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L'Italia e le forbici della censura: il caso Brokeback Mountain
(30 messaggi)Rispondi
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Copiose le critiche alla recente censura del film "Brokeback Mountain" applicata da Rai 2. Cosa ne pensate?
sandro
307 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Innanzi tutto vorrei dire che l'omosessualità secondo me non è innaturale perchè esiste ed è sempre esistita in natura.
Che gli omosessuali sono PERSONE e che hanno il diritto di esprimere il loro essere, il loro sentire, le loro inclinazioni e gusti e che le loro storie debbano essere rappresentate anche cinematograficamente perchè non offendono nessuno.
Detto questo rispondo all'intellettualoide Alessandro che sta delirando sul blog:
del mio commento ho tralasciato la "s" di "sfornare", ma tu che sei tanto intelligente avresti dovuto capirlo da solo. Questa è l'unica correzione che farei, il resto va benissimo, è esattamente quello che volevo dire. Poi se tu capisci fischi per fiaschi non è un problema mio, tra l'altro non mi pare che tu sia il rappresentante del sindacato dei ristoratori, io mi stavo rivolgendo a te, non tirare in mezzo altra gente che tu non sei il portavoce di nessuno e nessuno si rivolge a te in quanto rappresentante di una categoria.
In tutta onestà signor poeta, il mio livello culturale non può certamente misurarlo uno che non arriva nemmeno alle mie suole delle scarpe, quindi rilassati che perdi in partenza.
Non è che non so confrontarmi su un dibattito, il fatto è che a te purtroppo non ti posso proprio prendere in considerazione, mi dispiace.
Aggiungo soltanto che nella storia dell'umanità ci sono stati "froci" (come tu li definisci) del calibro di Socrate, Alessandro Magno, Leonardo da Vinci, Oscar Wilde, Leopardi, Pasolini, che ti sorriderebbero con compassione.
Ecco, lascio questi due video di Pasolini, grande "frocio" che ammiro molto assieme a tanti altri, che intervistò Ungaretti e Moravia proprio sul tema dell'omosessualità "contro natura" e sullo scandalo che suscita l'omosessualità sulla gente come Alessandro.
GIORGIA RN
1204 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Ciao a tutti, interrompo il mio lungo silenzio per prima cosa per fare i complimenti a Giulio, l'autore dell'articolo, che molto sinteticamente ha plasmato in parola quello che è il pensiero di molti italiani, non importa se gay o etero, su temi tanto imortanti quali la censura, il maschilismo e l’omofibia nel nostro paese. Italiani come noi che viviamo in Spagna, paese che adoriamo per la sua semplicità e al tempo stesso per l'aria fresca che ci permette di respirare culturalmente, politicamente, socialmente... una democrazia giovane che ha molto da insegnare ad una parecchio più veneranda come la nostra.
Ho letto poi cose molto interessanti nei commenti dei lettori, mentre quelli di questo Alessandro sinceramente mi hanno fatto sorridere. È inevitabile che certi temi facciano scattare il grilletto maschilista e omofobo che accomuna gli insicuri e gli ignoranti - e per ignoranti non parlo necessariamente di chi non ha studiato, ma di chi non ha la curiosità o non sente la necessità di guardare oltre il proprio naso e teme il diverso da sé.
Certi interventi sono tanto grossolani e sgradevoli quanto prevedibili. Resta ancora aperto, per esempio, il dibattito su un articolo che scrissi qualche mese fa sul matrimonio tra persone dello stesso sesso in Spagna, contro il quale ingiuriò una lettrice sedicente credente che, ahilei, oltre a sfoderare qualche insulto non fu in grado di addurre molte motivazioni al suo dissenso. Fortunataemnte, in quel caso come in questo, certe affermazioni restano solo una voce stonata fuori dal coro. Pur non avendo contribuito al blog per alcuni mesi, noto infatti con piacere che rimane popolato da persone piene di senso critico ed intelligenza, italiani che mi rendono orgoglioso e che mi fanno ricordare che il mio paese non è solo immondizia, che le nostre golorie non sono relegate solo alla cucina e ai beni culturali - come qualcuno semplicisticamente continua ad affermare - che non siamo tutti sudditi del Vaticano, ma che, al contrario, possiamo vantare una mentalità estremamente vivace, aperta ed "europea", nonostante le critiche che ci fioccano addosso dai media di tutto il mondo, e non solo spagnoli. Questi non possono far altro che basarsi sulle manifestazioni più ovvie e tangibili della nostra "cultura": TV, politica, fatti di cronaca; non possono, purtroppo, sentire il polso della gente. L'Italia è piena di persone con le palle e le idee giuste in testa, da Aosta ad Agrigento, ma mi rendo conto che non è facile contrastare il quotidiano qualunquismo, l'oscurantismo e l'ingnoranza imperanti nel nostro paese, fomentati da politici ridicoli a loro volta servi della chiesa e delle sue idee anacronistiche.
Ripeto, I commenti di Alessandro a mio avviso nemmeno meritano risposta, perché evidentemente sono un ridicolo fuori tema… come si fa a scadere dal parlare di censura – leggi: DIRITTI UMANI – a lasagne e olio d’oliva? Le scaramucce sul cibo sono pane quotidiano per noi italiani a Madrid, poiché poche cose come la cucina o l’eccellenza dei prodotti locali fomentano il patriottismo. Io ne ho tutti i giorni, simpaticamente, con amici e conoscenti spagnoli. Ma per favore, basta tirar in ballo queste stupidaggini quando si parla di cose ben più gravi come la censura di una pellicola d’autore vincitrice di tre Oscar! Ok, crogioliamoci pure nel fatto che le nostre lasagne sono le migliori… e allora? Basta questo per renderci un grande paese? I don’t think so! È difficile mantenere l’obiettività quando si parla della propria patria, però non confondiamo il cioccolato con la merda… Anche se da persone così non ci si può aspettare di più... uno che su un blog inveisce contro I “froci”, scrive tutto con le maiuscole, usa “capra” come intercalare e infine si permette anche di dare giudizi sulla cultura o la proprietà di linguaggio altrui avendo come solo argomento di conversazione la pasta al forno, beh l’unico posto in cui lo vedrei a proprio agio e inserito sarebbe un raduno della Lega Nord, tra una gara di rutti e un comizio infarcito di insulti omo- e xenofobici e coronato da un elegante manico d’ombrello.
Alessando, mi rivolgo a te direttamente, io conosco bene Giorgia RN, il suo livello culturale, la sua arguzia e gli eccellenti contributi che offre a questa comunità e non ti permetto di offenderla. Così come non ti permetto di utilizzare certi termini nei confronti di noi gay. Ti ricordo che non vivi in Italia, dove un ministro può darci del culattone in pubblico e rimanere impunito. Ti trovi in Spagna, dove, pensa un po’, possiamo perfino sposarci e dove puoi beccarti pure una bella denuncia se non moderi i termini. Detto questo lascia un po’ da parte le lasagne e l’olio d’oliva, guardati qualche buon film, leggiti qualche libro: bisogna nutrire anche il cervello, sai?
E per te, Giorgia: come sempre è un grande piacere leggerti.
