione forse trita, e riaprire gli occhi. Per ritrovare il gusto della vita quotidiana dopo anni spesi a guardare un paese dalle mille contraddizioni senza mai riuscire a fare qualcosa per cambiarlo.
Coome voi, come tutti quelli che emigrano.
Non so quanto durerà. Sicuramente,Madrid sarà nella mia vita un punto di svolta.
Su queste note tristi concludo il post per andare a cena ... Spero che questo topic vada avanti, e di raccogliere più impressioni possibile.
Un abbraccio a tutti, Anto
Anto (Membro)
32 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Non me ne sono andato dall'Italia per scelta propria, ma per obbedienza familiare. Ma posso cercare di spiegare perché ci sono rimasto. Sono cresciuto in una famiglia piuttosto internazionale, abituato ad andare a trovare la famiglia passando la frontiera, piuttosto che andando nel paesino accanto, per cui, quando mio padre ci ha gentilmente informato che avremmo cambiato di casa e paese, non mi ha fatto particolare impressione il fatto di vivere all'estero, ma piuttosto la scelta del paese, che è stata abbastanza traumatica per me. Mi chiedevo: come si può vivere in un paese senza le Alpi, con inverni brevi e miti, senza il natale e le tante tradizioni secolari tipiche del nord Europa, dove non si mangia il gelato sotto la neve, un paese che non ha fatto mai parte del SRI e soprattutto, un paese da dove non si vede Superga!!! Mio Dio, cosa avranno fatto di così grave questi spagnoli per meritare castighi così severi??? Oggi continuo a pensare che non si può vivere in queste condizioni, ma ho imparato che il mio concetto di civiltà non coincide necessariamente con quello altrui. Ed è proprio la convivenza quotidiana con una cultura così diversa e così lontana dai miei gusti che mi ha arricchito di più, perché mi ha obbligato a chiedermi tutti i santi giorni perché loro sono come sono e io sono come sono. Forse in Italia non mi sarei mai fatto queste domande e avrei saputo di me stesso meno di quello che so oggi.
Ok, tanto per cambiare sto divagando. Tornando al dunque, me ne sono rimasto all'estero perché ogni volta che torno in Italia la vedo così piatta e provinciale, sempre uguale e con la gente sempre a piangersi addosso (che porta pure male). C'è poi la questione lavoro. Oggi lavoro in proprio assieme a mia madre e una relocation in Italia è piuttosto difficile, anche perché non ho voglia di cambiare attività. Ma se anche rimanessi disoccupato, non considererei il ritorno in Italia una scelta naturale. Essere senza lavoro è sgradevole ovunque, e se proprio bisogna passare per quel frangente, che sia dove mi pare e piace. Non posso poi dimenticare quell'aria di libertà, non solo dallo Stato e dalla famiglia, ma anche dallo sconosciuto, dal passante. Non credo si possa spiegare, è una senzazione, magari sbagliata, ma è la mia senzazione. Diciamo che oltr'Alpe me ne posso sbattere di tutti e sentirmi bene: se ti piace sono così e sennò guarda altrove che il paese è grande. Con tutta probabilità in Italia continuerò a tornarci solo per turismo, per visitare i miei nonni, quelli vivi e quelli meno vivi, per shopping e per i rifornimenti eno-gatronomici. Piuttosto, recentemente ho cominciato a chiedermi (ho appena fatto gli anni, quindi tocca fare bilancio della situazione) se sono rimasto in Spagna perchè ci sto bene nonostante tutto, o se ci sono rimasto per inerzia. La conclusione alla quale sono arrivato è che è stata inerzia. Comincerò a guardarmi attorno, anche se le idee ce l'ho abbastanza chiare, e a pensare come organizzare logisticamente una riorganizzazione della mia vita in modo soddisfacente per tutti. Vedremo e vi farò sapere, ma decisamente non ho considerato l'ipotesi Italia.
Etsi omnes, ego non
Diabolicus (Moderatore)
1136 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Bueno, es una desgracia vivir " in un paese senza la Alpi, con inverni brevi e miti, que nunca ha formado parte del SRI y donde no se ve la Superga( quéw coño es eso?), pero a cambio es una gran alegría vivir en un país senza LEGA NORD!!!
antonio calero (Membro)
32 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
1º Non ho detto che è una disgrazia, ma che risultava lontano anni luce dalla mia concezione del mondo ideale.
2º Superga è un capolavoro del Barocco conosciuto in tutto il mondo.
3º SRI era per scherzare.
4º È tanto chiedere di parlare per una volta senza mettere in mezzo la politica?
Diabolicus (Moderatore)
1136 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
He buscado en Wikipedia la Superga y es muy bonita, sobre todo el emplazamiento espectacular. No tenía ni idea de que existía, disculpa mi ignorancia pero está claro que turineses y madrileños somos muy diferentes en todos los sentidos y eres un apersona muy paciente de tener que aguantarnos a diario, sea cual sea nuestra tendencia política.
Perdona por lo de la política, pero yo no la pongo por medio, es ella la que me ha invadido a mí. Y el SRI tampoco sé lo que es...
Saludos cordiales...
antonio calero (Membro)
32 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Sacro Romano Impero?
il Malli (Membro)
260 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Quello che mi sembra di notare è che ci sono due desideri, uno di migliori condizioni di vita, e uno più intimo, di ricerca personale della propria identità attraverso il contatto con un paese straniero.
Probabilmente questi due aspetti convivono diversamente miscelati in tutti quelli che decidono di trasferirsi.
Spero che qualcun altro decida di intervenire. A questo punto la curiosità è diventata anche e soprattutto personale...
Un abbraccio
Anto (Membro)
32 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
@Anto: anche un terzo motivo: realizzazione professionale.
Io non mi rivedo nelle due motivazioni che sintetizzi tu perchè a livello di qualità della vita stavo meglio a Rimini e per quanto riguarda la "ricerca personale della mia identità" non avevo bisogno di venire qui, anche se devo dire che in effetti confrontarmi con un'altra società e un'altra cultura cultura è stato un arricchimento personale enorme.
GIORGIA RN (Moderatore)
1204 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Anche io come Giorgia. In Italia non ho trovato un'offerta che mi soddisfacesse e l'ho trovata qui. Se trovassi lo stesso lavoro, in Italia, molto probabilmente tornerei.
charliemarquez (Membro)
599 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Personalmente, penso che stare lontani dall'Italia sia difficile per certi aspetti, ma davvero facile per altri. Forse col tempo la nostalgia aumenta fino a diventare insopportabile. Ma nel Belpaese si vive male.Ci sono troppe abitudini, luoghi comuni, modi di pensare talmente radicati nella mentalità della gente da farmi pensare che in fondo, se ci sono dei tratti tipici di ogni popolo, quelli degli italiani sono questi. Il nepotismo. Il bigottismo. La mancanza di meritocrazia. Le leggi violate tutti i giorni, da tutti.
