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Cambiare per non cambiare diceva Tomasi di Lampedusa e Obama?
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Sarà la vera svolta. Alla gioia del cambio mi si è associata subito la domanda"Ma di che tipo di cambio si tratta?" Il cambio fa si che si realizzi il sogno di Martir Luter King, ma, è questo il cambio che la gente comune americana sta aspettando? Sarebbe un vero cambio epocale se una persona "di colore" diventasse presidente di un Paese europeo dove ancora stentiamo con l'integrazione raziale, ma in un paese da sempre multicolore? Lo so, mi direte comunque che le minoranze non sono ben integrate nemmeno in America, ma ripeto che il cambio effetttivo sarebbe se avvenisse in un paese europeo.
Penso che quello che il popolo americano, abituato ad essere potenza rispettata e ricca, voglia veramente sia un cambio della situazione in cui attualmente il Paese naviga. Allora mi chiedo si può risollevare un Paese nella grande crisi solo con il cambio di un uomo (e con le idee del suo partito?), no, perchè qui si parla di economia, ed i tempi son lunghi. La gente è disposta a scindere i due tipi di cambiamenti e a non aspettarsi il grande cambio con un solo schiocco di dita del Povero Obama.
Io la vedo dura. Quando esasperati dalle destre l'Italia in crisi si appoggio alla sinistra di Prodi sembravan tutti contenti. Ma al vedere che la situazione in realtà non migliorò ( e chi se non uno dotato di poteri miracolosi o capace di mentire spudoratamente))) nel giro di poco, ben vennero le dimissioni e il ritorno della palla al Signor Berlusconi che, come sappiamo ha promesso molto ma, purtroppo, nemmen lui è dotato di poteri miracolosi e quindi si è beccato l'Italia della crisi(((.
Purtroppo il senso comune non ci permette di capire i tempi economici e ce la prendiamo con chi ci governa, destra o sinistra, ci si deve lamentare, ma non sarà il caso di guardare un po a questo progetto di Capitalismo che ci stà esplodendo tra le mani? Non voglio pensare al comunismo
Mahhhh
angelad
10 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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Beh, credo che i cambiamenti passino anche attraverso i grandi uomini. E voglio sperare che di questo si tratti, nel caso dell'elezione di Barack Obama. Non e' un santo ne' un eroe ne' un supereroe come in tanti lo dipingono. Ma e' un momento significativo della storia contemporanea, c'e' poco da dire su questo.
L'Europa non e' pronta per un presidente arabo, pakistano, africano, o simili. Chi lo voterebbe? Ma ci sono dietro centinaia di anni prima di melting pot, poi di integrazione, poi di rimescolamento (con gli ispanici che superano gli afro) negli Stati Uniti. Da noi, in Italia soprattutto, l'immigrazione e' fenomeno recentissimo (tipicamente, gli italiani emigrano: e questa la dice lunga sul potere attrattivo del nostro "melting pot") e ovviamente la societa' non e' disposta ad accettare candidature cosi' "diverse". Ma ci sta, il concetto di identita' passa anche di qui. Perche' un presidente africano o arabo in Italia o Spagna dove e' assente la storia statunitense (e anche e' assente una percentuale di persone di quella provenienza geografica-culturale a sostenere un proprio candidato).
E' un grande momento per gli Stati Uniti e per la storia globale. Ora si puo' solo fare peggio.
L'economia, come giustamente dici, non cambia da oggi a domani. Ma i flussi finanziari della fiducia si: in poche ore si possono bruciare miliardi o creare miliardi, e questo passa attraverso meccanismi di fiducia, convincimento. Anche cio' che appare meno basato sui sentimenti, passa attraverso lo sguardo di un uomo che puo' tranquillizzare, convincere e dirigere un Paese. Spero che continui ad accadere anche dopo la fine della Campagna.
m.
marcello.rinaldi
185 messaggi - Pubblicato 3 anni fa
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