Luca V.
30 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Salve dall'Italia ragazzuoli, ci si vede a metà gennaio. Mi manca Madrid, è da quasi un mese che manco, uff.
Bhe mi dipiace vedere che c'è gente come il nostro caro Alessandro che se la spassa offendendo a spada tratta. Ottimo.
Veramente un comportamento da persona matura.
A questo punto vorrei controbattere anche io a ciò che dice il nostro beneamato Alessandro. Tanto per cominciare, come già detto da altri, gli omosessuali non sono froci, ma persone come tutte. E' come se chiamassi te brutto cazzone, anche se non lo faccio. Cmq sei liberissimo di pensare ciò che vuoi, ma sempre rispettando tutto e tutti, senza esclusione alcuna, e lo stesso lo dobbiamo fare noi nei tuoi confronti. Però se tu prendi il mondo a parolacce, non ti spaventare se poi il mondo ti prende a calci in culo. Io sinceramente se ti avessi trovato di fronte mentre mi chiamavi capra o se mi chiamavi frocio se fossi stato gay, penso che ti avrei staccato la testa a morsi.
Non sei nessuno per poterti permettere di fare tali offese in pubblico. Chissà se faccia a faccia facevi le stesse affermazioni con lo stesso linguaggio colorito del topic.
Questo è il tipo di persona che io chiamo vigliacco, ovvero colui che si nasconde dietro una pagina web per avere il coraggio (mi chiedo poi quale coraggio) di insultare ciò che non gli va a genio. MAH
Poi se vuoi discuterne a quattrocchi non ci sono problemi, però poi non fare il tipetto tutto educato e fine, eh!
Anche davanti a me devi chiamarmi capra e quant'altro, altrimenti è troppo facile. Però sappi che per ogni azione c'è una reazione. Ciao bello!
renatino
279 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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IO quoto tutti, tutte le persone intelligenti ovviamente (vedi Giorgia, Luca, etc).. Sono riuscito solo ora a ricostruire il discorso e sinceramente mi stupisco dei moderatori che il tizio non sia stato tagliato fuori prima. Quando uno usa insulti non sono più interessato a quello che dice indipendentemente dal contenuto del messaggio. Tagliare una persona che vuole usare un forum per sfogare le sue frustrazioni non è censura.
Peace out
kuarahy
52 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Tornando al tema originale, non mi stupisce per niente la censura e neppure credo alla scusa della Rai, altrimenti avrebbero dovuot licenziare qualcuno.
Non dimentichiamoci che parliamo della stessa Rai che ogni anno trasmette a giugno "Marciando nel buio" alle 3 di notte.
Comunque su questo tema anche gli italiani piú progressisti mi sembrano ridicoli in confronto con la situazione all'estero. É poi non si puó stare sempre ad aspettare Godot. Le donne non hanno acquisito la paritá aspettando alla finestra che un'altra facesse il primo passo.
Io credo che il movimento GLBT italiano abbia sbagliato tutto, ma soprattutto credo che la diversitá sessuale non diventerá mai normale per gli eterosessuali se prima non lo diventerá per gli omosessuali.
Diabolicus
1136 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Ho appena visto i due video postati da Giorgia, non avevo avuto tempo di farlo prima. Alcuni dei massimi intellettuali italiani hanno detto - non oggi, non ieri, ma già varie decadi fa - quello che un po' tutti qui sosteniamo: la censura, il conformismo, l'aggressività, la cecità... sono tutte espressioni della PAURA. Paura dettata dall'insicurezza, insicurezza di chi non si concede il lusso di pensare, di ragionare su postulati imposti a scuola, in casa, al catechismo. Chi non fa sue le proprie convinzioni non potrà mai sentirsi sicuro di esse.
Il diverso esiste, è in ogni persona che ci troviamo davanti a noi, ogni giorno. Abbiamo solo due scelte: cercare di comprendere la diversità o rifiutarla. La seconda via è più facile, vero, ma non ci annoierebbe a morte un mondo retto solo dalle nostre leggi? Che nostre poi non sono, perché le abbiamo solo ricevute passivamente. Vale la pena fare un piccolo sforzo e vedere anche certe cose che a prima vista possono apparirci sgradevoli, ma che sono, come qualunque altra cosa, espressione dell'essere umani.
Luca V.
30 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Diabolicus, perfettamente d'accordo con te. Nessuna donna e nessun gay potrà mai emanciparsi se non con le proprie forze. Le resistenze incontrate dal movimento GLBT in Italia sono le stesse incontrate anni fa dai corrispettivi spagnoli, inglesi, svedesi e così via. L'omosessualità è stata condannata per legge in maniera uniforme in tutto l'occidente fino a secolo scorso. Siamo partiti tutti dalla stessa posizione. Stesso discorso per l'emancipazione delle donne. In un paese dove le stesse donne e gli stessi omosessuali riconoscono spesso il predominio del "maschio", le cose non potranno mai cambiare. Torniamo al discorso dell'insicurezza: se io, gay, non sono convinto di essere esattamente come l'etero che si trova davanti a me, se una mia amica, donna, pensa di non poter vivere senza un uomo nella sua casa, aspettiamo allora che sia un eterosessuale, o peggio, qualche politico, a fare il lavoro per noi? In Italia vige ancora un sistema maschilista... ma la colpa di chi è? In fondo è soprattutto di tutte quelle donne e quegli omosessuali che ancora accettano e legittimizzano certi comportamenti.
Luca V.
30 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Argomento difficile da trattare, xchè si rischia sempre di scadere nella banalità. Devo dire che mi hanno molto colpito i 2 video postati da Giorgia, li ho trovati estremamente interessanti e moderni (grazie Gio). Ho apprezzato soprattutto la frase di Moravia sui presunti scandali: è proprio vero che a scandalizzarsi ad es. del fatto che Gesù si circondasse di persone come M. Maddalena erano i farisei e che sicuramente Gesù non si scandalizzava mai. Da cristiana, credo che sarebbe bello che la Chiesa di oggi riflettesse su certe cose, prima di obiettare su proposte come quelle della depenalizzazione dell'omosessualità... Forse con certe dimostrazioni sarebbe + facile x noi tutti accettare le diversità, e forse aiuterebbe anche i gay ad accettare la propria...
Sulle affermazioni di alessandro preferisco non esprimermi, in primis xchè non ne vale la pena e poi xchè non è presente al dibattito.
Tornando alla censura, proprio non capisco come possa ancora esistere nel 2009 in un paese democratico.
Ma poi chi può sentirsi in dovere di decidere a nome di tutti se una cosa offende o no la morale pubblica? Ogni giorno in televisione va in onda di tutto, dal trash alla violenza, e nessuno dice nulla. X cui se mi trovassi davanti chi ha tagliato questo film (xchè qualcuno l'ha fatto, indipendentemente dal fatto che la Rai lo sapesse o no, cosa che peraltro è poco credibile) mi piacerebbe chiedergli i criteri di censura. 2° me l'ha fatto un uomo, xchè sono convinta che molti uomini, soprattutto quelli che si "scandalizzano" tanto davanti a certe scene, avvertano l'omosessualità come una minaccia x la loro mascolinità.