Inutile incazzarsi. Se si può andare via, meglio prendere il largo, e viversi la vita altrove. Fa rabbia, ma è così.
Anto (Membro)
32 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
sono ancora in italia ma quello che mi spinge ad andarmene sono proprio le motivazioni fornite da Anto aggiungendo la voglia di conoscere un'altra cultura e la realizzazione professionale.
Viva l'Italia che fu
residuofisso (Membro)
87 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Che in Italia si viva male non sono per nulla d'accordo: ciascun popolo ha i suoi pregi e i suoi difetti e l'Italia a mio modo di vedere è uno di quei paesi dove nonostante tutto i primi superano i secondi.
La mia storia è facile, quasi banale: lavoravo a Milano per un'azienda che un bel giorno ha avuto bisogno di spostare uno sbarbatello a Madrid ed eccomi qui.
Volevo fortemente andarmene all'estero ma non per malessere, per sconforto o insoddisfazione: solo per curiosità. Sono qui da due anni e per quanto Madrid e la Spagna mi piacciano comincio a rompermi le balle, sento che è arrivato il momento di fare le valige e cambiare città: purtroppo so che dovrò essere paziente.
L'Italia? Un girono tornerò, amo troppo il mio Paese per starne lontano tutta la vita.
Se quel giorno sarà fra 2 mesi, 2 anni o 20 non lo so, ma prima o poi torno.
Vivere in un altro Paese mi ha insegnato ad apprezzare le più piccole cose dell'Italia che davo per scontate e che ora, nonostante tutto, mi mancano.
Volete un esempio? Una semplice colazione al bar, pasta e cappuccino mentre sfoglio il Resto del Carlino, è la prima cosa di cui sento il bisogno quando atterro in Italia. Questo non significa che fare colazione in un bar di Madrid non sia altrettanto gustoso o non sia un piacere: è semplicemente un altro sapore ed un altro piacere.
ilverococco (Membro)
307 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
sono pienamente d' accordo con ilverococco , soprattutto per il fatto che uno se ne puó andare anche per voglia di vedere un po di mondo...
Fede (Membro)
222 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
quoto ilverococco
charliemarquez (Membro)
599 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Ancora un mese e poi arrivo anch'io a Madrid e se possibile è anche quella di rimanerci. Il motivi per cui ho fatto questa scelta non è il lavoro,anzi,se fosse per questo me ne starei a casa visto che dirigo l'azienda floricola di famiglia e credetemi che per il momento almeno in questo campo la creisi non si è ancora fatta sentire,una casa senza fiori non è una bella casa e ormai quasi tutti se hanno un pò di terra si fanno l'orticello ,il problema è che qui non mi sento bene internamente,ogni giorno che passa mi sento sempre più soffocare,sento che qui sto buttando via la mia UNICA vita e sento che devo per forza fare qualcosa per cercare di renderla migliore e Madrid per quel ho visto negli attimi che ci sono venuto,penso possa essere un bel posto dove magari riprendermi quello che qui a casa sto rischiando di bruciare. So benissimo che non sarà facile, che trovare lavoro non sarà per niente facile, ma alla soglia dei 34 anni voglio almeno tentare di riuscire a trovare l'aria che invece qui sta pian piano finendo
Felix (Membro)
38 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
il Malli (Membro)
260 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Ciao a tutti!
Ho beccato per caso questa discussione sul forum e voglio intervenire per dire la mia.
Forse con una nota polemica, ma altrimenti che dibattito sarebbe??
Ho vissuto due anni a Madrid.
Inizialmente la classica esperienza da studenti Erasmus: studio, divertimento folle, voglia di vedere nuovi posti e nuove culture. Tante nuove conoscenze, molto arricchimento personale.
Dopo la laurea, un anno di lavoro. Un’ opportunità presa al volo, ma ragionata.
Scaduto il contratto ho scelto di tornare in Italia.
Madrid è una grossa metropoli, puoi trovare di tutto. Sicuramente affascina la folle movida, gli orari di lavoro blandi, i ritmi di vita più leggeri.
Gli Spagnoli decisamente sanno vivere.
Ma la vita non è solo questo.
Sinceramente non mi sono accontentata di guardare solo al presente.
A quasi 30 anni, tempo di bilanci, mi è venuto da pensare ad una vita futura in questa città di cui, a lungo andare, riesco a vedere solo la caotica vita di ogni grande metropoli.
Benché io non sia caratterialmente intenzionata a smettere di divertirmi, non vi ho trovato nulla che la nostra bella Italia non mi possa offrire.
Il lavoro da noi c’è. Bisogna anche considerare ciò in cui si è scelto di investire la propria vita.
Io mi sono laureata in Chimica e, tra alcune opportunità che mi si sono presentate, ho deciso di lavorare per un’ industria farmaceutica (senza possederla, se per caso ve lo state chiedendo!).
Ho faticato parecchio per arrivare dove sono. Ma ci sono.
Ho uno stipendio onesto e non eccessivo, ma ci vivo bene. Non nel lusso. Ma bene. In Toscana.
Niente di meno di ciò che mi offriva Madrid, anzi qualcosa in più. C’è il mare!
Faccio sacrifici e rinunce come tutti. Ma ho tutto quello che voglio, non ultimi cultura e buon cibo.
Non andrei mai via dall’ Italia.
Il bilancio della mia esperienza spagnola è decisamente positivo, ma è un capitolo chiuso della mia vita.
Forse perché nel mio paese ho troppo da rimpiangere.
Amici, ragazzo, famiglia: troppo importanti per me per rinunciarvi.
Inoltre forse siamo tutti troppo bravi a sputare su un piatto dove abbiamo mangiato per molto tempo.
Possibile che siamo sempre pronti a sparare a zero su ciò che non va, e che nessuno riesca ad impegnarsi attivamente per cominciare quel cambiamento che ci permetterebbe di vivere bene nel Nostro Paese, senza cercare miti altrove?
Possibile che in nessuno di noi sia rimasto un po’ di spirito nazionalista che ci permetta di alzare la testa e non subire passivamente tutto ciò che ogni giorno ci scivola addosso, grazie alla nostra indifferenza?
