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Italiani (?) a Madrid

(15 messaggi)
  • Avviato 2 anni fa da charliemarquez
  • Ultima replica da parte di il Malli

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  1. Vi sottopongo questo articolo di Feltri

    http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/pdf/rad4B195.tmp.pdf

    Effettivamente, rispetto alla Spagna (a parte Catalani e Baschi), da questo punto di vista siamo proprio indietro


    charliemarquez
    charliemarquez (Membro)

  2. Parole sacrosante. Ma può dirsi fortunato Feltri se oggi si sente solo imbarazzato a scrivere la parola Patria, vent'anni fa l'avrebbero direttamente chiamato fascista. Almeno abbiamo fatto un passo avanti, con la proverbiale celerità italiana .

    Effettivamente il programma per il 150º mi sembra la celebrazione più triste sia mai esistita. Ma d'altronde cosa potevamo aspettarci? Forse pochi sanno che ci siamo appena lasciati dietro il 150º della IIª Guerra di Indipendenza ((26 aprile 1859 - 12 luglio 1859). Non dico molto, ma almeno un pezzo di pagina web per dire grazie ai caduti di Palestro, di Magenta, di Solferino, di San Martino. Ma probabilmente questi nomi non dicono niente a nessuno. E infatti nessuno se n'è ricordato.

    Merita rispetto un paese che non sa rispettare i propri caduti? Con i sacrari abbandonati e gli ossari che devono essere restaurati con sottoscrizioni popolari? Nella località dove vivevo in Italia, ogni anno per il 4 novembre l'associazione ex combattenti faceva leggere solennemente, durante la Messa, i nomi di tutti i parrocchiani caduti per l'Italia dal 1848 ai giorni nostri. E a volte mi chiedo: ora che quei reduci che tenevano alte le bandiere durante quella lunga lettura trovando forza non certo dal corpo ormai troppo vecchio, ma sicuramente dal rispetto per quei compatrioti, ora che sicuramente non ci sono più e che all'anziano Don Benedetto sarà subentrato uno di quei giovani pretucoli che ha confuso il seminario con amnesty international, ci sarà qualcuno a ricordare quei canavesani morti per liberare una terra che neppure conoscevano?

    Ma in fondo Metternich non aveva tutti i torti.

    Etsi omnes, ego non


    Diabolicus
    Diabolicus (Moderatore)

  3. adesso però basta essera contro l'attuale governo per essere chiamati "comunisti"

    I lost myself....


    il Malli
    il Malli (Membro)

  4. Proprio non hai resistito, eh...


    Diabolicus
    Diabolicus (Moderatore)

  5. Io penso che se si va a Torino a chiedere perché sono stati costruiti il palazzo del lavoro e il palavela, in ben pochi ti saprebbero rispondere.
    Saró strano, ma da quando vivo all'estero mi sento piú italiano e invidio gli spagnoli (a parte Baschi e Catalani) cosí fieri delle proprie origini.


    charliemarquez
    charliemarquez (Membro)

  6. Feltri può dirsi fortunato se ancora qualcuno lo chiama giornalista o, peggio ancora, direttore...

    Questo per dire che non mi si apre il link di sopra


    zollo
    zollo (Key Master)

  7. @zollo: anch'io non potevo aprirlo. Fai click qui:

    http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/rassegnaQuotidianaFrame.asp

    e vai all'edizioni di oggi di Libero.

    @charliemarquez: hai ragione. Spero che almeno avranno la decenza di riaprire il Museo Nazionale del Risorgimento che è chiuso per restauri dal 2006.

    PS Chissa se prima di morire mi concederanno l'onore di poter vedere la Cappella del Guarini?


    Diabolicus
    Diabolicus (Moderatore)

  8. Qui http://yfrog.com/29rade28b5p dovrebbe esserci una versione leggibile


    charliemarquez
    charliemarquez (Membro)

  9. Non avevo letto la seconda parte dell'articolo. Tema difficile. Dirò come la vedo. Io sono contrario alla rivalità tra il patriottismo nazionale, regionale e civico. In Italia siamo ossessionati dal pensiero unico, o ti piace la Loren o la Lollo. Così come si può amare allo stesso tempo la madre, il padre, il fratello, la nonna, lo zio, così si può nutrire un sentimento patriottico per la propria regione e la propria città. Sono amori diversi, complementari. L'importante è avere un ordine di priorità. E questo è senz'altro: Italia, Regione, Comune. L'amore per la comunità locale è sano fino a che non nuoce alla comunità superiore, che è la Nazione.