Correggetemi se sbaglio, magari è solo una mia sensazione, ma mi sembra che l'omosessualità tra uomini faccia molto + scalpore rispetto a quella fra donne.
Infine vorrei replicare a chi dice che sia contro natura, che l'omosessualità ai tempi dell'antica Grecia era una pratica assolutamente comune e accettata. Non è cambiata la natura, siamo cambiati noi...
Federica
888 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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@Federica:
è probabile che sia stato un uomo l'artefice del taglio, o coumnque una commissione a maggioranza maschile, più per il fatto che in Italia certi ruoli di responsabilità vengono ricoperti quasi sempre da uomini, che per la maggior omofobia di questi ultimi. Hai assolutamente ragione: l'uomo italiano, macho intramontabile, non può tollerare la vista di due uomini che si baciano. Perché? Per paura che gli venga un'erezione!! Io, da gay consapevole non schifo né le donne né il sesso eterosessuale. Molti machos italici non si sono mai nemmeno posti il problema dell'omosessualità, l'hanno sempre e solo fugato... trovarselo davanti spaventa, perché potrebbe rivelare realtà scomode. Non voglio dire che tutti gli eterosessuali si ecciterebbero vedendo un bacio gay, ma solo la potenzialità che questo possa accadere spaventa alcuni. Ecco perché si tagliano quei baci e non la violenza in TV, perché fanno molta più paura.
Io credo che chi vive con spensieratezza e normalità l'omosessualità altrui sia realmente una persona risolta e serena. E non parlo di chi dice: "i gay? Non mi danno fastidio, basta che non ci provino con me!". Quante volte avrete sentito questa affermazione da falso tollerante... In realtà credo si tratti di una proiezione sull'altro di certi propri desideri occulti. Qualunque eterosessuale non affetto dalla sindrome del macho latino sa bene che un gay normalmente non cercherà di baciarlo né ci proverà con lui, perché un omosessuale non si scopa qualsiasi cosa gli passi davanti che sia fornita di un pene: l'omosessualità è in primo luogo omoaffettività e questa logicamente tra un gay ed un etero (vero, non a parole) non può instaurarsi. Il sesso fine a se stesso, naturalmente può esistere, ma non è ovviamente una decisione univoca... avete mai sentito di un uomo eterosessuale violentato da un gay? Io no.
Il dramma è che, come dicevo in un precedente post, il cancro del maschilismo in Italia affetta uomini e donne indifferentemente. Per questo parecchie donne italiane non vedono di buon occhio l'omosessualità: sono talmente convinte della supremazia maschile che essere omosessuale risulta loro un depauperare il genere maschile di elementi validi, di veri maschioni dominanti. Peccato che magari il loro marito, in segreto, ha il vizietto di andare con le transessuali... ma questo non lo sapranno mai.
Ecco perché penso che sia probabile che la censura sia opera di un uomo, ma non mi stupirei se l'avesse fatta una donna. Se pensi che abbiamo una donna al governo che era una ragazza-tettealvento e ora fa la moralista nei panni della ministra delle pari opportunità (che paradosso!! sembra una barzelletta, molto amara, però), perché non potrebbe esserci una simile grottesca figura in RAI? Una donna oggetto, che ha investito tutte le sue energie e le sue doti (solo fisiche naturalmente, perché di intellettuali evidentemente scarseggia) per obbedire alle leggi maschiliste della TV italiana e che ora si trova a stabilire come e in che cosa uomini e donne italiani dovrebbero essere uguali... naturalmente lei è una di quelle donne che pensa che i gay siano solo uno spreco di mascolinità. Grande donna sarebbe stata, durante il Terzo Reich... me la immagino, china sulle sue inseparabili ginocchiere, che tanto lontano l'hanno fatta arrivare, cucendo graziosi triangoli rosa sui panni dei detenuti omosessuali... Con un esempio così, a cosa si può aspirare? E rovesciando il discorso: perché una donna così ci rappresenta? Perché in fondo la società italiana aderisce ampiamente a quel modello, dico io. Che tristezza...
Luca V.
30 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Luca, sono d'accordissimo con te, ovviamente la mia frase sul fatto che fosse stato un uomo era solo una battuta. Hai ragione anche sulla tipica frase "non ho niente contro i gay, purchè non ci provino con me" o sulle battute delle donne: io x prima, parlando di Rupert Everett ad es, dico scherzosamente che è "ben di Dio sprecato", ma lo dico x il fatto che, al contrario di quanto si possa pensare, non xde affatto mascolinità, tutt'altro... X cui x me che sono etero è, ahimè, ben di Dio sprecato, ma è sicuramente ben "utilizzato" da qualcun'altro (beato lui).
Cmq penso che tu abbia ragione anche xchè quegli stessi uomini che non vogliono vedere il bacio tra 2 uomini sono poi quelli che fantasticano immaginando 2 donne che fanno sesso, x cui credo che l'unica cosa che li trattenga dal vedere la stessa scena fatta da 2 uomini sia proprio il timore di avere la stessa reazione che hanno con le 2 donne, e cioè l'eccitazione...
Federica
888 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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@ Giorgia
anche Leopardi? Di lui non lo sapevo, anche se, vista la sensibilità e l'animo tormentato, non mi sorprende
Federica
888 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Heheheh certo Federica! Il sesso eccita, punto e basta. Se vedo una scena di sesso etero, mi eccito pure io. Ho baciato donne, anche abbastanza di recente. Ma questo non mette assolutamente in dubbio il fatto che mi piacciano gli uomini. È ormai abbastanza affermata la teoria secondo la quale nessun essere umano è completamente etero o omosessuale, siamo noi che ci ostiniamo a volerci per forza incasellare in una definizione. Ma questo, naturalmente, un "vero" maschione non lo ammetterà mai!!
Ah, comunque spero che tu non abbia pensato che il precedente intervento fosse una critica a quello che hai detto, il contrario! Tu sei fortunatamente, come Giorgia, una di quelle donne che non vedono gli omosessuali come la cara Carfagna... la tipica battuta delle ragazze secondo me non sottintende niente di male, è semplicemente un voler esprimere disappunto perché non si può avere nessuna possibilità con quell'uomo, e questo significa implicitamente riconoscerne e legittimarne l'omosessualità. Non sopporto invece quelle che pensano che l'omosessualità sia correggibile e pensano che nessun uomo al mondo possa resistere ad una donna che gliela sbatte in faccia... che dicono che è una fase, che ti chiedono "ma sei proprio sicuro?" o "ma come? Uno maschile come te??"... quello sì che lo trovo offensivo! Come se noi gay fossimo tutti Platinette...
Luca V.
30 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Tranqui Luca, todo claro!
(es broma)
Effettivamente di donne che ritengono l'omosessualità una fase facilmente superabile con un po' d'impegno ce ne sono ancora troppe, è come se ignorassero il fatto che ammettere di essere gay abbia alle spalle un lunghissimo percorso di riflessione, costellato quasi sempre di paura, tristezza, abbandoni ed emarginazione. Chi pensa, anche solo x un momento, che tutto ciò possa essere spazzato via dalla visione di una donna nuda (x quanto bellissima possa essere), è solo un/a povero/a illuso/a che ritiene l'omosessualità una malattia da guarire, e fa un po' parte della sindrome da crocerossina tipica della donna.