Non mi sento migliore di altri. Ma ogni giorno mi alzo dal letto cercando, nel mio piccolo, di far bene, di non assoggettarmi alle logiche del gioco di altri.
Mi incazzo, come tutti. Ma cerco di far valere i miei diritti e rispettare i miei doveri.
Mi informo sulle leggi. Scrivo ai giornali se vedo qualcosa che non funziona.
Odio Berlusconi e tante limitazioni alla scelta di parecchie persone su problematiche roventi e più che mai attuali (impossibilità di fecondazione assistita eterologa, coppie di fatto, eutanasia), ma sono convinta che si possano aprire le menti: basta solamente trovare la leva giusta.
Sono convinta che tanti (anche tra quelli che hanno preso strade diverse)la pensino ancora come me.
Forse aiuterà sapere che non sono i soli.
Stefy (Membro)
2 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Me ne sono andata dall'Italia piu di quattro anni fa e non mi pento. Me ne sono andata perché avevo bisogno di nuovi stimoli che a casa non avevo. Sono di un paesino in provincia di Bergamo e per quanto il paesaggio possa essere bellissimo e spettacolare, il paese non offre molto, sia dal punto di vista culturale, di amicizie, di lavoro, ect
Quindi sono venuta a España un po all'avventura e mi é piaciuta un sacco; quello che di piu mi piace é conoscere culture e persone diverse, il poterti confrontare con gente differente e con storie e punti di vista totalmente diversi mi piace mi da nuovi stimoli!!! E Madrid tiene un color especial!!
Non so se torneró in Italia, non lo so, mi piacerebbe stare piú vicino alla mia famiglia e ai miei fratelli, peró so che devo anche vivere la mia vita!! Sono d'accordo con Diabolicus quando dice che ogni volta che torno in Italia (per lo meno a casa, nel mio paesello!!) la vedo così piatta e provinciale, sempre uguale e con la gente sempre a piangersi addosso. E mi spiace...
Per quanto rigurda il lavoro, (sono geometra e lavoro in uno studio di ingenieria) qui in Madrid ho avuto opportunitá decisamente migliori di quelle che avrei potuto avere a casa e con condizioni migliori!!
Quindi non so se torneró in Italia, perché qui ci sto veramente bene, peró casa é sempre casa...
fede_rove (Membro)
24 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
stavo dadio in Italia
però stavo ancora meglio con la mia ragazza (madrileña)
è da + di 4 anni che sto qui, e sto dadio
¿optimxta?
mi manca tanto l'Italia...e so pure che se un giorno tornerò mi mancherà tanto la Spagna
Wou
Visix (Membro)
116 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Son approdata a Madrid come Erasmus: 9 mesi di divertimento, uscite, tanti amici, studiare quasi nulla, etc etc. Ma in mezzo al delirio son riuscita a rendermi conto di quanto fossi innamorata di questa città..Provengo da un paesetto del Friuli Venezia Giulia, paese che non mi è mai piaciuto..Non mi sono mai sentita a mio agio lí. Qui a Madrid invece mi son sentita subito come a casa. Quindi, nonostante il delirio erasmus, ho ben pensato di trovarmi 1lavoro (sottopagato, ahimè) e di tentare "fortuna" almeno 1anno qui.
L'anno é passato..Due anni son passati..Il 30 agosto saranno 3 anni..E non penso tornare in Italia..Certo, la mia famiglia e i miei amici mi mancano, ma qui ho casa, moroso, lavoro (che sto cercando di cambiare, ma questa é 1altra storia). Qui non mi sento soffocare. Non mi sento giudicare.
Ovvio, ha i suoi pro e i suoi contro questa Madrid. E' una gran metropoli. Non c'é il mare. E' sporchina (almeno rispetto al mio paese). Ma nonostante tutto io qui mi sento a casa.
Lisutta (Membro)
134 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Primo mio messaggio nel forum. Quindi, saluto tutti.
La mia storia é semplice: sette mesi di Erasmus nel lontano 2000 in Germania dove conobbi Rosa, ragazza mancega con domicilio a Madrid.
Risultato: da ormai cinque anni vivo e lavoro a Madrid, da tre felicemente sposato, da uno e mezzo padre di una stupenda bambina, da quindici giorni bipadre di un bambino altrettanto stupendo, anche se adesso ci sta facendo un pó soffrire di notte.
Ossia, il mio arrivo in Spagna é legato unicamente al cuore.
Nonostante qui mi trovi molto bene, spero un giorno di tornare in Italia, non fosse altro per gli amici e la rete di contatti sociali che ho lasciato.
Sono peró convinto che un eventuale ritorno non sarebbe al livello delle aspettative che ho, fatalmente legate a ricordi di un passato che non é piú. Come me del resto.
Con questo voglio dire che voler fare un riassunto di situazioni personali tanto diverse e variegate é praticamente impossibile perché, anche se ci sono si temi generali che ritornano, questi possono essere vissuti in maniera completamente diversa a seconda delle esperienze personali di ognuno.
albertpet (Membro)
4 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Maybenot (Membro)
5 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
il problema è che qui non mi sento bene internamente,ogni giorno che passa mi sento sempre più soffocare,sento che qui sto buttando via la mia UNICA vita e sento che devo per forza fare qualcosa per cercare di renderla migliore e Madrid per quel ho visto negli attimi che ci sono venuto,penso possa essere un bel posto dove magari riprendermi quello che qui a casa sto rischiando di bruciare. So benissimo che non sarà facile, che trovare lavoro non sarà per niente facile, ma alla soglia dei 34 anni voglio almeno tentare di riuscire a trovare l'aria che invece qui sta pian piano finendo.
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Cazzarola quanto è vero ciò che scrivi, più volte ragionando sulla decisione di partire mi sono dato dell'incosciente ma forse non è così, anche io mi trovo alla soglia dei 35 e sento fortissimo l'affanno, non ho grossi problemi con il lavoro, se sorvoliamo sul fatto che sono un 1000eurista impiegato in uno studio tecnico (esiste posizione peggiore?), la mia necessità è esattamente quella di riappropriarmi della mia vita e del mio TEMPO!!
Non so se riuscirò ad essere a madrid per quest'anno o nel 2010 ma vi giuro che già il pensiero mi da gusto, MUCHO GUSTO!!
...carpe diem, quam minimum credula postero.
gavello (Membro)
19 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Sapevo di aver innescato una bomba ad orologeria: dopotutto il forum si chiama Italiani a Madrid!
@Anto : ora hai parecchio materiale in più per il tuo pezzo.