    Il problema del patriottismo nazionale italiano è che siamo troppo diversi, abbiamo storie diverse, culture diverse, tradizioni diverse. E nessuno sembra avere voglia di fondere tutto questo patrimonio per fondare qualcosa di nuovo. E neppure credo sia auspicabile. In paesi come il nostro, il sentimento nazionale non può che fondarsi su dei valori comuni. Prima della IIª GM questi erano i valori risorgimentali, della liberazione dallo straniero, dalle monarchie assolute. Poi è stata la volta dell'antifascismo, della democrazie e della ritrovata libertà. Ma nel momento in cui questi valori sono in crisi, ne consegue che anche il patriottismo nazionale entra in crisi.


    Diabolicus
    Diabolicus (Moderatore)

  10. sono d'accordo con feltri.


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    Anto (Membro)

  11. Ma smettiamola di parlare di Patria, concetto obsoleto.
    A cosa ci serve essere pattriottici? Io non voglio una patria in cui c'è un tasso di disoccupazione sempre più alto, una sanità pubblica che fa ribrezzo, un'educazione che fa sempre più pena, ronde di cittadini da far invidia al peggior far west, un maschilismo ancora imperante sia nelle case che nelle strade che nei luoghi di lavoro. Una patria in cui l'opinione di un PAPA è legge, una patria in cui il governo al potere è formato in parte da Xenofobi che odiano tutti da roma in giù.
    Ma tenetevela tutta per voi una patria così. Sicuramente dalla mia bocca non uscirà l'Inno di Mameli. Viviamo di un passato culturale e scientifico glorioso, ma dove stiamo andando?
    E concordo appieno con Zollo: Feltri deve sentirsi fortunato se c'è ancora qualcuno che lo chima giornalista. è un dei tanti buffoni alla corte dell'imperatore puttaniere.
    E adesso datemi pure addosso.


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    valep (Membro)

  12. @ Diabolicus

    Cosa intendi con la frase "uno di quei giovani pretucoli che ha confuso il seminario con amnesty international" non è una provocazione è che non ho capito il concetto


    il Malli
    il Malli (Membro)

  13. @valep: lungi da me il darti addosso, però è troppo facile amare un paese perfetto, amare un uomo o una donna perfetta, essere orgogliosi di un paese che ha dato molto all'umanità o credere in Dio avendo la certezza assoluta della sua esistenza. Ho già parlato della distinzione tra patriottismo e nazionalismo. Il patriottismo è un sentimento positivo. A cosa serve? per me è una delle tante cose che dà senso alla mia vita, senza togliere niente ad altre.

    Poi mi sembra che confondi Patria con Stato. Lo Stato può essere colpevole dello stato della scuola, ma la patria non c'entra proprio nulla. Secondo il tuo ragionamento, i sudafricani negri avrebbero dovuto odiare la propria terra. Ma non fu così. Odiavano il governo che li opprimeva.

    Amare la Patria vuol dire amare la terra in cui Dio (se sei credente) o la casualità (se non lo sei) ti ha fatto nascere e dove sono nati e vissuti i tuoi genitori. Terra dove, un giorno, come tutti i tuoi antenati, essi saranno deposti. Significa rispettare il lavoro dei tuoi antenati che in quella terra hanno lavorato, contribuendo a farla sviluppare. Significa onorare tutti coloro che nel passato hanno dato la vita per questo concetto così astratto. Significa onorare le tante madri che hanno perso i figli per non vedere più una bandiera straniera sventolare su quella terra. E significa onorare coloro che hanno lasciato orfani i propri figli per sconfiggere il fascismo e portare la libertà alle generazioni future.

    Dici:
    Viviamo di un passato culturale e scientifico glorioso, ma dove stiamo andando?

    Ho già detto altrove che capire il passato è fondamentale per pianificare il futuro. Tu l'hai detto, guardando indietro vediamo un passato passato culturale e scientifico glorioso. Probabilmente, e per me sicuramente, quello è il futuro che dobbiamo cercare di costruire. Un futuro culturale e scientifico glorioso. Fare ciò che siamo capaci di fare, ciò che meglio facciamo,ciò che sempre abbiamo fatto. Questa è la nostra missione.

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    Diabolicus
    Diabolicus (Moderatore)

  14. @il Malli: mi riferisco a quei giovani preti che erano assenti alle lezioni in seminario quando spiegavano la differente missione dei sacerdoti e dei laici. Quei preti cioè, che fanno in prima persone cose che potrebbe fare qualsiasi parrocchiano, trascurando le cose che soltanto lui, come prete, può fare.


    Diabolicus
    Diabolicus (Moderatore)

  15. ..Molestare i chierichetti?.....

    scherzo scherzo...

    adesso ho capito la frase, grazie per la spiegazione e mi trovi d'accordo sul fatto che se sposi una causa come quella hai dei doveri impliciti che vanno al di la della sfera materiale.


    il Malli
    il Malli (Membro)


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