E poi c'è il fascino della "sfida": alzi la mano la donna che non ha mai pensato di provare a "riportare sulla retta via" uno come Rupert Everett oggi o come Rock Hudson a quei tempi...
Elton John invece ve lo potete anche tenere
Federica
888 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Noooo, grazie, Elton John che se lo goda interamente suo marito!!
Luca V.
30 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Urca!! Quanti spunti interessanti!! Da dove comincio?
Noto con piacere che il detto "non tutti i mali vengono per nuocere" è proprio vero... Ci sono voluti gli insulti di quel tale Alessandro per far tornare a scrivere Luca!!! jajajaja!!! (se sparisci di nuovo giuro che apro un thread sulle lasagne spagnole...jijijiji...) e anche per vedere che più di una persona mi apprezza... grazie per le belle parole, ma quello ha sparato su tutti, mica solo su di me!!
Finalmente spunti stimolanti di conversazione... tanti!!!
L'articolo di Giulio sulla censura mi ha fatto riflettere, portandomi ad allargare lo sguardo dalla censura della tv all'esperienza di vita vissuta in Italia e in Spagna e sono arrivata alla conclusione che la censura televisiva sia il male minore. Cerco di spiegarmi meglio: in Italia gli omosessuali non esistono. Cioè sembrano non esistere, dove sono? Non esistono nelle famiglie, non esistono per strada, al ristorante, al cinema, non esistono nei quartieri, non esistono nella nostra quotidianità. Al massimo c'è qualche attore o stilista, ma si sa, quelle sono persone stravaganti dello spettacolo e della moda, personaggi in "maschera" che non turbano più di tanto. Qualcuno sporadicamente fa capolino, ma sostanzialmente si nascondono o peggio vengono ignorati.
Sono dovuta venire a vivere a Madrid per vederli, in Italia al massimo si vocifera che uno "sia un pò così", ma non si vede, non ha visibilità la sua normalità. Essere omosessuale oggi in Italia è un pò come essere un carbonaro dell'800, lo sei in segreto e in segreto conosci gli altri carbonari e ti riunisci con loro sempre segretamente. A Madrid sono per strada mano nella mano, una coppia si bacia tranquillamente nei negozi mentre fa shopping proprio come farebbe una coppia di eterosessuali, le loro storie sono raccontate in tv dai film, dalle serie televisive ai programmi di intrattenimento in prima serata.
Pochi giorni dopo il mio arrivo a Madrid, una sera sono stata a cena in un ristorante di Chueca che piano piano si è popolato di coppie gay, io mi guardavo intorno con stupore perchè in Italia non mi era mai capitato e mi sentivo cretina a guardarli e al tempo stesso contenta perchè vedere quella normalità e naturalezza tra gli spagnoli mi faceva sentire bene, come se fossi più libera anche io. E' difficile da spiegare, ma mi sono sentita libera pure io che da eterosessuale ho sempre potuto mostrare la mia natura senza suscitare "scandalo".
In quel preciso momento ho capito che quella mancata libertà italiana degli omosessuali era anche mia, che sono stata derubata per anni di una parte di realtà, di quotidianità, di conoscenza, di tante domande, di immaginazione, di confronto, di misura, di inter-scambio di opinioni, di arricchimento umano. Sono stata tagliata fuori da qualcosa che in qualche modo mi appartiene, che è anche mia: la realtà umana in totum che è diversa da quella costruzione statica e artificiale di una società che concepisce e ammette solo l'eterosessualità.
Allora ecco che la censura io l'avverto non solo in tv, ma in tutto ciò che mi circonda, tutta la realtà che ho vissuto in Italia la sento un pò finta, un pò a metà... fino anche ai miei libri, al mio sapere, alla mia conoscenza, è stata una cultura a metà.
E qui rispondo anche a Federica su Leopardi: la sua presunta omosessualità o presunta eterosessualità è una questione ancora controversa. Che gusti avesse, alla fine non ha importanza, resta cmq un poeta straordinario. Ma la sua poesia sottende qualcosa di inafferrabile, qualcosa di non detto, di non svelato. Come anche le notizie sulla sua vita, sulle sue amicizie maschili, il famoso amico Ranieri e le lettere indirizzate a lui.
Le poesie dedicate alle donne mi sono sempre sembrate belle ma non sincere, non potenti come le sue riflessioni sulla natura o il famoso pessimismo.
La critica letteraria su Leopardi lascia sempre un velo di non detto, le amicizie maschili sono definite in modo ammiccante "cordiali, disponibili e sentimentali"... che cavolo significa? Io non l'ho mai capito, oppure adesso sì.
Fino a che punto abbiamo ricevuto un'istruzione censurata? La mia riflessione è una provocazione, oppure una chiave di lettura diversa e possibile che nasce da uno studio attento e critico di quello che ci hanno propinato. Eppure il dubbio è rimasto sopito per molto tempo, per mancanza di uno strumento di misura a noi negato, l'anello mancante che si è svelato in un ristorante di Chueca e che mi ha portato a ripensare a tutta la mia realtà, fino ai miei libri e a un nostro poeta.
Fu Leopardi un uomo "scandaloso"? E il suo pessimismo fu semplicemente dettato dalla solita manfrina della sua malattia fisica (spiegazione che peraltro lui stesso ancora in vita aveva rigettato con sdegno) o nasconde un male più profondo come ad esempio l'emarginazione, il rifiuto e l'insofferenza per una vita vissuta nell'ombra e all'ombra dell'arretrato Stato Pontificio di cui faceva parte Recanati?
Insomma, se ci dicessero apertamente che Leopardi era omosessuale (anzichè quelle mezze frasi buttate lì tipo l'oracolo della sfinge) a me non cadrebbe un mito, forse verrebbe un colpo a qualche critico letterario costretto a riflettere che la diversità non è poi così tanto "diversa" e che di fatto non nuoce a nessuno.
Come ultima cosa, mi sta sulle scatole che il primo articolo di Giulio sia stato imbrattato di sudiciume come il cavallo di Benigni nel film "La vita è bella", prego Giulio di tornare a scrivere come ha fatto Benigni che si è presentato alla festa col cavallo verde fosforescente. Ti aspettiamo!
A Shpalman lo censuro io se si permette di sletamare il forum, se vuole dire cose sensate è benvenuto come tutti.
GIORGIA RN
1204 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Gio, come sempre quando leggo i tuoi interventi ho la sensazione che tu abbia lanciato uno di quei sassolini piatti che rimbalzano a pelo d'acqua e che io rimanga lì a contare tali rimbalzi: nascono tanti di quegli spunti dalle cose che dici che poi xdo il conto dei rimbalzi!!! (Come metafora è un po' oscura, lo ammetto, ma l'immagine mi piace)
Hai ragione al 100%, in Italia i gay sono pressocchè invisibili e ricordo che la prima volta che vidi una coppia di uomini fu a Parigi nel 2000 davanti il Louvre, e mi sorpresi molto xchè non avevo mai visto 2 uomini in pieno giorno passeggiare mano nella mano e sbaciucchiarsi... In Italia una cosa del genere mi è capitata di vederla una sola volta, un paio di anni fa con un mio amico gay e il suo fidanzato, episodio oltretutto che non si è mai + ripetuto. E la prima coppia lesbo la vidi proprio a Madrid, quando conobbi la migliore amica del mio ragazzo e su novia.