Saluti a tutti!
Stefy (Membro)
2 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
@felix & gavello
sono domande che si fanno tutti credo: faccio bene,faccio male, sono incosciente,etc.. forse aiuta essere un po'realisti,e analizzare brutalmente la disponibilità economica che si ha e la conoscenza della lingua.
Se dal punto di vista economico siete a posto per qualche tempo, diciamo tre mesi, e avete iniziato a studiare un pochino lo spagnolo, ci sono degli ottimi corsi abbastanza economici per imparare rapidamente una volta qui.Dopo si può cercare lavoro.
@albertpet: sono d'accordo con te. sintetizzare non è facile. ma si deve, se srivi un articolo . Prima di cominciare, ho voluto sentire il parere di molte persone per evitare la solita fiera delle banalità. O peggio, di scrivere quello che penso io attribuendolo a tutti.
Uno ad uno state smontando i miei "pregiudizi" . Sinceramente,non chiedevo di meglio.
Mi interessa l'aspetto dell'educazione dei figli all'estero.E' una scelta forte e delicata. Del resto,se non lo fosse per te ,lo sarebbe ugualmente per tua moglie. Che ne pensi?
Sono d'accordo sulle aspettative hai una consapevolezza ammirevole,e credo che dopo cinque anni all'estero troveresti delle difficoltà diambientamente persino in italia... mi fermo prima di chiosare con qualche banalità tipo "è così per tutti"
@stefy:grazie, sei una valida aiutante
concordo con te con l'alzarsi la mattina e cercare di cambiare la propria piccola porzione di mondo. ma arriva un momento in cui ti chiedi se stai lottando, per rimanere in tema, come Don Quijote contro i mulini a vento, oppure è solo una questione di abitudini locali . Un sociologo risponderebbe la seconda.Venire all'estero è un modo per mettere alla prova le proprie convinzioni, e in questo senso è un modo per costruire la propria identità. C'è il rischio di sbagliare paese: fare gli anticonformisti in Arabia Saudita può costare caro,così come fare il comunista negli Usa può creare problemi o il riccone in paesi abbastanza poveri come quelli del centroamerica. Ma informandosi un po',ragionando e cercando di ponderare come stanno facendo quelli che seguono questo forum dall'italia, ci si può fare un'idea abbastanza approssimativa ma utile.
Tu hai fatto un'esperienza e hai potuto giudicare &&- credo che questo sia l'atteggiamente giusto e il fatto che siano in pochi a farlo è,ancora una volta, un sintomo del provincialismo che ci caratterizza.
Un saluto a tutti!
Anto (Membro)
32 messaggi - Pubblicato 2 anni fa #
Ciao a tutti ragazzi
Rilancio la domanda che ho posto al termine di una (lunga) discussione su un articolo del Paìs ( per chi volesse leggerla, la trovate qui http://forum.italianiamadrid.it/topic/mi-triste-italia-di-juan-arias-pubblicato-su-el-pais).
Chiedo agli amici del forum: perchè ve ne siete andati dall'italia?
cosa spinge un italiano a essere disoccupato qui piuttosto che nel proprio paese?
e ancora . quanto c'entra la qualità della vita nella scelta di andarsene? che ruolo gioca?
quanto invece dipende dal malcostume, nepotismo, mancanza di meritocrazie etc?
e come vi trovate qui? è davvero diverso? tornereste indietro?e a che condizioni?
vi ringrazio per le risposte, mi saranno molto utili per scrivere un pezzo per la rivista per cui lavoro. Mi interessa capire le motivazioni di una scelta che per alcuni è sofferta, per altri è liberatoria, per altri è semplicemente un nuovo inizio. Insomma, le ragioni per cui avete preso quell'aereo e deciso di voltare pagina.
un saluto a tutti gli italiani a Madrid!!
Anto
Anto
32 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
#
@Anto: vuoi sapere perchè me ne sono venuta qui?
La risposta è molto semplice: per non farmi prendere per i fondelli in Italia.
Mi sono laureata a pieni voti in Italia e avrei voluto proseguire gli studi di dottorato, ma come si sa, è ben difficile riuscire ad entrare se non hai una "spintarella". La mia prof della tesi me l'ha detto chiaramente che, dal momento che se ne stava andando in pensione, nella commissione esaminatrice non ci sarebbe stato nessuno a "favorirmi" e che ogni professore avrebbe spinto per i propri studenti. Quindi, sebbene il dottorato sia in teoria "aperto a tutti" tramite concorso pubblico, in realtà sanno già chi devono fare entrare già dall'inizio.
Ho lavorato per un periodo all'Assessorato alla Cultura della mia città (gratis! ovviamente hanno l'ascamotage dei famosi "stage" pure lì). A dispetto del nome, era un covo di gente ignorante e piatta di idee. Tra le varie cose, ho dovuto scrivere anche un discorso per una deficiente che presentava un progetto e che evidentemente non era in grado di esprimerlo con le sue parole.
Avevo molto da offrire, in termini di preparazione accademica, idee e contatti con professori e studiosi italiani e stranieri, per poter rinnovare l'immagine e l'offerta culturale della mia città, ma siccome "sono una bella ragazza" gli assessori hanno pensato bene di usarmi come "ragazza immagine" (??? o non so come definire la "stronzata") implorandomi di fare da modella per il Festival del Mondo Antico e mi hanno travestita da matrona romana! (con tanto di acconciatura dalla parrucchiera, che mi ha tenuta a torturarmi una mattinata!).
Non solo.
Avevo proposto un congresso sulle scritture antiche, dandogli un taglio particolare che potesse avere una sezione per gli "specialisti" e una parte per avvicinare il grande pubblico al tema, ma il direttore del Museo delle Culture Extraeuropee mi ha risposto (cito testuali parole) "bambina mia, ma qui siamo in Italia, non siamo mica in Francia o in Inghilterra! Tu sei troppo avanti con le tue idee".
Allora ho preso e sono andata a parlare direttamente con il dirigente della cultura che ha trovato la mia idea molto interessante e che voleva realizzarla.
Quando all'Assessorato hanno saputo che il "grande capo" era interessato alla mia proposta, si sono ingalluzziti tutti quei leccapiedi e mi hanno detto di metterla per iscritto nei dettagli per protocollarla e iniziare a organizzare l'evento, dove secondo i patti, io avrei avuto un ruolo importante. Di fatto, il mio progetto non è mai stato protocollato, se ne sono impossessati e mi hanno "silurata". L'evento è stato realizzato (una schifezza dato che pur avendo rubato l'idea non sono riusciti a realizzarlo come sarebbe dovuto essere) quando io ero già qui, tra mille discussioni e disgusto da parte di quegli studiosi che erano stati invitati (e che avevano accettato sapendo anche della mia iniziale presenza e che perciò avevano aderito anche perchè glielo avevo chiesto io).
A cavallo di tutto ciò, io sono andata a Sevilla per un congresso internazionale e in quell'occasione ho conosciuto dei professori di Alcalà che si sono molto incuriositi ascoltando i risultati dello studio che presentavo e mi hanno chiesto che facevo, dove lavoravo..etc... Gli ho raccontato come stavano le cose e (sconvolti per la situazione in Italia) mi hanno offerto di venire qui a fare il dottorato e collaborare con loro.
Fatta la valigia, eccomi qui.
Sto facendo il dottorato, mi pagano per il mio trabajo de investigación e tutte le mie pubblicazioni sono in spagnolo.
Felice di essermene andata.
Qui in Spagna mi hanno dato almeno una possibilità per dimostrare quanto valgo (senza trucco e senza inganno) e ovviamente l'ho presa al volo. Grazie a questo paese per avermi aperto la porta.
GIORGIA RN
1204 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Voglio la foto da matrona romana!
il Malli
260 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Io ho cercato di spiegarlo così
http://www.italianiamadrid.it/2008/05/14/morire-per-vivere/
http://www.italianiamadrid.it/2008/03/28/trasferirsi-a-madrid-ya/
dal punto di vista più pratico, per me è stato un po' differente perchè avevo un contratto che mi consentiva di lavorare da casa, ma, come ben sai, io fermo in un posto, soprattutto Monza, non ci so proprio stare.
zollo
604 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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La mia risposta classica ai colloqui... por el sol!!
e in parte è vero.. abbandonata la pianura padana, pur venendo da una zona collinare dove si vive bene, amo il caldo. La vera risposta poi, andando oltre questo, è la possibilità per me di crearmi una famiglia, cosa ancora lontana anni luce in Italia. Ovviamente sto parlando di matrimoni gay o comunque pacs, e a parte questi vincoli burocratici, di tanta tanta più tolleranza: non solo di genere, ma anche razziale etc.
Inoltre ho fatto qui l'eramus, esperienza che tara psicologicamente chi la prova! Chi l'ha fatto lo sa.. quindi mi sento attratto morbosamente da questa città. Ha molto di familiare.. Ho sempre avuto la sensazione di avere un amore corrisposto con Madrid (e qui già non mi riferisco alla tematica gay), e credo che se uno ha la fortuna di trovarsi a gusto in una città, non deve lasciarselo scappare, come se fosse un gran amore.. e lo è.
Altra motivazione: qualche tempo fa, quando pensavo a spostarmi dopo la laurea, la spagna andava molto forte.. peccato che non valga più
Come se tutto questo non bastasse, l'immagine di un'Italia decadente, che ormai pure io a malincuore disprezzo per molte cose, mi ha spinto senza troppi rimpianti. Restano li la famiglia e gli amici, questo sí. Ma non chiedetemi se mi manca la TV, la vita politica, gli eventi culturali (?).. La pasta alla carbonara so farmela, la pizza dovrei cominciare ad applicarmi, lo spritz... quello sì mi manca!
Un saluto
kuarahy
52 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Ciao ragazzi, grazie per il vostro contributo!
Spero che qualcun altro decida di raccontare la sua esperienza in questa città. Mi piacerebbe conoscere altre storie.
Ci metto la mia. Semplice. Mi sono laureato a marzo, dopo aver lavorato da quattro anni come giornalista. Ho fatto esperienza nelle testate locali e mi sono iscritto all'Ordine dopo aver scritto circa 800 articoli,non i sessanta che richiedono, lavorando tutti i giorni in redazione. Nel tempo libero ho collaborato con mensili,riviste e siti internet. Chilometri macinati in macchina. Ore passate a intervistare questo e quello al telefono. Notti spese a parlare di progetti che non si sarebbero mai realizzati, e giornate spese a mettere in pratica quel poco che i mezzi economici e l'esperienza ci consentivano. Studi interrotti. Il tutto, senza mai avere la soddisfazione di riuscire ad arrivare a uno stipendio decente. Cioè, a una dignità.
A livello lavorativo, questo è equivalso a zero.
In un momento di crisi, mi sono chiesto ilsenso di tutto questo.Non l'ho trovato,e sono stato, forse, anche peggio di prima. Ma ho trovato la voglia di cambiare.
Ed eccomi qui. Sono venuto a Madrid per uscire dal Matrix - perdonate l'espressione forse trita, e riaprire gli occhi. Per ritrovare il gusto della vita quotidiana dopo anni spesi a guardare un paese dalle mille contraddizioni senza mai riuscire a fare qualcosa per cambiarlo.
Coome voi, come tutti quelli che emigrano.
Non so quanto durerà. Sicuramente,Madrid sarà nella mia vita un punto di svolta.
Su queste note tristi concludo il post per andare a cena ...
Spero che questo topic vada avanti, e di raccogliere più impressioni possibile.
Un abbraccio a tutti, Anto
Anto
32 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Non me ne sono andato dall'Italia per scelta propria, ma per obbedienza familiare. Ma posso cercare di spiegare perché ci sono rimasto. Sono cresciuto in una famiglia piuttosto internazionale, abituato ad andare a trovare la famiglia passando la frontiera, piuttosto che andando nel paesino accanto, per cui, quando mio padre ci ha gentilmente informato che avremmo cambiato di casa e paese, non mi ha fatto particolare impressione il fatto di vivere all'estero, ma piuttosto la scelta del paese, che è stata abbastanza traumatica per me. Mi chiedevo: come si può vivere in un paese senza le Alpi, con inverni brevi e miti, senza il natale e le tante tradizioni secolari tipiche del nord Europa, dove non si mangia il gelato sotto la neve, un paese che non ha fatto mai parte del SRI e soprattutto, un paese da dove non si vede Superga!!!
Mio Dio, cosa avranno fatto di così grave questi spagnoli per meritare castighi così severi???
Oggi continuo a pensare che non si può vivere in queste condizioni, ma ho imparato che il mio concetto di civiltà non coincide necessariamente con quello altrui. Ed è proprio la convivenza quotidiana con una cultura così diversa e così lontana dai miei gusti che mi ha arricchito di più, perché mi ha obbligato a chiedermi tutti i santi giorni perché loro sono come sono e io sono come sono. Forse in Italia non mi sarei mai fatto queste domande e avrei saputo di me stesso meno di quello che so oggi.