Guarda caso il mio amico è stato costretto ad andar via di casa e trasferirsi a MI (viene da un paesino vicino PA) x poter vivere appieno la sua vita e la sua sessualità, l'amica di Miguel invece vive tranquillamente a casa con i suoi, che magari inizialmente non avranno fatto i salti di gioia, ma che cmq ormai hanno compreso...
Chissà come verrebbero interpretati al giorno d'oggi la sensibilità e l'irrequietezza di Leopardi, che, gay o no, di sicuro passò gli ultimi anni della sua vita vivendo con l'amico Ranieri e la sorella di lui, Paolina... Certamente il mito non cadrebbe neanche a me.
Federica
888 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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In Italia purtroppo ci siamo accomodati tutti da diverso tempo e non ci siamo accorti che abbiamo lasciato a metá la battaglia per i diritti civili.
Tornato il benessere dopo la crisi degli anni '70 ci siamo buttati a capofitto sul benessere economico dimenticandoci che ancora non a tutti é permesso essere PERSONA nel paese che puó vantarsi di avere portato il diritto e la civiltá ovunque.
E di lavoro ne rimane da fare. Rimangono da conquistare i diritti alla felicitá che la Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d'America colloca immediatemente dopo il diritto alla vita e alla libertá: il diritto alla diversitá, il diritto ad essere genitore avvalendosi del progresso scientifico, il diritto a morire dignitosamente e a non vivere come un vegetale, il diritto ad essere genitore single, il diritto ad essere anonimo senza dover render conto a nessuno di quel che fai, il diritto a correggere gli scherzi della natura con la tua identitá di genere, il diritto a vivere secondo la morale propria e non quella altrui, ecc.
Ció che ha detto GIORGIA RN é sacrosantemente vero. Quando si nega la libertá a una sola persona la si nega a tutti. E tutti dovremmo batterci per i diritti di una sola persona. Purtroppo non é cosí.
In Italia poi non ci limitiamo a negare l'esistenza, ma pure a praticare in modo sistematico e organizzato una violenza psicologica sulle persone che porta a problemi psicologici, psicosociali, psichiatrici, sociali e di salute. Ogni tanto su qualche giornale, alla tv o su internet appare la storia di qualche giovane gay. Il solo sentire o leggere come si esprimono su sé stessi fa inorridire. Un discorso lunghissimo (quando bastano 2 parole: "sono gay"), pieno di giustificazioni, quasi a voler apparire come la vittima di un errore divino, cercando di spiegare l'inspiegabile. Nessuno si chiede che disastro é stato fatto in quelle menti. Nessuno sente vergogna. E se un giorno lo facesso a un eterosessuale.
É vero, in Italia gli omosessuali non esistono, siamo tutti gente per bene che magari facciamo la coda per un trans, magari arricchiamo le saune di Lugano, magari affolliamo i centri turistici gay friendly all'estero, ma froci no quello mai.
Diabolicus
1136 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Piccolo off topic, ma posso permettermelo..
LUCA CI MANCHI!!!
zollo
604 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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A VOLTE RITORNANO! Ebbene sí, cara Giorgia, caro Zollo, sono tornato per ingolfare nuovamente Italiani a Madrid coi miei messaggi!
Gli ultimi 6 mesi sono stati un po' delicati per me e comunque, vi sembrerà strano, ma a volte mi capita questo: quando mi rendo conto che qualcosa mi assorbe molto - troppo - sento ad un certo punto il bisogno di allontanarmi, come per disintossicarmi... e così è stato. Ho sentito il bisogno di staccarmi da internet e trovare nuovi stimoli all'esterno ed ora che ho ripreso i contatti con la realtà ed un rapporto più sano con la rete, sono pronto a rientrare in questa comunità che continuo ad adorare e a stimare. Ah, ho iniziato anche a lavorare!! Sì, un lavoro ce l’avevo anche prima, ma da quando hanno fatto un po’ di esuberi (eh sì, anche nella mia impresa…) c’è più lavoro per meno gente, quindi addio alle decine di giorni a poltrire… ora volo parecchio, e quando sono libero ho solo voglia di riposare. Comunque, se mi rivolete, eccomi qua di nuovo!!
Tornando al topic, mi sembra il minimo, Giorgia, difenderti da certi impresentables, dall'immancabile Shpalman, come lo chiami tu, che spalma la pupù in faccia a qualcuno in ogni articolo che si rispetti. D'accordo che sono persone con cui è inutile confrontarsi, ma se per giunta si permettono di dare dell'ignorante a chi ha intelligenza e cultura da vendere beh, io non riesco a restare lì ad osservare! Ho difeso te perché ti conosco bene e so realmente quello che vali. Ad ogni modo mi dispiace per chiunque sia stato offeso direttamente o indirettamente, me compreso, visto che rientro nella categoria dei cosiddetti "finocchi".
Naturalmente mi trovate assolutamente d’accordo con le vostre affermazioni riguardo ad un’Italia che rimane sempre sospesa a metà, in cui regna il non detto, o meglio, il non dicibile, una sottile ma implacabile censura che tagliuzza gli angolini della vita quotidiana per renderla meno spigolosa e più appetibile alle menti poco elastiche di quelli che ci governano e dei loro elettori. Il vero guaio della nostra società è però, credo, non tanto la censura che ci viene imposta, di cui potremmo anche sbattercene in fondo, quanto la paradossale AUTOcensura che ci imponiamo.
Perché, come voi ben dite, è difficile vedere per le strade di una città italiana due ragazzi o due ragazze che si stringono la mano? Siamo noi che scegliamo se farlo o meno: per fortuna, nonostante tutto, l’Italia non è l’Iran e non rischiamo la morte per un gesto del genere. Alcuni di noi, è vero, temono la violenza omofobica - che non è un caso raro in una metropoli come Roma, per esempio – ma in primo luogo quello che ci spaventa è il giudizio altrui. In una società dove apparire è indispensabile, non ci si può permettere di “sfigurare” innanzi allo sguardo altrui.
Questo è il cane che si morde la coda: la gente non tollera la vista di due omosessuali che esplicitamente dimostrano il proprio amore, è vero, ma siamo anche noi omosessuali ad avere una sorta di reverenza nei confronti del ben pensare e del ben apparire che non ci permetterà mai di fare un gesto del genere senza la paura di venire giudicati o insultati, anche se sottovoce. In fondo, in ogni dettaglio della nostra vita che occultiamo al prossimo, in ogni frase lasciata a metà, in ogni riferimento ad un generico, asessuato “partner”, in ogni sguardo abbassato, in ogni diritto che rinunciamo a rivendicare c’è il cancro dell’autocensura.
Con questo non mi permetto di puntare il dito contro nessuno, non nascondo che fino a qualche anno fa, quando mi trovavo in Italia, evitavo accuratamente di far sapere che fossi gay e quando la cosa per circostanze inevitabili o per mia decisione veniva a galla, rimaneva sempre in uno strano limbo, del genere "io so che tu sai, ma non parliamone". Anche con mia madre è stato così per parecchio tempo, anche se più per sua volontà debbo dire. Per lei, che fin da subito disse che non avrebbe smesso di amarmi per questo, la preoccupazione fondamentale era la reazione degli altri e il modo in cui gli altri mi avrebbero trattato.
La mia vita a Madrid però mi ha cambiato profondamente, qui mi sono sentito protetto e legittimato a parlare apertamente e con totale normalità del mio ragazzO, con una bella “o”, a dargli un nome, a passeggiare con lui mano nella mano e a scambiarmi anche qualche affettuoso bacio in pubblico come fa qualsiasi coppia eterosessuale. E questo coraggio me lo sono riportato anche in Italia, dove finalmente nessuno più ignora certi dettagli “scabrosi” di me, e dove mai più accetterò di abbassare lo sguardo o di sviare il discorso per paura di ciò che pensano gli altri. Augurerei a chiunque di poter avere un’esperienza simile alla mia, per poter riportare in Italia e in se stessi un po’ di coraggio.
È vero: ogni giorno, da sempre, gli italiani, tutti, vengono derubati di un pezzo di realtà; in questo caso quella omosessuale, ma in generale di qualsiasi realtà scomoda che stenti a rientrare nei confini della “normalità”. Se si prendono in considerazione, ricadono quasi sempre nel grottesco, nell’umorismo, nello scoop o nell’insulto.
Un esempio: nel disastro aereo dello scorso agosto a Barajas morì anche un italiano, Domenico Riso, assistente di volo di Air France che conviveva a Parigi con il suo compagno francese, anche lui morto insime a suo figlio nell’incidente. Una relazione inequivocabile che, guarda caso, i media del nostro paese hanno stravolto, mentre qui in Spagna è stata rispettata. Sul País lessi un articolo dove, com’è giusto, si parlava con tutta normalità di un italiano morto insieme al suo compagno e al figlio di quest’ultimo, che crescevano insieme nella loro casa a Parigi. Sulla stampa italiana (incluso un articolo de La Repubblica) si parlò inizialmente di un “amico” e di un bambino a cui Domenico era molto affezionato. Leggete attentamente i due articoli e noterete come sul quotidiano italiano, riferendosi ai tre, si parla di "famiglia", con le virgolette, sottendendo tutto quello che già ben sappiamo sulla mancanza di riconoscimento delle famiglie omosessuali o non sancite dal matrimonio in Italia. Sul País le virgolette non esistono anzi si descrive la loro casa come un nido caldo e accogliente. Ebbene, da quella descrizione edulcorata e perbenista di una famiglia omosessuale, condannata dall’Arcigay, si è passati poi direttamente alla speculazione degli scadenti programmi di gossip, che si sono presi la briga di andare a intervistare il padre ottantenne di Domenico e i parenti, sbattendo in faccia, nella maniera più brutale possibile, all’intero paesino siciliano da cui proveniva, l’omosessualità del defunto.
Morale: in Italia, se sei gay, o non esisti o sei un fenomeno da baraccone. Così è sempre stato anche perché mancano esempi di referenza; abbiamo schiere di personaggi noti dello spettacolo e della politica che sono gay e che mai lo hanno ammesso e alcuni improbabili individui tipo Cristiano Malgioglio o Platinette che la TV prende a modello di noi omosessuali, trasmettendo e rafforzando l’immagine stereotipata del gay trash che solo può essere una checca svampita o un travestito di cattivo gusto. In Spagna esistono politici, imprenditori, giudici, personaggi televisivi apertamente gay; anche questo fa mentalità, anche questo significa "normalizzare". (Per esempio, ecco i 25 gay più influenti in Spagna) . Da noi, personaggi con il vissuto, l'intelligenza e il coraggio di Vladimir Luxuria, purtroppo, se arrivano ad essere noti, durano ben poco.
Sarebbe bello un giorno poter tornare in Italia e scoprire che tutto ha trovato finalmente il suo giusto nome, in un posto dove la “anormalità” risiede semplicemente nelle differenze che ognuno necessariamente ha in rapporto agli altri esseri umani, come diceva Ungaretti nel video. Ma io temo che questa sia solo una chimera.
Per fortuna noto che le nuove generazioni iniziano a normalizzare certe cose che per i propri genitori erano e restano anormali, ma più per merito delle serie televisive, del cinema o delle mode stranieri che per insegnamenti ricevuti in seno alla famiglia, alla scuola, alle istituzioni. Troppo spesso in questi ambiti regna ancora la cara vecchia fetta di prosciutto sugli occhi, che protegge e non fa male. Fin quando sarà così noi gay continueremo ad essere delle bestie rare, dei “fenomeni” televisivi, che, pensa un po’, magari puoi anche vedere dal vivo durante un bel fine settimana a Madrid!
Luca V.
30 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Riprendendo un pò sia quanto scritto da Federica, sia da Diabolicus che da Luca, penso che in effetti la censura della tv italiana sia purtroppo la censura generale nella quale ci specchiamo quotidianamente rispetto al tema dell'omosessualità. Siamo una società molto arretrata da questo punto di vista e dobbiamo viaggiare per capire fino in fondo quanto. A me personalmente ha intristito e mortificato quando me ne sono resa conto.
In effetti, come dice Federica, ci sono molti gay in Italia che cambiano città o addirittura paese, spinti anche dalla necessità di sentirsi più "anonimi" e liberi di essere se stessi.
Il diritto alla felicità di cui parla Diabolicus è un tema importantissimo che dovrebbe far riflettere: una persona per essere se stessa, non essere additata, amare chi gli pare ed essere felice deve andarsene? E' assurdo, almeno per me.
Riportarsi a casa il coraggio, come ha fatto Luca non è da tutti, ma soprattutto, chi protegge in Italia queste persone che hanno il coraggio di essere se stesse? Non si tratta di proteggere qualcuno solo dalla violenza fisica, ma anche da quella verbale o psicologica. Anche il solo appellativo "frocio" è una ferita perchè offende, discrimina, disprezza, umilia. E l'indifferenza è ancora peggiore forse, perchè nega addirittura l'esistenza di una persona. Essere ignorato è peggiore che essere offeso.
La storia raccontata dai mass media italiani di quell'assistente di volo morto nell'incidente di Barajas ha schifato anche me... le famose fette di prosciutto sugli occhi...
In effetti la televisione è un potente mezzo di comunicazione, ma anche uno strumento di educazione/diseducazione, di trasmissione di messaggi, di modelli, di parametri.. e, come dice Luca, in Italia mancano dei riferimenti all'omosessualità come normalità. In Spagna invece in tv l'omosessualità è trattata con la stessa normalità dell'eterosessualità, ma come ho già detto, per le strade di Madrid è la stessa identica cosa, almeno per la maggior parte della gente.