Ok, tanto per cambiare sto divagando. Tornando al dunque, me ne sono rimasto all'estero perché ogni volta che torno in Italia la vedo così piatta e provinciale, sempre uguale e con la gente sempre a piangersi addosso (che porta pure male). C'è poi la questione lavoro. Oggi lavoro in proprio assieme a mia madre e una relocation in Italia è piuttosto difficile, anche perché non ho voglia di cambiare attività. Ma se anche rimanessi disoccupato, non considererei il ritorno in Italia una scelta naturale. Essere senza lavoro è sgradevole ovunque, e se proprio bisogna passare per quel frangente, che sia dove mi pare e piace. Non posso poi dimenticare quell'aria di libertà, non solo dallo Stato e dalla famiglia, ma anche dallo sconosciuto, dal passante. Non credo si possa spiegare, è una senzazione, magari sbagliata, ma è la mia senzazione. Diciamo che oltr'Alpe me ne posso sbattere di tutti e sentirmi bene: se ti piace sono così e sennò guarda altrove che il paese è grande. Con tutta probabilità in Italia continuerò a tornarci solo per turismo, per visitare i miei nonni, quelli vivi e quelli meno vivi, per shopping e per i rifornimenti eno-gatronomici. Piuttosto, recentemente ho cominciato a chiedermi (ho appena fatto gli anni, quindi tocca fare bilancio della situazione) se sono rimasto in Spagna perchè ci sto bene nonostante tutto, o se ci sono rimasto per inerzia. La conclusione alla quale sono arrivato è che è stata inerzia. Comincerò a guardarmi attorno, anche se le idee ce l'ho abbastanza chiare, e a pensare come organizzare logisticamente una riorganizzazione della mia vita in modo soddisfacente per tutti. Vedremo e vi farò sapere, ma decisamente non ho considerato l'ipotesi Italia.
Diabolicus
1136 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Bueno, es una desgracia vivir " in un paese senza la Alpi, con inverni brevi e miti, que nunca ha formado parte del SRI y donde no se ve la Superga( quéw coño es eso?), pero a cambio es una gran alegría vivir en un país senza LEGA NORD!!!
antonio calero
32 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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1º Non ho detto che è una disgrazia, ma che risultava lontano anni luce dalla mia concezione del mondo ideale.
2º Superga è un capolavoro del Barocco conosciuto in tutto il mondo.
3º SRI era per scherzare.
4º È tanto chiedere di parlare per una volta senza mettere in mezzo la politica?
Diabolicus
1136 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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He buscado en Wikipedia la Superga y es muy bonita, sobre todo el emplazamiento espectacular. No tenía ni idea de que existía, disculpa mi ignorancia
pero está claro que turineses y madrileños somos muy diferentes en todos los sentidos y eres un apersona muy paciente de tener que aguantarnos a diario, sea cual sea nuestra tendencia política.
Perdona por lo de la política, pero yo no la pongo por medio, es ella la que me ha invadido a mí. Y el SRI tampoco sé lo que es...
Saludos cordiales...
antonio calero
32 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Sacro Romano Impero?
il Malli
260 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Quello che mi sembra di notare è che ci sono due desideri, uno di migliori condizioni di vita, e uno più intimo, di ricerca personale della propria identità attraverso il contatto con un paese straniero.
Probabilmente questi due aspetti convivono diversamente miscelati in tutti quelli che decidono di trasferirsi.
Spero che qualcun altro decida di intervenire. A questo punto la curiosità è diventata anche e soprattutto personale...
Un abbraccio
Anto
32 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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@Anto: anche un terzo motivo: realizzazione professionale.
Io non mi rivedo nelle due motivazioni che sintetizzi tu perchè a livello di qualità della vita stavo meglio a Rimini e per quanto riguarda la "ricerca personale della mia identità" non avevo bisogno di venire qui, anche se devo dire che in effetti confrontarmi con un'altra società e un'altra cultura cultura è stato un arricchimento personale enorme.
GIORGIA RN
1204 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Anche io come Giorgia. In Italia non ho trovato un'offerta che mi soddisfacesse e l'ho trovata qui. Se trovassi lo stesso lavoro, in Italia, molto probabilmente tornerei.
charliemarquez
599 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Personalmente, penso che stare lontani dall'Italia sia difficile per certi aspetti, ma davvero facile per altri. Forse col tempo la nostalgia aumenta fino a diventare insopportabile. Ma nel Belpaese si vive male.Ci sono troppe abitudini, luoghi comuni, modi di pensare talmente radicati nella mentalità della gente da farmi pensare che in fondo, se ci sono dei tratti tipici di ogni popolo, quelli degli italiani sono questi. Il nepotismo. Il bigottismo. La mancanza di meritocrazia. Le leggi violate tutti i giorni, da tutti.
Inutile incazzarsi. Se si può andare via, meglio prendere il largo, e viversi la vita altrove. Fa rabbia, ma è così.
Anto
32 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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sono ancora in italia ma quello che mi spinge ad andarmene sono proprio le motivazioni fornite da Anto aggiungendo la voglia di conoscere un'altra cultura e la realizzazione professionale.
residuofisso
87 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Che in Italia si viva male non sono per nulla d'accordo: ciascun popolo ha i suoi pregi e i suoi difetti e l'Italia a mio modo di vedere è uno di quei paesi dove nonostante tutto i primi superano i secondi.
La mia storia è facile, quasi banale: lavoravo a Milano per un'azienda che un bel giorno ha avuto bisogno di spostare uno sbarbatello a Madrid ed eccomi qui.
Volevo fortemente andarmene all'estero ma non per malessere, per sconforto o insoddisfazione: solo per curiosità. Sono qui da due anni e per quanto Madrid e la Spagna mi piacciano comincio a rompermi le balle, sento che è arrivato il momento di fare le valige e cambiare città: purtroppo so che dovrò essere paziente.
L'Italia? Un girono tornerò, amo troppo il mio Paese per starne lontano tutta la vita.
Se quel giorno sarà fra 2 mesi, 2 anni o 20 non lo so, ma prima o poi torno.
Vivere in un altro Paese mi ha insegnato ad apprezzare le più piccole cose dell'Italia che davo per scontate e che ora, nonostante tutto, mi mancano.