Per concludere lascio un articolo sull'arretratezza di vedute che aleggia ancora tra alcuni italiani, che affittano o meno casa a seconda dei gusti sessuali degli inquilini... anche quando l'affittuario è disposto a pagare 12mila euro al mese e porta un cognome famoso...
http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/stilista-affitto/stilista-affitto/stilista-affitto.html
Confido anch'io nelle nuove generazioni che per lo meno con la scusa degli scambi Erasmus o cose del genere avranno la possibilità di viaggiare e vivere altre realtà e, magari, portarsi a casa anche uno sguardo a 360° gradi anzichè rimanere solo con quello dei soliti 180° monchi
Ah, dimenticavo: dalla mia classifica personale dei personaggi tv... Jesus Vazquez è proprio bbbono!!!
GIORGIA RN
1204 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Leggendo un articolo su Libero.it, ho trovato alcuni commentari interesanti che mi sono serviti per alcune riflessioni:
1. guarda che anche il pedofilo non nasce per scelta, è solo malato perchè ama qualcosa di cui non è consono,...come del resto gli omosex.
2. Ognuno fa quel che crede. però consiglio a gay e non di leggere il vangelo, e meditarlo, poi facciano loro come credono.Ogn'uno si prende le propie responsabilità.Che il Signore vi illumini
3. se la sessualità non è una scelta come dici tu... allora è una malattia... così fosse (io credo di no) non si può pretendere di diffonderla a destra e manca... quindi rispondendo alle tue accuse di razzismo stupido etc etc e di ghettizzazione dei gay... è meglio che prima controlli quello che scrivi.
4. IL PROBLEMA NON E' ESSERE GAY... MA SOLO AVERE LA PRETESA IN UNA SOCIETA' DALLA MAGGIORANZA ETERO (ALMENO CREDO!!! ) DI IMPORVI IN MODO INADEGUATO .AZZO VIVITI I TUO ESSERE E LASCIA CHE ANCHE NOI COMUNI ETERO VIVIAMO IL NOSTRO. QUINDI OGNUNO NEL SUO BEL SPAZZIETTO E TANTA SALUTE A TUTTI.
5. SARÀ¿.. MA A MIO AVVISO A LIBERO CI LAVORANO UN BEL PO¿ DI M@L@TI VISTO CHE NON FANNO CHE PROPORRE CONTINUAMENTE DI QUESTI ARTICOLI E BLOG DI M_RD@ SU LGBT. CI AVETE ROTTO DE-PR@V@TI!!!
6. Tutti i gay dovrebbero essere "curati", com'è possibile che la razza umana continui il suo cammino se tutti fossero o la pensassero come quei MALATI!!! Vergogna
7. A parte che non vedo il motivo per cui si enfatizza tanto questa perversione o malattia (spesso mentale ma anche celebrale), poi non mi sembra opportuno dare un esempio, addirittura facendo vedere che queste persono possono e sono, meglio di altre, è innaturale e se più persone scegliessero di diventare cosi la società dove andra?
8. Se parlate della fiction , TUTTI PAZZI PER AMORE , ebbene vi dico che è molto gradevole da vedere e piena di ironia e verità !La vita di tutti i giorni è così ! Per quanto riguarda il padre gay e il figlio disperato alla notizia , ebbene questo è quello di cui nessuno mai si preoccupa ! I figli ! Pensate che i figli siano felici di trovarseli come genitori ? L'importante è far felici i gay vero ? Non ho niente contro di loro , se si facessero la loro vita senza per forza farsi imporre . Invece nò ! assistiamo ai gay pride , che sono lo schifo più assoluto che si possa dimostrare al mondo intero !
9. Sto cominciando ad odiare i gay, si e ce, li propongonono in ogni salsa non se ne può più ;ma fatela finita, bastaaaaa!
10. Il mondo dell'informazione e dello spettacolo continua a propinarci gay sotto tutti gli aspetti. E' un tipo di società che cerca di vedere piu' i problemi dei "diversi" piuttosto che dei normali.Vengono tollerati sempre di piu'. Mi sembra, però, che nel Paradiso Terrestre c'erano Adamo ed Eva e non Adamo e Gildo. Si sta cercando di realizzare una nazione di gay? Non mi sta bene!
11. OK! hanno ragione i gay .....ma una domanda , se fosse vero che è NATURALE.....diciamo cosi , se gli uomini PRIMITIVI donne e uomini ....fossero stati TUTTI/E OMOSESSUALI......noi ora saremmo qui a discutere sè è provinciale oppure no essere gay....saremmo qui a discutere sè è naturale o meno?....fatevi la domanda è è tropvate una risposta GIUSTA......
12. LA LOBBY DEI CULATONI E' POTENTE MA IL LORO FINE E' CONTRO NATURA. DICONO CHE NON E' CONTRO NATURA? PROVINO A FARE FIGLI
13. Ok. Qto trailer, qto film, ci illustrano una visione patinata di tutti gli omosessuali. Ma questo film è già di per sè una presa di posizione discutibile. Fermo restando il rispetto che si deve ad ogni essere umano, poi, però, dobbiamo considerare quello che coimporterebbe per la società l'idea stessa di elargire pari diritti ai gay. Lo stato e l'umanità stessa si reggono sul concetto di procreazione e la "famiglia" è eterosessuale non a caso. A prescindere che ci si decida per sposarsi religiosamente o laicamente. E allora il punto è sempre quello: aprire ai gay l'opportunità di costituire "famiglia" è una spaccatura all'interno del nucleo stesso della società, dello stato e della vita perchè i gay sono, ovviamente, impossibilitati a procreare.
14. mi piace ricordare che ognuno è libero di fare tutto ciò che vuole SENZA INTACCARE, MAI, LA LIBERTA' DEGLI ALTRI.... chi predilige costumi omosessuali è certamente libero di esercitarli, ma senza per questo intaccare la Mia LIBERTà DI NON ESSERE INFASTIDITO DA CERTE PRESE DI POSIZIONE
15. Ma cercate di capire che non tutti riescono o vogliono accettare il fatto che il collega di lavoro ad esempio o chi ti gira attorno sia gay. Semplicemente non accetto l'atteggiamento di queste persone e quindi cerco di evitarle il più possibile. E' razzismo questo?
A continuazione invece riporto alcuni passi del Mein Kampf e altre perle.
1. All’opposto, la concezione nazionale, razzista, riconosce il valore dell’umanitá nei suoi primordiali elementi di razza.
2. E cosí rende omaggio all’idea fondamentale della natura, che é aristocratica e crede che questa legge abbia fino al piú umile individuo.
3. Essa riconosce non solo il diverso valore delle razze ma anche quello degli individui.
4. Crede nella necessitá di idealizzare l’umanitá, ravvisando solo in questa idealizzazione la premessa dell’esistenza dell’umanitá stessa. Ma non puó concedere ad un’idea etica il diritto ad esistere se questa idea costituisce un pericolo per la vita razziale dei portatori d’un’etica superiore, perché in un mondo imbastardito e negrizzato sarebbero perduti per sempre i concetti dell’umanamente bello e sublime, nonché ogni nozione d’un avvenire idealizzato del genere umano.
5. Quindi la concezione nazionale del mondo risponde alla piú intima volontá della Natura.
6. Il giovane debe diventare un giorno un utile membro della societá umana.
7. Le attività omosessuali di una non trascurabile parte della popolazione, costituiscono una seria minaccia per la gioventù. Tutto ciò richiede l'adozione di più incisive misure contro queste malattie nazionali. (decreto di creazione dell' Ufficio centrale del Reich per la lotta all'omosessualità e all'aborto)
Questa poi é la definizione di un essere sub-umano: "l'uomo che sta sotto gli standard di capacità e adattabilità imposti dall'ordine sociale nel quale vive”
Salta subito alla vista la ricorrenza ossessiva in ambedue i blocchi di citazioni di concetti come l’origine primitiva dell’uomo, la Natura (che assume quasi una sua personalitá), la concezione dell’omosessualitá come malattia e la considerazione delle relazioni sessuali come finalizzate al processo riproduttivo piuttosto che alla realizzazione del piacere dell'individuo.
In Italia l’omofobia non é solo un fenomeno di over 50 che evidentemente non riescono a metabolizzare certi cambi sociali e che nell’arco di pochi anni spariranno per l’inevitabile fatto biologico. É un fenomeno di massa che riguarda tutte le generazioni, é ben ragionato e nelle motivazioni si avvicina spaventosamente a teorie che dovrebbero essere morte e sepolte in un mondo che in fin dei conti é figlio dell’Olocausto.
Ció che spaventa é che in Italia esiste una grande maggioranza di persone che considera l’omosessualitá una malattia mentale, che crede che si possa “diffondere”, ma soprattutto che fonda l’omofobia sulla incapacitá riproduttiva, il che dimostra una concezione delle persone come schiave di una famiglia che esiste solo per un bene superiore. Il che, per chi non l’avesse mai letto, é il filo conduttore di tutto il Mein Kampf.
Si potrá dire che esagero. Forse. Ma in fondo l’italiano di oggi che non approva il matriomonio gay non é poi cosí diverso dall’americano che nel 1967 si scandalizzava per la legalizzazione del matrimonio interraziale, quello che non affitta un appartamento a un gay non é diverso dal sudafricano che faceva vivere i negri in quartieri separati, quello che dice « froci di merda » non é diverso da quelli che un tempo gridavano « sporco negro » e quello spaventato dalla diffusione dell’omosessualitá non é diverso dai nazisti che propugnavano l’eutanasia di certe categorie per evitarne la diffusione. Sono tutte manifestazioni di odio.
Cosa voglio dire? Che gli italiani siamo tutti nazisti? No. Il nazismo é nato, si é sviluppato ed é morto. L’odio razziale invece, esisteva prima del nazismo e gli é sopravissuto. E l’Italia oggi ne é una delle roccaforti.
Io non confido nelle nuove generazioni. Se la diversitá sessuale é pressoché normalizzata in paesi come la Spagna, ultimo bastione dell’inquisizione e con un regime ultracattolico e fascista durato sino al ’75, o come la Svizzera, patria del calvinismo, o Israele e noi invece nel 2009 discutiamo ancora se é una malattia o no, allora mi sa che la battaglia é bella che persa.
Diabolicus
1136 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Off topic, ma ve lo immaginate Francesco Saverio Borrelli con i jeans di Grande-Marlaska?
Diabolicus
1136 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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@ Diabolicus
hai perfettamente ragione, è a dir poco allucinante che al giorno d'oggi si debba ancora ritenere l'omosessualità una malattia da curare e oltretutto una realtà da nascondere "x non dare fastido agli etero"... Non si riconosce loro neanche il diritto di uscire allo scoperto e di pretendere i loro sacrosanti diritti, x paura di "sconvolgere" o "traviare" qualche etero "perbene"...
Sono d'accordo anche quando dici che l'odio razziale è, purtroppo, sempre esistito e, temo, sempre esisterà. Francamente neanch'io confido molto nelle nuove generazioni.
Inoltre, da cristiana inorridisco quando qualcuno cita il Vangelo x farsi ragione su certi argomenti, ed è x questo che m'inc**** quando la Chiesa rifiuta di depenalizzare l'omosessualità, xchè da così adito alle strumentalizzazioni di gente che l'amore cristiano non sa neanche cosa sia, contribuendo a perpetrare una situazione di non-accettazione, quando non addirittura di odio latente...
Federica
888 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Off topic:
possiamo bannare questo alessandro che non fa altro che creare flames, dire cose poco carine (chiama tutti sfigati, checche e froci) e rompere le scatole? Scrivesse cose sensate almeno ci si potrebbe ragionare e confrontare, ma nada de nada, ciò che dice è totalmente privo di contenuti.
Se volete, visto che è un blog democratico, posso farmi portavoce di una petizione x bannarlo, anche se non si meriterebbe neanche quella...
Federica
888 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Fede: già fatto richiesta sulla "hoja de quejas"...
GIORGIA RN
1204 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Gio: già firmata la hoja de reclamación!
Federica
888 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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A parte concordare con Giorgia sul fatto che Jesús Vázquez è un bono senza eguali, vi inviterei a vedere, se non l'avete già fatto, Mi nombre es Harvey Milk, attualmente nelle sale qui a Madrid, che ho visto un paio di giorni fa. Milk fu il primo omosessuale a ricoprire un ruolo politico negli Stati Uniti, alla fine degli anni '70.
È raccapricciante constatare come il clima omofobo regnante in America a quei tempi ricordi molto da vicino quello attuale in Italia. Spaventosamente, avevano perfino la loro versione della Carfagna, una certa Anita Bryant, prima cantante e frequentatrice di concorsi di bellezza e poi moralista cristiana anti-gay e pro-famiglia... Purtroppo, per quanto bigotti vengano spesso considerati gli americani, anche rispetto a loro abbiamo almeno 30 anni di ritardo, figuariamoci in confronto ad altri popoli quali gli scandinavi.
L'intolleranza si è sempre trovata a suo agio nel nostro paese, ecco perché non ne parla proprio di andarsene via. Non lo farà almeno fino a quando le minchiate fuori luogo e fuori del tempo che dice il papa sulla famiglia, il sesso, la contraccezione, l'aborto smetteranno di riempire telegiornali e quotidiani. Mi fa tanto ridere poi la chiesa quando prega per la pace nel mondo... se dominasse l'eugenetica sono certo che avrebbe già soppresso froci, negri, puttane e quant'altra feccia inquini questo mondo di pallidi, santi maschioni. Come l'italiano medio d'altronde...
Luca V.
30 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Milk l'ho visto, è vero, è un ottimo film, su una storia forte, con un grandissimo attore. Lo consiglio a tutti.
PS: in California, dopo mooolti anni, un paio di mesi fa sono state proibite di nuovo dall'elettorato le nozze gay... corsi e ricorsi...
peppe
318 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Domani sera alle 23:40 su Rai2 trasmetteranno la versione integrale del film: meglio tardi che mai...
Federica
888 messaggi - Pubblicato 2 anni fa
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