Volete un esempio? Una semplice colazione al bar, pasta e cappuccino mentre sfoglio il Resto del Carlino, è la prima cosa di cui sento il bisogno quando atterro in Italia. Questo non significa che fare colazione in un bar di Madrid non sia altrettanto gustoso o non sia un piacere: è semplicemente un altro sapore ed un altro piacere.
ilverococco
307 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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sono pienamente d' accordo con ilverococco
, soprattutto per il fatto che uno se ne puó andare anche per voglia di vedere un po di mondo...
Fede
222 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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quoto ilverococco
charliemarquez
599 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Ancora un mese e poi arrivo anch'io a Madrid e se possibile è anche quella di rimanerci. Il motivi per cui ho fatto questa scelta non è il lavoro,anzi,se fosse per questo me ne starei a casa visto che dirigo l'azienda floricola di famiglia e credetemi che per il momento almeno in questo campo la creisi non si è ancora fatta sentire,una casa senza fiori non è una bella casa
e ormai quasi tutti se hanno un pò di terra si fanno l'orticello
,il problema è che qui non mi sento bene internamente,ogni giorno che passa mi sento sempre più soffocare,sento che qui sto buttando via la mia UNICA vita e sento che devo per forza fare qualcosa per cercare di renderla migliore e Madrid per quel ho visto negli attimi che ci sono venuto,penso possa essere un bel posto dove magari riprendermi quello che qui a casa sto rischiando di bruciare. So benissimo che non sarà facile, che trovare lavoro non sarà per niente facile, ma alla soglia dei 34 anni voglio almeno tentare di riuscire a trovare l'aria che invece qui sta pian piano finendo
Felix
38 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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http://www.aduc.it/dyn/eutanasia/noti.php?id=264669
anche per questo...
e perchè sto meglio a km dal Vaticano
il Malli
260 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Ciao a tutti!
Ho beccato per caso questa discussione sul forum e voglio intervenire per dire la mia.
Forse con una nota polemica, ma altrimenti che dibattito sarebbe??
Ho vissuto due anni a Madrid.
Inizialmente la classica esperienza da studenti Erasmus: studio, divertimento folle, voglia di vedere nuovi posti e nuove culture. Tante nuove conoscenze, molto arricchimento personale.
Dopo la laurea, un anno di lavoro. Un’ opportunità presa al volo, ma ragionata.
Scaduto il contratto ho scelto di tornare in Italia.
Madrid è una grossa metropoli, puoi trovare di tutto. Sicuramente affascina la folle movida, gli orari di lavoro blandi, i ritmi di vita più leggeri.
Gli Spagnoli decisamente sanno vivere.
Ma la vita non è solo questo.
Sinceramente non mi sono accontentata di guardare solo al presente.
A quasi 30 anni, tempo di bilanci, mi è venuto da pensare ad una vita futura in questa città di cui, a lungo andare, riesco a vedere solo la caotica vita di ogni grande metropoli.
Benché io non sia caratterialmente intenzionata a smettere di divertirmi, non vi ho trovato nulla che la nostra bella Italia non mi possa offrire.
Il lavoro da noi c’è. Bisogna anche considerare ciò in cui si è scelto di investire la propria vita.
Io mi sono laureata in Chimica e, tra alcune opportunità che mi si sono presentate, ho deciso di lavorare per un’ industria farmaceutica (senza possederla, se per caso ve lo state chiedendo!).
Ho faticato parecchio per arrivare dove sono. Ma ci sono.
Ho uno stipendio onesto e non eccessivo, ma ci vivo bene. Non nel lusso. Ma bene. In Toscana.
Niente di meno di ciò che mi offriva Madrid, anzi qualcosa in più. C’è il mare!
Faccio sacrifici e rinunce come tutti. Ma ho tutto quello che voglio, non ultimi cultura e buon cibo.
Non andrei mai via dall’ Italia.
Il bilancio della mia esperienza spagnola è decisamente positivo, ma è un capitolo chiuso della mia vita.
Forse perché nel mio paese ho troppo da rimpiangere.
Amici, ragazzo, famiglia: troppo importanti per me per rinunciarvi.
Inoltre forse siamo tutti troppo bravi a sputare su un piatto dove abbiamo mangiato per molto tempo.
Possibile che siamo sempre pronti a sparare a zero su ciò che non va, e che nessuno riesca ad impegnarsi attivamente per cominciare quel cambiamento che ci permetterebbe di vivere bene nel Nostro Paese, senza cercare miti altrove?
Possibile che in nessuno di noi sia rimasto un po’ di spirito nazionalista che ci permetta di alzare la testa e non subire passivamente tutto ciò che ogni giorno ci scivola addosso, grazie alla nostra indifferenza?
Non mi sento migliore di altri. Ma ogni giorno mi alzo dal letto cercando, nel mio piccolo, di far bene, di non assoggettarmi alle logiche del gioco di altri.
Mi incazzo, come tutti. Ma cerco di far valere i miei diritti e rispettare i miei doveri.
Mi informo sulle leggi. Scrivo ai giornali se vedo qualcosa che non funziona.
Odio Berlusconi e tante limitazioni alla scelta di parecchie persone su problematiche roventi e più che mai attuali (impossibilità di fecondazione assistita eterologa, coppie di fatto, eutanasia), ma sono convinta che si possano aprire le menti: basta solamente trovare la leva giusta.
Sono convinta che tanti (anche tra quelli che hanno preso strade diverse)la pensino ancora come me.
Forse aiuterà sapere che non sono i soli.
Stefy
2 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Me ne sono andata dall'Italia piu di quattro anni fa e non mi pento. Me ne sono andata perché avevo bisogno di nuovi stimoli che a casa non avevo. Sono di un paesino in provincia di Bergamo e per quanto il paesaggio possa essere bellissimo e spettacolare, il paese non offre molto, sia dal punto di vista culturale, di amicizie, di lavoro, ect
Quindi sono venuta a España un po all'avventura e mi é piaciuta un sacco; quello che di piu mi piace é conoscere culture e persone diverse, il poterti confrontare con gente differente e con storie e punti di vista totalmente diversi mi piace mi da nuovi stimoli!!! E Madrid tiene un color especial!!
Non so se torneró in Italia, non lo so, mi piacerebbe stare piú vicino alla mia famiglia e ai miei fratelli, peró so che devo anche vivere la mia vita!! Sono d'accordo con Diabolicus quando dice che ogni volta che torno in Italia (per lo meno a casa, nel mio paesello!!) la vedo così piatta e provinciale, sempre uguale e con la gente sempre a piangersi addosso. E mi spiace...
Per quanto rigurda il lavoro, (sono geometra e lavoro in uno studio di ingenieria) qui in Madrid ho avuto opportunitá decisamente migliori di quelle che avrei potuto avere a casa e con condizioni migliori!!
Quindi non so se torneró in Italia, perché qui ci sto veramente bene, peró casa é sempre casa...
fede_rove
24 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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stavo dadio in Italia
però stavo ancora meglio con la mia ragazza (madrileña)
è da + di 4 anni che sto qui, e sto dadio
¿optimxta?
mi manca tanto l'Italia...e so pure che se un giorno tornerò mi mancherà tanto la Spagna
Visix
116 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Son approdata a Madrid come Erasmus: 9 mesi di divertimento, uscite, tanti amici, studiare quasi nulla, etc etc. Ma in mezzo al delirio son riuscita a rendermi conto di quanto fossi innamorata di questa città..Provengo da un paesetto del Friuli Venezia Giulia, paese che non mi è mai piaciuto..Non mi sono mai sentita a mio agio lí. Qui a Madrid invece mi son sentita subito come a casa. Quindi, nonostante il delirio erasmus, ho ben pensato di trovarmi 1lavoro (sottopagato, ahimè) e di tentare "fortuna" almeno 1anno qui.
L'anno é passato..Due anni son passati..Il 30 agosto saranno 3 anni..E non penso tornare in Italia..Certo, la mia famiglia e i miei amici mi mancano, ma qui ho casa, moroso, lavoro (che sto cercando di cambiare, ma questa é 1altra storia). Qui non mi sento soffocare. Non mi sento giudicare.
Ovvio, ha i suoi pro e i suoi contro questa Madrid. E' una gran metropoli. Non c'é il mare. E' sporchina (almeno rispetto al mio paese). Ma nonostante tutto io qui mi sento a casa.
Lisutta
134 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Primo mio messaggio nel forum. Quindi, saluto tutti.
La mia storia é semplice: sette mesi di Erasmus nel lontano 2000 in Germania dove conobbi Rosa, ragazza mancega con domicilio a Madrid.
Risultato: da ormai cinque anni vivo e lavoro a Madrid, da tre felicemente sposato, da uno e mezzo padre di una stupenda bambina, da quindici giorni bipadre di un bambino altrettanto stupendo, anche se adesso ci sta facendo un pó soffrire di notte.
Ossia, il mio arrivo in Spagna é legato unicamente al cuore.
Nonostante qui mi trovi molto bene, spero un giorno di tornare in Italia, non fosse altro per gli amici e la rete di contatti sociali che ho lasciato.
Sono peró convinto che un eventuale ritorno non sarebbe al livello delle aspettative che ho, fatalmente legate a ricordi di un passato che non é piú. Come me del resto.
Con questo voglio dire che voler fare un riassunto di situazioni personali tanto diverse e variegate é praticamente impossibile perché, anche se ci sono si temi generali che ritornano, questi possono essere vissuti in maniera completamente diversa a seconda delle esperienze personali di ognuno.
albertpet
4 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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perchè ho passato 26 anni "contro" e adesso sono un pò stanco..e anche per cose così: http://silvioperilnobel.sitonline.it/
Maybenot
5 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Cazzarola quanto è vero ciò che scrivi, più volte ragionando sulla decisione di partire mi sono dato dell'incosciente ma forse non è così, anche io mi trovo alla soglia dei 35 e sento fortissimo l'affanno, non ho grossi problemi con il lavoro, se sorvoliamo sul fatto che sono un 1000eurista impiegato in uno studio tecnico (esiste posizione peggiore?), la mia necessità è esattamente quella di riappropriarmi della mia vita e del mio TEMPO!!
Non so se riuscirò ad essere a madrid per quest'anno o nel 2010 ma vi giuro che già il pensiero mi da gusto, MUCHO GUSTO!!
gavello
19 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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Sapevo di aver innescato una bomba ad orologeria: dopotutto il forum si chiama Italiani a Madrid!
@Anto : ora hai parecchio materiale in più per il tuo pezzo.
Saluti a tutti!
Stefy
2 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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@felix & gavello
sono domande che si fanno tutti credo: faccio bene,faccio male, sono incosciente,etc.. forse aiuta essere un po'realisti,e analizzare brutalmente la disponibilità economica che si ha e la conoscenza della lingua.
Se dal punto di vista economico siete a posto per qualche tempo, diciamo tre mesi, e avete iniziato a studiare un pochino lo spagnolo, ci sono degli ottimi corsi abbastanza economici per imparare rapidamente una volta qui.Dopo si può cercare lavoro.
@albertpet: sono d'accordo con te. sintetizzare non è facile. ma si deve, se srivi un articolo
. Prima di cominciare, ho voluto sentire il parere di molte persone per evitare la solita fiera delle banalità. O peggio, di scrivere quello che penso io attribuendolo a tutti.
. Sinceramente,non chiedevo di meglio.
hai una consapevolezza ammirevole,e credo che dopo cinque anni all'estero troveresti delle difficoltà diambientamente persino in italia... mi fermo prima di chiosare con qualche banalità tipo "è così per tutti"
Uno ad uno state smontando i miei "pregiudizi"
Mi interessa l'aspetto dell'educazione dei figli all'estero.E' una scelta forte e delicata. Del resto,se non lo fosse per te ,lo sarebbe ugualmente per tua moglie. Che ne pensi?
Sono d'accordo sulle aspettative
@stefy:grazie, sei una valida aiutante
concordo con te con l'alzarsi la mattina e cercare di cambiare la propria piccola porzione di mondo. ma arriva un momento in cui ti chiedi se stai lottando, per rimanere in tema, come Don Quijote contro i mulini a vento, oppure è solo una questione di abitudini locali . Un sociologo risponderebbe la seconda.Venire all'estero è un modo per mettere alla prova le proprie convinzioni, e in questo senso è un modo per costruire la propria identità. C'è il rischio di sbagliare paese: fare gli anticonformisti in Arabia Saudita può costare caro,così come fare il comunista negli Usa può creare problemi o il riccone in paesi abbastanza poveri come quelli del centroamerica. Ma informandosi un po',ragionando e cercando di ponderare come stanno facendo quelli che seguono questo forum dall'italia, ci si può fare un'idea abbastanza approssimativa ma utile.
Tu hai fatto un'esperienza e hai potuto giudicare &&- credo che questo sia l'atteggiamente giusto e il fatto che siano in pochi a farlo è,ancora una volta, un sintomo del provincialismo che ci caratterizza.
Un saluto a tutti!
Anto
32 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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